Di Mignegno, classe 1885, socialista, manovale, accusato dalla polizia politica di frequentare elementi sovversivi e professare idee anarchiche.
Nel 1919 emigra in Corsica, poi a Mandelieu dove, nel 1931, è presidente della società “Lunigiana” che accentua la sua caratteristica antifascista.
Nel 1933 viene segnalato come il massimo esponente dell’antifascismo di quella città.
Il figlio Aldo, nato nel 1906, venditore ambulante, a 14 anni è in Corsica e nel 1931 raggiunge il padre a Mandelieu.
E’ “persona ostile” al Regime e sarà schedato fino al 1943.
Tratto da Pontremolesi all’estero perseguitati dal Regime, di Paolo Bissoli, Il Corriere Apuano, 1.7.2022