“Ad Arzelato, gruppo di casali del Pontremolese occidentale, non lontano da monte Burello ci sono stati segnalati due distinti episodi litici: a) una coppella grande quanto un pugno, scavata sul sagrato della chiesa di San Michele; b) due bucchette scavate in una pietra affioranti su una vicina sommità. Rammentiamo che il territorio di Arzelato, similmente al non lontano sito del Burello ed a quello di Giaredo, è ricco di leggende assai interessanti, molte delle quali hanno quale protagonista il diavolo”. Tratto da Recenti riconoscimenti di cavità coppelliformi in Lunigiana e in Garfagnana, di Dario Manfredi
Altri materiali di scavo, provenienti da casuali ritrovamenti verificatisi nel territorio dell’Arzelato, disgraziatamente sono andati perduti. Uno di tali ritrovamenti avvenne nella prossimità del villaggio di Caserana (Casrana), in un campo sottostante alle rovine di un vecchio fabbricato, che si dice sia stato un oratorio, nei pressi di un’antica strada che conduceva verso la valle inferiore del Teglia. In occasione di lavori agricoli vennero in luce cinque tombe a inumazione, giacenti a non molta profondità sotto il piano di campagna, consistenti in incassature quadrangolari, lunghe oltre due metri, che si restringevano nel lato inferiore, formate con muretti a secco di rozze pietre, poste orizzontalmente e non a coltello, e coperte con grossi lastroni squadrati e adattati a coperchio. Le tombe contenevano scheletri, posti supini, orientati da ponente a levante che, al contatto dell’aria, andarono in polvere. A detta degli scopritori non furono trovati tra le ossa avanzi o tracce di suppellettili. Anche in occasione di lavori nella frazione Castello, vennero alla luce alcuni oggetti di aspetto antico tra cui una specie di chiodo quadrato, ritenuto di bronzo, un manico ed un pezzo di vaso con fregi, di terracotta nerastra di apparenza primitiva. La completa dispersione di tali oggetti e la mancanza di esatte osservazioni rendono imprudente ogni giudizio sui loro caratteri. (Tratto da Manfredo Giuliani – Tomba a Incinerazione nell’Alta Val di Magra).
261: “Volendo poi i germani passare l’Appennino per entrare nella Toscana, e sforzandosi gli Apuani di impedirgli il passo, restarono questi rotti, e posti in fuga, ed Apua incendiata e distrutta. Per tale desolazione mesti ed afflitti gli Apuani, lasciata nelle sue ceneri la loro metropoli, si ritirò la maggior parte di essi ad abitare nei borghi e ville del loro territorio, e, per ivi vivere più sicuri, edificarono in posti eminenti e forti molte torri e castelli, le vestigia dei quali ancora al presente si veggono: cioè nelle ville di Gravagna, Montelungo, e nella Valle d’Antena, del monte di Saliceto, o S. Genesio, e d’Arzelato, come pure i castelli della Rocchetta, e della valle di Dobbiana, tre nelle valli di Rossano di Zeri, quelli di Chiusola, già giurisdizione di Pontremoli, in Cravia ed in Apua medesima; il dominio dei quali fu preso, ed occupato dai più ricchi e potenti cittadini, che come signori e padroni ivi dominavano, facevano ragione, costituivano feudi, e quasi con dispotica autorità comandavano”. (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli)
456: “Furono erette a pubbliche spese, nella valle di Dobbiana, la chiesa di San Giovanni Battista , nella valle di Scorcetoli quella di Sant’Andrea Apostolo, d’Arzegno, quella di S. Basilide Martire, di Arzelato e Serravalle quelle di San Michele Arcangelo. (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli)
29 settembre 1920: Ad Arzelato, per la festa di San Michele, viene solennemente inaugurato il monumento ai caduti in guerra, apprezzato lavoro dello scultore Chelotti di Pontremoli. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
28 ottobre 1938: Vengono inaugurate a Pontremoli le seguenti opere pubbliche: completamento della strada Pontremoli-Gravagna; ampliamento della strada del Cimitero urbano; sistemazione dell’edificio adibito a carcere mandamentale; lavori di ripristino della facciata della Chiesa della SS. Annunziata. A Zeri: il ponte sul canale dei Rumori e la strada Arzelato-Rossano-Coloretta. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
Il monumento di Pradalinara
10.6.1946: Inaugurazione di un cippo marmoreo a Rossano. Lunedì 10 (NDR: giugno 1946) al valico tra la vallata di Rossano e quella di Zeri, è stato inaugurato un cippo marmoreo che, con la bandiera italiana e quella inglese incrociate, ricorderà ai posteri la fraternità di popoli operatasi nella nostra zona nei terribili momenti dell’ultima guerra, quando ai soldati alleati fuggiti dai campi di concentramento la popolazione di Zeri, Rossano e Arzelato offrirono una generosa e rischiosa ospitalità. S.E. Mons. Vescovo ha benedetto il monumento, pronunziando paterne parole di ricordo ed esortazione. Alla cerimonia, con le popolazioni in folla, erano presenti il Magg. Gordon Lett, il cui affettuoso attaccamento per queste nostre terre che l’hanno salvato e in cui tanto ha combattuto e sofferto, ha del commovente; le rappresentanze dei partigiani di Pontremoli, La Spezia, Genova, a cui si erano unite le Autorità Politiche e Militari di Zeri e di Pontremoli. Dal Corriere Apuano, Giugno 1946.
settembre 1950: La popolazione di Arzelato presenta una petizione al commissario prefettizio affinché la frazione sia staccata da Zeri ed aggregata a Pontremoli. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
ottobre 1956: Il Ministro dell’Interno Tambroni comunica che è stato disposto il distacco della frazione di Arzelato dal comune di Zeri e la conseguente aggregazione della frazione al comune di Pontremoli. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
8 novembre1959: Vengono inaugurati alcuni uffici scolastici nel comune di Pontremoli. In particolare a Grondola, a Bassone, a Gravagna e ad Arzelato. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
ottobre 1966: Nella frazione di Arzelato si lavora per disporre l’antenna che consenta la recezione in Lunigiana del secondo canale televisivo. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net).
maggio 1977: La frazione mulazzese di Pozzo ospita la rassegna dei “Cori del Maggio”. Partecipano i cori di Arzelato, Rossano, Montereggio e Albareto. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)