
La nascita della Brigata Centocroci è fatta risalire di fatto alla fine del 1943 quando i due fratelli Cacchioli, Gino e Alberto, formano un gruppo di combattenti, acquistando con soldi propri le armi e l’equipaggiamento. Nel marzo del 1944 il gruppo si fonde con il gruppo comandato dall’ex carabiniere Federico Salvestri (“Richeto”) ed acquisisce la denominazione di brigata Centrocroci (località dove la brigata ha avuto il primo morto). La brigata è comandata dal Salvestri, compie numerosi azioni, stringe alleanza con il battaglione Internazionale comandata dal maggiore inglese Gordon Lett.
A seguito dell’offensiva nazi-fascista del luglio 1944 nel borgotarese la formazione si sbanda e si separa, i fratelli Cacchioli tornano a costituire il gruppo indipendente “Beretta”.
Nello sbandamento generale causato dal rastrellamento tedesco nello zerasco dell’agosto 1944 la brigata Centocroci si distingue per la buona opposizione di contrasto che riesce a porre in atto, tanto che già pochi giorni dopo l’offensiva tedesca è in grado di riprendere l’ordinaria operatività.
Più difficoltà incontra durante il rastrellamento del 20 gennaio 1945, sia per le temperature particolarmente rigide e la neve alta, sia perché la brigata deve sostenere da sola lo scontro essendosi altri gruppi sbandati immediatamente. Tenta lo sganciamento verso il monte Gottero che riesce a raggiungere nella giornata del 21 ma restano sul campo molti caduti e tanto materiale. Di fatto la brigata si spacca in due, una parte degli uomini tenta e riesce a tornare verso lo spezzino mentre un altro gruppo sceglie la zona del parmense restando catturati dai tedeschi, tra essi vi è anche il comandate Richetto che avventurosamente riesce a scappare.
Di fatto si sono gettate le basi per una divisione in due della brigata tra chi vuole operare nel parmense e chi invece punta alla IV Zona operativa nello spezzino.
La Centocroci spezzina compie diversi interventi, si distingue in modo particolare nella notte del 23 aprile quando a Riccò del Golfo dopo un aspro scontro e molti morti tedeschi viene fatto prigioniero un contingente di 450 uomini, aprendo la strada alla conquista della città di La Spezia.