Molti decenni sono ormai trascorsi da quando lo sviluppo economico del dopoguerra, in pochi anni, ha spazzato via una civiltà contadina millenaria, rimasta pressoché immutata per secoli.
Questo sito nasce con l’obiettivo di ricordare — soprattutto ai più giovani — com’era la vita dei nostri nonni: quali strumenti usavano, che rapporto avevano con gli animali, con la religione e con la malattia.
Il Museo Virtuale raccoglie fotografie, testimonianze, oggetti, documenti e racconti per restituire voce a quel mondo scomparso.
Ma vuole anche raccontare i borghi della Lunigiana, spesso piccoli ingranaggi di quella che fu la grande Storia.
Ascoltare il passato
Attorno a noi restano ancora molte testimonianze di quel mondo: le Maestà, i cascinali, le fontane, i lavatoi.
Vorremmo che i giovani li osservassero con occhi più consapevoli, capaci di ascoltare le voci delle donne chine sui panni nei freddi mesi invernali, o di cogliere l’ombra di un viandante che si toglie il cappello davanti a una marginetta.
Le tradizioni e la cultura
Non solo oggetti, ma anche storia, tradizioni e religiosità: il terreno in cui è cresciuta la civiltà contadina.
Immagini che raccontano
Le fotografie sono una finestra sul passato. Fermano un istante e lo rendono eterno, raccontando usi e costumi con forza visiva. Spesso erano l’unico legame tra chi era partito per terre lontane e chi era rimasto.
La memoria della Resistenza
Una sezione è dedicata alla Lotta di Liberazione. Senza l’aiuto coraggioso dei contadini di montagna, l’azione dei Partigiani non sarebbe stata così estesa e determinante. A loro, che rischiarono tutto, va il nostro riconoscimento.
Pontremoli, il capoluogo
Con questa sezione vogliamo completare il racconto. È difficile comprendere davvero l’evoluzione dei borghi senza conoscere il ruolo di Pontremoli, punto di riferimento nel corso dei secoli.
Presto il sito si arricchirà di una nuova pagina: Altri orizzonti, nella quale raccoglieremo saggi, articoli e riflessioni che, pur non trattando direttamente della nostra valle, portano con sé l’impronta intellettuale della nostra comunità.
Si tratta in gran parte di contributi firmati da autori e studiosi pontremolesi che, con rigore e passione, mostrano come la radice locale possa essere punto di partenza per una comprensione più ampia del mondo.
Francesco Fantoni