LE MAESTA’

Madonna dolente

La collocazione ai margini delle strade o dei viottoli, in particolare presso bivi o crocicchi, di edicole religiose in marmo quale espressione di devozione e di fede, è molto antica, antecedente al periodo cristiano.

Già nell’antica Grecia venivano eretti pilastrini di pietra sui quali veniva collocata l’effige di Ermes, protettore dei viandanti e del commercio, danneggiarle era ritenuto atto sacrilego, punibile anche con condanna a morte.

Sempre in Grecia erano presenti tempietti dedicati a Demetra, protettrice dell’agricoltura, in particolare del frumento, dei legumi e dei frutti; non mancavano anche edicole dedicate ad Ecate collocate nei crocicchi, luoghi ritenuti magici, la dea era infatti considerata divinità del Mondo dell’Oltretomba, delle magie e degli incantesimi.

Anche presso i Romani erano presenti tempietti presso gli incroci delle strade, nei cimiteri in particolare venivano eretti pilastrini con l’immagine dei Lari, divinità di origine etrusca.

Nel Medioevo si credeva che ai bivi e crocicchi stradali si dessero appuntamento diavoli e streghe, l’erezione di edicole in quei luoghi erano finalizzate ad evitare ai viaggiatori l’incontro con tali soggetti malvagi.

Successivamente, attorno al 1500, le edicole cominciarono ad essere collocate anche in nicchie ricavate sulle facciate degli edifici, a tutela della casa, della stalla, del podere.

A Torrano nel corso del XIX e XX secolo sono state erette una decina di punti devozionali, uno dei quali – l’immagine della Madonna collocata al bivio della quattro strade a Valle – è stato distrutto da ignoti a colpi di martello nell’Agosto del 1951.

Una di queste maestà – collocata nell’Anfarnia, località vicina alla vetta del Monte Burello – è stata fatta innalzare nel 1918 da un personaggio molto particolare – Davide Varoli, arguto poeta – nel luogo dove un suo pastorello disse di aver visto il Diavolo. L’aura magica e di paura che permea questa località è da mettere in stretta connessione con la vicinanza alla vetta del monte che viene considerato luogo sacro dei Liguri-Apuani cui è legata la nota storiella della pastorella fatta sfracellare dal Diavolo sulla vetta stessa.

Gli altri punti devozionali sono tutti collocati nel paese o nelle immediate vicinanze; quattro di questi sono collocati su alti pilastrini di pietra arenaria scolpita, a conferma di una persistente tradizione nella lavorazione della pietra e sono dedicati alla Madonna di Montenero (“Anno Santo 1900 – Pose R.P.P.”, collocato alla Iséla, sulla vecchia strada che da Pontremoli conduceva al paese, nel punto in cui si biforcava da una parte in direzione Valle e dall’altra in direzione Chiesa), a San Rocco ( collocato in centro a Valle ), a Sant’Antonio ( collocato sulla nuova strada per Pontremoli, al Castlàn, all’inizio della strada per Naréla – occorre precisare che sino alla costruzione della nuova strada – 1966 – era collocato qualche decina di metri più indietro, in basso, laddove la vecchia strada per Naréla – che usciva dal paese, appena passato il ponte, si biforcava per diramarsi anche verso Piul) e l’ultimo al Sacro Cuore di Gesù a Valle, all’inizio della strada per i Monti.

Abbiamo tre maestà collocate su muri, la prima raffigurante Sant’Antonio su una nicchia di una casa alla frazione della Chiesa, la seconda raffigurante la Madonna che sorregge il corpo di CRISTO nel muro costruito a sostegno della strada di collegamento delle due frazioni, in località M’zadura (Camillo Talamini scrive che sino al 1947 si trovava al bivio della strada che porta al cimitero e fu incidentalmente distrutta da un camion; posta nel luogo attuale nel 1956 da Giovanni Talamini) e la terza nel muro di una casa vicina raffigurante Gesù che cade sotto la croce.

La Maestà collocata vicina alla chiesa, prima del trafugamento. Foto di Camillo Talamini
La Maestà collocata a Valle all’inizio della vecchia strada per i monti, prima del restauro e della sostituzione dell’icona. Foto di Camillo Talamini

Le ultime due maestà sono contenute in muro in pietra costruito appositamente a supporto, la prima collocata all’ingresso della frazione della Chiesa raffigurante la Madonna (” D. Battista Pasquali – 1855″, esposta un copia, dopo il furto avvenuto trent’anni fa ed il ritrovamento, l’originale è conservato in Chiesa), la seconda sopra la frazione di Valle, all’inizio della strada che conduceva ai monti, raffigurante dopo il completo rifacimento del 2002 la Madonna del Rosario (“pose Felice Angelini fu Timoteo – 5.8.1890), in precedenza era presente icona della Maria S.S. di Loreto ( non è noto dove sia ora conservata).