- 456: “Furono erette a pubbliche spese, nella valle di Dobbiana, la chiesa di San Giovanni Battista , nella valle di Scorcetoli quella di Sant’Andrea Apostolo, d’Arzegno, quella di S. Basilide Martire, di Arzelato e Serravalle quelle di San Michele Arcangelo. (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli)
- 1523: Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli, ricorda che nel marzo del 1523 arrivarono nel pontremolese quattromila fanti spagnoli: ” Giungono i detti spagnuoli, i quali furono distribuiti nelle ville di Montelungo, della valle d’Antena, di Cargalla, di Soccisa, Traverde, Vignola, Mignegno, Arzengio, Ceretoli, Dobbiana, Pieve di Saliceto, teglia, Oppilo ed Annunziata.; gli uffiziali, con i loro servitori, ebbero l’alloggio in Pontremoli. Si fermarono quivi per quattro giorni con grande incomodo e danno della comunità.; e poi si incamminarono alla Spezia.“
- 1536: Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli: “ Il dì 14 maggio, giorno di domenica, a mezzogiorno ivi giunse il medesimo imperatore Carlo V accompagnato…… da tanta gente che giammai ne fu veduta in Pontremoli. Alloggiò Cesare nel Palazzo Pretorio…l’esercito fu ripartito nelle ville di Cravio, Ponticelli, Scorcetoli, Mignegno, Arzegno e Valle di Antena; furono ancora ripieni i conventi di San Francesco e dell’Annunziata, le chiese di S. Giorgio e S: Leonardo, passando il tutto con ottima quiete e soddisfazione. Alcuni danni arrecarono quattromila spagnuoli, che albergarono nelle ville, ma dalla comunità furono risarciti.”
- 1557: “Nel mese di febbraio, sotto la condotta del generale conte Ponzano, passarono per Pontremoli 400 soldati cremonesi, quali, alloggiati nelle ville di Arzegno e di Ceretolo, andarono per il re Filippo a Siena.” (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli)
- 1579: “giunsero a Pontremoli a dì 2 di novembre, sotto la condotta del barone N., quattromila tedeschi, i quali alloggiarono per sette giorni, con gravissimo danno e spese degli ospiti, ne’ borghi di Terrrossa e dell’Annunziata, e nelle ville di Mignegno, della Pieve, della Costa, e di Scorcetolo……..Partiti quelli di quivi, a dì 10 e 11 del detto mese, venne il conte Girolamo di Lodron con altri quattromila tedeschi; egli alloggiò in Pontremoli all’osteria, e questi nel borgo dell’Annunziata e nelle ville di Ponticello, Scorcetolo, Canale, Montelungo, Mignegno, Arzegno, Ceretolo e Pieve di Saliceto, stante le continue piogge e la tardanza delle loro paghe, sino alli 14 di dicembre , e parte sino alli 2 gennaio venturo, facendo varie estorsioni del continuo e alli pontremolesi, e alli rurali, in casa de’ quali abitavano……Tali alloggi furono di danno a questa comunità più di duemila scudi, sebbene alcuni particolari vi fecero nelle vettovaglie più di cento scudi di guadagno. “ (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli).
- 1810: In questo stesso anno dal Governo Francese fu proibito di seppellire in chiesa e in luogo di raduno di gente e fu ordinata la costruzione dei cimiteri pubblici. Per Arzengio il cimitero fu costruito dietro la chiesa nell’area dell’Oratorio della Compagnia a spese della popolazione.
- 14.2.1834: Ricorrendo il primo venerdì di quaresima, verso le tre e mezzo dopo mezzogiorno una scossa triplice ad un tempo che durò circa dieci secondi di orribile terremoto fesse, sconcertò, rovinò la chiesa, campanile, sagrestia, canonica.; scostò la facciata, tutto il coro e fesse il campanile in mezzo. Allontanò e scostò dai muri interni tre muri laterali a levante, a mezzodì ed occidente della canonica; cagionò larghe fenditure alle due volte delle camere a settentrione, e rovina alla volta della camera a mezzogiorno.
- 1840: in quest’epoca – 1840/1847 – per opera, zelo e premura di Fra Raffello, cercatore laico cappuccino, sul monte Crocetta venne costruita una Cappelletta con vicino un ricovero per le bestie e per i passeggeri quivi sorpresi da turbini o intemperie dell’atmosfera tanto facili a succedere in quello sbocco di monte aperto ad ogni vento e prima d’allora senza riparo. Alle spese contribuirono non solo la popolazione di Arzengio, ma molti altri benefattori di diverse parrocchie aderendo con offerte alla sottoscrizione indetta e raccomandata dallo zelante Cappuccino. La predetta Cappella fu poi benedetta il 30 agosto 1843 dal P. Guardiano Mariano Moscatelli con altri cinque frati Cappuccini, tre parroci e vari altri sacerdoti.
- 1886: Ad opera di Zucchellini Domenico vennero fatte tre campane nuove del peso di totale di pesi 115 e cioè: la maggiore di pesi 50, la mezzana di pesi 38, e la piccola di pesi 27.
- 1887: Inizia la costruzione del nuovo campanile. Il vecchio non è più adatto a sostenere il peso delle campane nel suonare a distesa.
- 1893: Ultimata la costruzione del nuovo campanile, viene abbattuto il vecchio.
- 1898: Alla festa della Madonna del Rosario di ottobre nel doppio fatto all’elevazione malauguratamente si ruppe la campana maggiore fusa nel 1886, con grande stupore e dispiacere del paese. Nel seguente anno 1899 il 13 ottobre il maestro Zucchellini Domenico assistito dal figlio Alfonso furono fuse le tre campane e con ottima riuscita e contentezza della popolazione.
- 26.7.1919: Una terribile e mai più vista grandinata ha vendemmiato completamente il raccolto per cui non si sono fatte le consuete questue del vino e delle castagne.
- 7 aprile 1923: A seguito delle reiterate agitazioni fasciste per protestare contro la costruzione in corso della strada Arzengio-Ceretoli, il sindaco di Pontremoli Giuseppe Angella rassegna le sue dimissioni. Due giorni dopo la giunta dichiara solidarietà al primo cittadino auspicando l’intervento dell’autorità governativa. Continuano i manifesti fascisti d’accusa verso l’amministrazione.
- 1929: Viene decisa la costruzione di una nuova chiesa, essendo quella esistente malmessa e pericolante. La vecchia chiesa viene demolita per ricavarne materiale da utilizzare per la costruzione del nuovo edificio.
- 27 ottobre 1929: In occasione dell’anniversario della marcia su Roma vengono inaugurate a Pontremoli le seguenti opere pubbliche: la strada di Arzengio-Ceretoli, la strada di San Francesco e quella di Succisa; gli acquedotti di Oppilo, San Rocco di Guinadi, Navola, Monti, Serra e Bassone. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
- 22 novembre 1931: Ad Arzengio viene inaugurata la nuova chiesa. Il progetto è dell’ingegnere Bernardino Ricci Armani; i lavori sono stati eseguiti dall’impresa Pietro Pallini. (FONTE: cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
- 21 agosto 1932: Viene consacrata da Monsignor Giovanni Sismondo la nuova chiesa parrocchiale di Arzengio.(FONTE: cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net)
- 1 ottobre 1950: Inaugurati i lavori di restauro della chiesa parrocchiale di Arzengio. Da segnalare sei quadri in affresco della vita di Gesù opera di Luigi Battistini. (FONTE: Cronaca di un secolo di Lunigiana.net).
- 1955: si costruisce l’acquedotto che capta le acque da Ceretoli, e che va a servire Arzengio, la Costa, la zona dell’Ospedale, Mignegno e la parte nord di Pontremoli. ( fonte: S: Terenziano V.M., a cura dell’Opera Parrocchiale di Mignegno, 1987)
- giugno 1957: Il professor Attilio Fraiese inaugura l’edificio scolastico di Arzengio-Ceretoli. (fonte: Cronaca di un secolo di Lunigiana di Lunigiana.net).
- 1959: sono 42 le famiglie presenti, 137 i residenti. 29 le famiglie emigrate per 139 persone.
- 1961: è operativa la scuola serale per anziani analfabeti. 20 i partecipanti di età compresa tra 70 e 85 anni.
- Agosto 1961: viene attivato il tanto sospirato collegamento al capoluogo con la corriera. Risale al 1948 la prima domanda inoltrata all’Ispettorato compartimentale della Motorizzazione di Firenze ma, l’assenza di aziende disposte ad effettuare il servizio prima e la strozzatura del cavalcavia ferroviario nei pressi del Convento dei Cappuccini ne impediscono la realizzazione. I lavori di allargamento del ponte hanno luogo nel giugno del 1961.
- 16.8.1961: 20 minuti di furiosa grandinata si abbatte su Arzengio e Cerretoli. La grandine è grossa come noci e accompagnata da pezzi di ghiaccio ha quasi completamente distrutto il raccolto delle viti e dell’ulivo ed ha danneggiato culture e piante, compromettendo anche il raccolto del prossimo anno.
- 15.12.1962: in paese sono presenti 51 bovini, 19 ovini e 10 suini.
- 12.6.1963: Per interessamento del massaro Sordi Mario, la questua del formaggio ha fruttato la bella somma di L. 12.000. Anticamente quasi tutte le famiglie tenevano un certo numero di pecore e in occasione della Festa del Titolare facevano l’offerta delle formaggette che venivano messe all’incanto subito dopo i vespri. Attualmente una sola famiglia usa ancora un tal genere di pastorizia, per cui lodevole è stata l’iniziativa di estendere la questua del formaggio agli allevatori dei bovini. L’incanto, come negli anni precedenti, è stato tenuto sul piazzale della chiesa dal rinomato banditore Romiti Carlo, che col tono della voce, l’atteggiamento della persona lo ha reso attraente, interessante e divertente. Il S. Titolare protegga e ricolmi di celesti favori le famiglie che con tanta generosità hanno ripreso l’antica usanza a pro della chiesa.
- Dicembre 1971: dopo tanta attesa, il telefono è realtà per gli abitanti di Arzengio e Cerretoli. La prima richiesta di allacciamento era stata inoltrata alla soc. Teti nel lontano 1939 e prevedeva l’offerta gratuita dei pali.
- 1972: Iniziano i preparativi per l’automazione delle campane e la sostituzione dell’orologio.
Se non diversamente indicato, Le notizie sono state desunte dal Bollettino Parrocchiale di S. Basilide in Arzengio, pubblicato sul sito http://www.arzengio.it, visitato nel novembre 2022.