La vita sociale lunigianese ha subito, come del resto tutto il Paese, una brusca acceleraqzione nei primi decenni del dopoguerra. Dopo una stasi lunghissima tutti i rapporti su cui si imperniava la vita sociale si sono trasformati.
Da un mondo prevalentemente rurale, con ritmi lenti, rapporti interpersonali molto intensi, mezzi quasi esclusivamente manuali, si è passati al mondo della tecnica e del motore.
Fino aglòi anni Cinquanta la vita lunigianese era costellata di piccoli microcosmi chiusi, quasi autonomi, essendo minime le vie di comuniocazione tra il fondovalle ed i paesio collinari e montani. Una vita in cui gioie e dolori, lavoro e speranze venivano condivise da comunità intensamente unite dalla vita quotidiana. Le aspettati9ve di vita erano piuttosto limitate e le condizioni sociali non molto entusiasmanti. Gran parte della popolazione era composta da mezzadri e da lavoratori giornalieri a fronte di poche famiglie agiate e possidenti. La sanità era approssimativa e la scolarizzazione aveva livelli piuttosto bassi. Ma l’intensità dei valori di solidarietà cristiana e umana rendevano quelò mondo più vivibile.
Nel secondo dopoguerra si opera, in pochi anni, una trasformazione radicale. Entra in crisi il mondo rurale, e con quello i rapporti interni alla famiglia. La costruzione delle strade mette in comunicazione le piccole comunità paesane con altre realtà più vive e più complesse. La scuola apre le sue porte a tutti, la sanità diventa un bene riconosciuto e di cui ognuno può usufruire. Una grande ricoluzione silenziosa si è operata quando si è capita l’importanza dell’acqua e questa è arrivata in tutte le case. Le condizioni igiene sonop mutate con conseguenti grandi vantaggi sulla salue, anche se questo ha decretato la fine di quel momento comunitario che si “costruiva” intorno alle fontane pubbliche. Così pure significativo l’avvento del motore. Questo ha mutato completamente le abitudini del movimento e del lavoro. Stava iniziando l’epoca dello stress, ilo tempo della fretta. I ritmi contadini che vedevano l’uomo padrone del tempo venivano sostituiti dalla frenesia del muoversi e del fare che faceva diventare l’uomo schiavo del tempo.
Iniziava quel processo che ora viene definito col termine di globalizzazione, non c’è più confine tra una comunità e l’altra e ognuno (persone e comunità locali) subisce l’influenza degli altri. Nello stesso tempo i rappoorti interpersonali diventano più fluidi, fin quasi a scomparire con l’avvento della televisione e dei mezzi di comunicazione semp’re più sofisticati. Il privato, anche in Lunigiana, prende il sopravvento sul comunitario. Tutti i problemi del mondo cominciano ad entrare nelle case di ognuno. Ma, con questi, anche una considerazione piùelevata per la salute, un’attenzione più viva nei confronti della vita, anche se con tutti i problemi noti. La speranza di vita, anche in Lunigiana, è aumentata di un paio di decenni. E, malgrado tutte le difficoltà, siono rimasti tanti elementi di solidarietà propri del patrimonio umano e cristiano tramandato dal mondo rurale. Ne sono testimonianza i tanti gruppi di Donatori di sangue, le Misericordie, i gruppi di volontariato in genere, le attenzioni di tanti alle problematiche sociali e civili.
Giovanni Barbieri, Il Corriere Apuano
La foto di introduzione alla pagina è stata tratta dalla pagina Facebook Visita la Lunigiana…..