
La sera del 26 inizia la battaglia della Cisa: sulla strada si sono ammassati alcune migliaia di soldati in ritirata a piedi e con carriaggi; i partigiani aprono il fuoco, gli alleati mitragliano e bombardano dappertutto, lanciano spezzoni incendiari.
I testimoni di quei giorni dicono che ancora per San Terenzio il primo di settembre si sentiva l’odore dei morti nel piano di Mignegno e dell’oratorio. Per quattro ore sono schianti, fiamme, urla, nitriti di cavalli impazziti. Molti cadaveri furono sepolti in una fossa comune all’interno della chiesetta di San Giorgio: in un luogo antico di pietà e di ospizio di nuovo veniva prestata un’opera di misericordia.
Ci vollero nove giorni, sotto la direzione di Paolo Tessarolo ( che accolse l’invito del sindaco O. Buttini) per risanare la zona sotterrando corpi, era forte il rischio di epidemia e contagio.
Tratto da un’articolo del Corriere Apuano dal titolo Aprile 1945: LIBERI!