ARZELATO, CADUTI PRIMA GUERRA E DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

PRIMA GUERRA MONDIALE

  • GIUMELLI ACHILLE – nato il 14.3.1890, Sergente in forza al 21° Reggimento Fanteria, deceduto il 3.7.1916 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Molto probabilmente Michele è caduto a seguito dell’attacco effettuato dalle truppe austro-ungariche tra il 29 ed il 30 giugno, con ampio impiego di gas; alla fine risultarono uccisi 100 nostri Ufficiali e 2600 soldati. Complessivamente vennero messi fuori uso 200 Ufficiali e 6500 uomini di truppa.
  • MUSETTI FEDERICO – nato il 31.8.1893, Caporale aggregato al 35° Reggimento Fanteria, deceduto il 28.10.1915 nell’Ospedale da Campo n. 219 per ferite riportate in combattimento.
  • GIUMELLI GIULIO – il nome sulla lapide (Giulio) differisce dal nome riportato sull’Albo dei caduti (Davide), nato l’8.8.1896, Caporale in forza al 40° Reggimento Fanteria, deceduto il 1.11.1917 in combattimento nella fase di ripiegamento al Piave. Il ripiegamento si rese necessario a seguito della “disfatta di Caporetto”, con le truppe austriache che nella notte del 24.10.1917 presero di sorpresa le truppe italiane e costrinsero alla resa migliaia di nostri soldati. Le nostre truppe furono costrette ad arretrare sulla linea del Piave dove opposero fiera resistenza che avrebbe consentito poi la vittoriosa controffensiva del 1918.
  • LECCHINI MICHELE – nato il 15.6.1890, aggregato al 21° Reggimento Fanteria, deceduto il 24.8.1915 sul Carso per ferite riportate in combattimento. Michele probabilmente è deceduto a seguito delle ferite riportate nella 2a Battaglia dell’Isonzo che si combatté sul Carso dal 24 luglio al 3 agosto 1915.
  • CARATINI PIETRO – non risulta nell’Albo d’Oro dei caduti; risulta Carattini Speraindio Pietro ma nato a Bagnone.
  • LECCHINI ERNESTO – il nome sulla lapide (Ernesto) differisce dal nome riportato sull’Albo d’Oro dei Caduti (Pietro), nato il 13.12.1886, aggregato al 157° Reggimento Fanteria, caduto il 12.10.1916 a Valli dei Signori (=Valle del Pasubio) per ferite riportate in Combattimento. Ernesto probabilmente è deceduto nel corso dell’offensiva italiana iniziata l’8 ottobre 1916 per la conquista della cima Dente Austriaco e che si concluse il 20 dello stesso mese per una terribile bufera di neve, senza aver conseguito l’obiettivo. Lo scontro costò la perdita di 4000 uomini per entrambe le parti.
  • LECCHINI GIULIO – nato il 26 giugno 1898, in forza al 1° Reggimento Alpini, deceduto il 13.4.1918 per malattia durante la prigionia.
  • BENELLI CARMELO – nato il 26 aprile 1885, in forza al 90 Reggimento Fanteria, disperso in combattimento in Francia il 15.7.1918. Carmelo molto probabilmente è caduto durante la battaglia di Bligny, scatenata con l’attacco alle 4 del mattino del 15.7.1918 dell’esercito imperiale tedesco, preceduto da un intenso bombardamento anche con gas asfissianti. Le nostre truppe si batterono valorosamente ma furono costrette ad arretrare per la preponderanza delle forze nemiche. Le nostre truppe erano a combattere in Francia a supporto dell’esercito francese, ricambiando l’aiuto che questi ultimi avevano offerto per la difesa della linea sul Piave dopo la disfatta di Caporetto.

SECONDA GUERRA MONDIALE

  • GIUMELLI NEREO – non risulta negli elenchi dei caduti presenti nella banca dati del Ministero della Difesa. Sulla lapide, dopo il suo nome, è riportata la data 7.4.43
  • BENELLI GIULIO D. – nato il 17.12.1919, risulta deceduto/disperso in data 31.1.1943
  • LECCHINI GERMANO – negli archivi del Ministero della Guerra risulta ERMANNO, nato il 22.11.1912, risulta deceduto/disperso in data 22.1.1943
  • LECCHINI MICHELE – nato il 16.4.1920, risulta deceduto/disperso in data 31.1.1943
  • VINCENTI GERMANO – nato il 26.10.1921, risulta deceduto/disperso in data 21.12.1942

Le date dei decessi/dispersione di Benelli Giulio, Lecchini Germano, Lecchini Michele e Vincenti Germano, racchiuse tra il 21.12.1942 ed il 31.1.1943, fanno ritenere che i quattro compaesani siano scomparsi durante la Campagna di Russia del 1942/1943.

Il 22.6.1941 Hitler aveva invaso la Russia e Mussolini aveva inviato in appoggio una Armata (ARMIR), che si era posizionata sul fiume DON, coprendo il lato sinistro delle truppe tedesche che erano impegnate nella conquista di Stalingrado.

La strenua resistenza russa ed il sopraggiungere del rigido inverno rallentano prima e fermano del tutto l’avanzata dell’esercito tedesco e dopo alcuni mesi di guerra di posizione inizia il drammatico inverno del 1942 che vedrà il dissolvimento dell’8° Armata.

Il 16 dicembre 1942 inizia la prima offensiva russa che travolge buona parte del fronte e porta allo sfaldamento della nostra armata. Un mese dopo, l’11 gennaio, inizia la seconda fase che travolge quanto resta della nostra armata. Inizia così, in pieno inverno, con neve alta e temperature che in alcuni casi superano i -40°, il ripiegamento caotico delle nostre truppe. E’ una ritirata drammatica, che costringe la truppa a marce forzate per compiere i 350 chilometri che separano i soldati, stanchi e demoralizzati, dalla cittadina di Sebekino, punto di raccolta da dove i superstiti potranno essere rimpatriati.

La ritirata è stata tragica oltre che per le avverse condizioni climatiche, rese ancora più pesanti per l’abbigliamento inadatto alle rigide temperature, anche per l’incessante inseguimento da parte delle truppe russe, galvanizzate dai successi, che costringe i nostri reparti a continui combattimenti.

Quasi 85.000 i nostri soldati caduti in poco più di trenta giorni.



Alcune immagini della ritirata tratte dal Gruppo Faceboox ARMIR, SULLE TRACCE DI UN ESERCITO PERDUTO.

Per la Prima Guerra Mondiale i dati anagrafici dei caduti, i reparti di appartenenza, anno e causa della morte sono tratti dal sito http://www.cadutigrandeguerra.it., mentre per la Seconda Guerra Mondiale tali dati sono tratti dal sito del Ministero della Difesa www.https://www.difesa.it/Il_Ministro/ONORCADUTI/Pagine/Amministrativo.aspx