BREVI NOTE SULLE MANIFESTAZIONI PASQUALI IN LUNIGIANA

di Sandro Santini


Le manifestazioni iniziavano la Domenica delle Palme, alla Messa.
Ognuno doveva portare a benedire un rametto per ogni ulivo che aveva. Si
aveva così un ostentazione della ricchezza da parte dei proprietari terrieri
che facevano così sfigurare i contadini più poveri.
I bambini portavano anch’essi a benedire un ramo di ulivo con legato una
ciambella o “canestrello”che inevitabilmente nelle more della lunga
funzione veniva abbondantemente morsicato. Spesso le madri invitavano i
figli a” tenerlo su”, per mostrare la loro capacità di cuoche o la loro
ricchezza.
Le campane nella Settimana Santa, venivano legate al giovedì pomeriggio.
L’avviso delle funzioni veniva dato dai ragazzi che giravano il paese con
delle raganelle o altri strumenti fabbricati da loro.
Venivano sciolte al sabato mattina alle 11,00. Il paese che a quell’ora
avrebbe suonato per primo le campane avrebbe avuto un anno fortunato.
Al primo suono gli uomini gettavano a terra il cappello od il fazzoletto e lo
pestavano. Avrebbero evitato così di incontrare bisce e serpenti nei campi
e per strada. Altri correvano ad abbracciare le piante perché con tale gesto
avrebbero dato frutti migliori.

La Settimana Santa

La preparazione della Settimana Santa era complessa:

  • In inverno si seminavano nei bicchieri semi di grano o lupino e si
    facevano germogliare in cantina, al buio, così crescevano pallidi e
    venivano esposti tali in processione.
  • Si catturavano le lumache ed i loro gusci venivano riempiti di cera o
    grasso con uno stoppino così che costituivano i lumini che
    accompagnavano la processione. La cera rimasta veniva messa in
    sacchetti che venivano legati al collo degli animali in stalla per
    proteggerli dal “folletto” o “bufardello”.
  • I ragazzi compravano zolfo e potassa, che mescolati e messi fra due
    sassi piatti, erano fatti scoppiare con un colpo di tacco durante la
    processione.
  • Al sabato si seminavano le verdure nell’orto perché sarebbero cresciute
    meglio.
  • Le uova della settimana venivano cotte, conservate, dipinte e mangiate
    per Pasqua.
  • La processione del Venerdì Santo spesso si svolgeva per chilometri,
    toccando le varie frazioni, e spesso le varie cordate si incontravano per
    strada. Molti paesi accendevano delle torce alle finestre per farsi
    vedere dagli altri paesi e gli stessi partecipanti potevano portarne in
    processione anche due a testa.
  • Al giovedì sera ed al venerdì si visitavano i sepolcri, che venivano
    vegliati sino a mezzanotte e dove spesso si trovavano figure in cartone
    a rappresentare i soldati romani.
  • Al termine del rosario si batteva Giuda, rappresentato anch’esso da una
    figura in cartone.

La LUMACADA

  • Prima o dopo la processione del Venerdì Santo, guidata da un esperto
    Mazziere e con i sacerdoti defilati, nella piazza non consacrata della
    chiesa, si svolgeva una processione, detta “Lumacada”. Procedeva con
    incedere lento, con quattordici stazioni, con movimento a spirale che
    richiamava appunto il guscio della lumaca. Terminato l’avvolgimento,
    con la testa della fila al centro, si iniziava il cammino inverso e la fila
    si srotolava. Tutto accompagnato da orazioni e sino al termine delle
    stazioni. Questo continuo riavvolgimento stava ad indicare la
    Resurrezione dopo la morte, in sintonia con la Pasqua. Probabilmente
    richiamava anche la simbologia medioevale del labirinto, ovvero la
    ricerca della Via, esplicatasi nel Cammino per Santiago di Compostela
    e nella lotta fra la vita e la morte, vedi il labirinto della chiesa di
    S.Pietro de confluentu a Pontremoli.

Sandro Santini