ANGELLA NELLO

Un abile scalpellino ed un Socialista vero

Nasce il 31 luglio 1911 in una famiglia che da tempo ha già fatto proprie i valori del socialismo; le idee di giustizia, eguaglianza e lavoro sono valori cha fanno parte integrante del vivere quotidiano. 

La vita dei contadini a quei tempi è grama, vissuta giorno dopo giorno con la costante incertezza del domani ma condotta con fierezza da coloro che hanno fatto del lavoro e della fatica gli strumenti per poter sfamare la famiglia.

Luigi, seduto a destra, con amici durante il periodo trascorso in Canada

Il padre Luigi elabora interiormente, in modo personale e forse autonomo i concetti base e pragmatici delle idee socialiste poiché i paesi di montagna rappresentavano piccoli microcosmi chiusi e dotati di scarsi momenti di comunicazione, anche se proprio in quel periodo a Pontremoli si ha una interessante esperienza di governo socialista con il Sindaco Bologna.

I socialisti infatti governeranno ininterrottamente e nell’insieme con successo dal 1910 al 1920; sono gli anni delle guerre (da quelle di Libia alla Grande guerra), dell’epidemia di “febbre spagnola”, dell’emigrazione, della miseria e della povertà, anni difficili come si può ben capire. resi ancora più ardui da governare ad iniziare dal 1914 quando con l’entrata in guerra dell’Italia verranno a mancare figure importanti e di rilievo per l’Amministrazione Pubblica (lo stesso Segretario Comunale, diversi consiglieri sia di maggioranza che di opposizione, impiegati comunali ecc..).

Luigi con il Sindaco di Pontremoli Laba

Molte sono le cose fatte, tra cui possiamo ricordare l’attenzione dedicata alla costruzione di case popolari, corsi serali di istruzione, costruzione di cimiteri, acquedotti, strade e ponti ( tra gli altri viene ricostruito in economia dai “frazionisti” su progetto comunale il ponte sul Gordana – S. Cristoforo-Cavezzana – con sussidi economici ed assistenza tecnica del Comune stesso); a conferma dei corsi e ricorsi storici ricordiamo anche la vibrata protesta del Sindaco “contro il taglio indiscriminato dei castagni “ da parte di aziende lunigianesi.

Le idee socialiste sono viste ancora con sospetto, sono idee “rivoluzionarie” e laiche in competizione con la Chiesa che da 2000 anni predica concetti di eguaglianza e giustizia.

La presa del potere da parte del fascismo accentua l’attenzione sul capofamiglia, osservato con odio e rancore, ed in questo clima si colloca l’accusa assurda di aver sparato ad un paesano ferendolo gravemente, accusa   dalla quale sarà poi pienamente scagionato per non aver commesso il fatto.

Alla fine della seconda guerra mondiale, caduto il fascismo ed in piena personale maturazione politica Luigi si candida alla carica di consigliere comunale alle elezioni del 17 marzo 1946; i socialcomunisti vincono con il 51,4% e Luigi viene eletto.

Il Paese di Torrano festeggia l’evento con processione dalla Chiesa a Valle a cui partecipano quasi tutti i compaesani e che termina con un accalorato discorso.

Svolge la funzione con attivismo e costante impegno e, pur con le ristrettezze legate alla ricostruzione del paese distrutto dalla guerra, lega il proprio nome a varie iniziative di utilità sociale, tra cui la ristrutturazione delle fontane ed annesse vasche sia della Chiesa che di Valle, allora molto utilizzate dalle donne per lavare i panni e dalle bestie per abbeverarsi.

In questo contesto di forte impegno sociale si forma Nello che lo farà proprio e lo porterà ad elevati livelli di soddisfazione per i compaesani legando il proprio nome ad importanti iniziative di cui ancora oggi il paese si avvantaggia.

Intanto a 25 anni viene chiamato alle armi nella guerra d’Etiopia del 1936, con i compaesani Ramaglia Giovanni e Fantoni Severino;i disagi quotidiani da superare nel paese così lontano – sarà colpito anche da dura malaria –  e  gli orrori della guerra lo legheranno in particolare con Severino di sentimenti profondi di amicizia che dureranno sino alla morte. 

Nello militare

Tra richiami più o meno lunghi saranno ben sette gli anni che Nello donerà alla patria.

Prima dell’ultimo richiamo, in piena seconda guerra mondiale, decide di sposare Elvira, la donna di tutta la sua vita; sposato di sabato, con cerimonia sobria come richiedevano i tempi, il lunedì successivo parte per la Sardegna. 

Ritornato dalla guerra intraprende l’attività che poi svolgerà per tutta la vita: Lo scalpellino, il tagliatore di pietre.

Dotato di fine manualità, ha saputo piegare la dura pietra ai propri voleri, dandole forma ed anima.

Abbondante materiale grezzo era disponibile in “Fontanella”, sopra la “strada della Chiesa” dove venivano preparati i pezzi – macine e stipiti -; la notizia dell’ “officina all’aperto” verrà fissata dallo studioso Dario Manfredo nel suo scritto “ Sulle tracce preistoriche del Monte Burello”.

 I prodotti finiti venivano trasportati alla strada carrozzabile su “benne” trainate da buoi; per trasportare la macina per il mulino di Rocca Sigillina saranno necessarie due paia di robusti buoi, dato il peso notevole. 

Il campanile di Oppilo

Tante le realizzazioni che resteranno a lungo quale sua testimonianza; a titolo di esempio ricordiamo il pronao della chiesta di Torrano e la scuola del paese, il campanile di Oppilo, la strada di congiunzione della stazione ferroviaria di Pontremoli con la strada statale, le pietre del Ponte dei Rumori a Zeri e del Ponte di San Pietro a Pontremoli, le macine per i mulini di Torrano, Cervara e Rocca Sigillina oltre ad innumerevoli stipiti e scalini realizzati per privati.

Sua è anche la macina incompiuta posta nel giardino di fronte alla chiesa di Torrano ad ornamento del luogo.

La macina incompiuta

Costante è stato il suo impegno civico disinteressato a favore dei compaesani.

Due in particolare le opere che legheranno il suo a nome a perenne ricordo: la strada di collegamento con Pontremoli via S. Cristoforo e la strada “dei monti” che arriva sino in Pradalinara.

Per realizzare le due opere, assieme ad altri generosi amici, costituisce la Cooperativa “La Torranese”, con Orlando Cordovani Presidente, lui stesso Vice Presidente, Poli Alberto, Lecchini Felice e Fantoni Pietro consiglieri, ottenendo in tal modo i contributi del Corpo Forestale dello Stato per la prima e del Ministero dell’Agricoltura per la seconda.

Impegno non secondario per la realizzazione delle due strade è stato l’opera di convincimento esercitato casa per casa, persona per persona per superare le inevitabili divergenze, gli interessi particolari, le gelosie ed anche un po’ di atavica avarizia sul tracciato della strada.

Elvira, la moglie

Muore a 80 anni, nel 1991 dopo una vita interamente dedicata alla famiglia avendo coltivato la passione della politica intesa come concetto di disinteressato impegno civico per il bene dell’intera comunità.

L’eredità spirituale è stata assunta dal figlio Delio che nel solco delle linee guida che hanno segnato i percorsi umani e sociali del nonno Luigi e del padre Nello, ha tradotto negli anni ’80 l’impegno politico nel Consiglio Comunale, concretizzando il lavoro in interventi che hanno riguardato in particolare gli acquedotti e le fognature del paese.

Tratto da TORRANO, il paese, monte Burello e i Liguri Apuani, di Francesco Fantoni