CAREOLA, LIBER CHRONICUS 1946/1958

. Nel 1940 la famiglia Biagi Attilio dona alla chiesa una statua di Santa Rita da Cascia. L’evento è ben accolto dalla popolazione, nel 1947 si decide di considerare come sagra paesana la festa di Santa Rita, da celebrarsi la prima domenica dopo il 22 maggio, ma “ senza l’invito dei sacerdoti viciniori”.

. nel 1947 viene assegnato a Triani Angelo e fratelli l’incarico di ridipingere  l’interno della chiesa, intervento inaugurato il 29 gennaio 1948.

. Agosto 1948: la statua della Madonna del Popolo, venerata in Cattedrale, è stata portata in pellegrinaggio nelle parrocchie del circondario di Pontremoli. Nella notte del 17 agosto 1948, tra il tripudio della gente, la Sacra Effige è stata consegnata alla popolazione di Careola  dalla popolazione di Arzelato  in località Casa Italiana.

Dopo aver processionalmente visitato tutti i casolari della Pradalina e di Copizzana,  la Madonna ha raggiunto in vero trionfo la chiesa di Careola dove è stata esposta alla venerazione dei fedeli. Alla sera tardi ha  visitato tutti i casolari di Careola, portata poi tra luci e canti in località Querciola  dove è stata consegnata alla popolazione di Torrano.

. Gennaio 1951: viene acquistata una nuova statua di San Geminiano in legno di pino, opera del pregiato scultore Ferdinando Perathoner di Ortisei (Bolzano)

. Aprile 1951: Apre il cantiere per la costruzione del primo tronco della strada carrozzabile, sino a Casa Brignole.

. Novembre 1952: iniziano i lavori per il secondo e ultimo tronco

. Agosto 1953: la prima automobile è giunta davanti al piazzale della chiesa, era inondata di bandierine e di fiori e portava una damigiana di vino. La macchina era del parrocchiano Betta Alfredo, abitante in Copizzana. La damigiana era offerta dallo stesso Betta agli operai. Le campane suonarono a distesa per tre ore consecutive.  Il 4 settembre 1953 è stata festeggiata la conclusione dei lavori con un banchetto imbandito nella piana dei castagni del Marzolaro, sono stati invitati tutti gli operai, i direttori tecnici e le autorità comunali.

Il parroco don Pietro Giumelli