ALTA LUNIGIANA: PERCORSI, INSEDIAMENTI, SEGNI STORICI DEL PAESAGGIO. I COMUNI DI PONTREMOLI E ZERI


Le caratteristiche di un territorio come quello dell’alta Lunigiana, per quanto noto e indagato in più diversi aspetti, propongono sempre occasioni di lettura nuove che, anche tenendo conto di quanto già conosciuto, permettono di approfondire, magari in maniera specialistica, alcune specificità altrimenti soltanto sfiorate.

E’ questo senza dubbio uno degli aspetti emergenti che si ricavano dalla lettura del lavoro svolto a più mani dal compianto prof. Tiziano Mannoni, dalla prof.ssa Annalisa Calcagno Maniglio e dall’arch. Luca Nespolo che ci accompagnano, ognuno seguendo un percorso diverso, ad approfondire la conoscenza dei territori dei comuni di Pontremoli e Zeri, considerati però in particolare nella loro sostanza paesaggistica e nel coinvolgimento dell’intervento dell’uomo nella trasformazione del paesaggio stesso nel corso dei secoli.

Il quadro che emerge è decisamente coinvolgente, perché recupera, in una sintesi arguta ed efficace, un itinerario evolutivo altrimenti recepibile solo attraverso indagini di ben altro spessore, mantenendo comunque quella qualità che fa sì che l’analisi effettuata dia le risposte necessarie per comprendere appieno gli obiettivi della ricerca. Le intenzioni degli autori, come naturale, sono differenti e danno sostanza alle diverse linee di orientamento scientifico, ma questo permette appunto di allargare la prospettiva su altrettante tematiche per comprendere come un paesaggio apparentemente noto ai più, almeno nella sua immediatezza visiva, possa invece proporre linee di lettura completamente diverse e proprio per questo diversamente accattivanti.

Se da un lato infatti l’excursus del prof. Mannoni ci permette di ripercorrere una vicenda che partendo dalla preistoria giunge a rievocare nel tempo i significati più saliente dell’ azione dell’uomo, comunque e necessariamente collegati alle caratteristiche del contesto naturale in cui si sviluppa la storia sociale e politica delle comunità di Pontremoli e Zeri, inevitabilmente condizionata nei diversi periodi proprio dalle specificità del paesaggio, adattabile in ordine alle risorse tecnologiche e materiali disponibili, dall’altra la prof.ssa Calcagno Maniglio si sofferma in maniera dettagliata sulla pluralità degli esiti che il contesto viene a proporre proprio in relazione alla capacità dell’uomo di adattare e di adattarsi all’ambiente in cui ha scelto di impostare la propria vita nel corso dei secoli.

Come prevedibile, i due autori devono affrontare nel dettaglio il tema dello sviluppo della viabilità del territorio considerato, dettato dalla consapevolezza di essere di fronte ad un’area per lungo tempo centrale ad un sistema viario internazionale che fa emergere in modo ancora più significativo tutta l’importanza delle caratteristiche naturali della zona, come risposta all’evoluzione delle comunicazioni nel tempo e, quindi, all’esigenza di adeguare l’intervento dell’uomo alla diversità della domanda di rapporti.

L’arch. Nespolo entra perciò nello specifico delle capacità tecnologiche delle popolazioni locali, affrontando il problema del superamento degli ostacoli naturali attraverso la costruzione di ponti, per evidenziare come il passato sia stato in grado di dare risposte più rispettose dell’ambiente, non solo per la diversità delle esigenze, quanto piuttosto per una diversa considerazione della natura, ritenuta non solo al servizio dell’uomo.

Una lettura, quindi, coinvolgente e piacevole, soprattutto gratificante per l’immagine che viene ad offrire di una terra, come la Lunigiana che vuole e deve essere più conosciuta per essere maggiormente considerata, soprattutto nelle sue caratteristiche naturali.

Un messaggio, quello che viene lanciato, particolarmente importante in questo momento, perché le calamità naturali che hanno colpito il territorio dei Comuni di Pontremoli e di Zeri nell’ottobre del 2011 hanno ferito soprattutto il paesaggio, compromettendo ulteriormente equilibri molto fragili, già messi in discussione dal costante abbandono delle aree rurali.

L’auspicio è che questo volume si proponga come nuovo stimolo per alzare ulteriormente il livello di guardia, fino ad invitare a intervenire finalmente prima delle emergenze, quindi con l’intenzione di prevenire per conservare al meglio.

Come è certo nelle intenzioni di ciascuno di noi che sapremo farci portavoce di una battaglia che è stata la bandiera di vita per il prof. Tiziano Mannoni che vogliamo ricordare con affetto e con tutto il rimpianto per il vuoto incolmabile che la lasciato soprattutto nella terra di Lunigiana.

Lucia Baracchini, Sindaco di Pontremoli


Gran parte della storia di un territorio è scritta nel suo paesaggio, come si percepisce percorrendo con uno sguardo non troppo distratto le strade della Lunigiana ed in particolare di quelle aree, come Zeri, dove le trasformazioni novecentesche hanno cancellato in misura minore che altrove le tracce del passato. Tracce che non sempre appaiono evidenti e talvolta soltanto l’occhio esperto dello studioso riesce a coglierne la presenza. E’ quanto avviene in questo volume: Percorsi, insediamenti, segni storici di un paesaggio nel quale il territorio di Zeri e quello di Pontremoli, comuni limitrofi dell’alta valle del Magra, sono stati fatti oggetto di un’analisi puntuale ed articolata, svolta da studiosi che hanno colto ed evidenziato una molteplicità di segni per leggere l’evoluzione del paesaggio e le trasformazioni cui questo è stato sottoposto.

Coordinato dal prof. Tiziano Mannoni, studioso attento e profondo conoscitore della Lunigiana, che purtroppo alla conclusione di questo lavoro ci ha lasciati, il volume co restituisce attraverso l’ampio saggio dell’arch. Annalisa Maniglio Calcagno ed il contributo dell’arch. Luca nespolo una lettura del paesaggio come è andato strutturandosi attraverso molteplici trasformazioni.

Se ne evince come i percorsi abbiano svolto tanto per Zeri come per Pontremoli un ruolo importante nell’assetto di un territorio dalla naturale vocazione viaria quale è l’alta valle del Magra che con i suoi agevoli passi ha consentito, fin da epoche remotissime, un facile scambio tra i due versanti dell’Appennino. Ma è soprattutto nel medioevo con la Francigena e gli itinerari ad essi correlati, quali la strada Regia in ambito zerasco, che gli insediamenti sono andati strutturandosi ed assumendo una conformazione che nei loro nuclei originari permane tuttora, sia nel centro di fondovalle che nei borghi distribuiti lungo i percorsi collinari, di mezza costa o ad altitudini più elevate.

Una lunga storia è dunque quella scritta nel paesaggio di questo territorio, restituita da castelli, pievi, cappelle, strade, ponti, da edifici storici e insieme dalle stratificazioni assunte dall’ambiente con il passare dei secoli, sia per la natura del suolo che a seguito dell’incessante intervento dell’uomo che ha cercato di modificarlo per ottenere migliori condizioni di vita.

Nel corso dell’ultimo secolo, le mutate condizioni economiche hanno portato all’abbandono delle aree montane ed oggi tale abbandono appare evidente in molti ambiti dove si osserva il prevalere di una vegetazione ormai incontrollata. Anche questo capitolo più recente delle vicende degli uomini è dunque ormai leggibile nel paesaggio, per quella simbiosi uomo-ambiente che così fortemente ci connota.

Davide Filippelli, Sindaco di Zeri