

A Castello è presente l’Oratorio, un tempo dedicato a Santa Maria della Conciliazione e oggi intitolato a Sant’Agostino, la cui costruzione risale al 1662.
Nei pressi della frazione si trovano i ruderi di quello che fu un importante castello, posto a presidio del crocevia di strade che qui transitavano.
Così ne parla Nicola Gallo nel suo volume Guida storico-architettonica dei castelli della Lunigiana toscana, Tip. Bisenzio, 2002:
“In età medievale il castello, in posizione centrale rispetto alla vallata, esercitava un controllo diretto sui percorsi che collegavano la Toscana alla Liguria ed ai territori piacentini. Infatti le valli zerasche potevano costituire una valida alternativa, per il transito transappenninico, alle valli pontremolesi sulle quali sia Pontremoli, sia Parma e Piacenza praticavano, in concorrenza, un serratissimo controllo viario di carattere fiscale e militare. Per questo motivo il castello fu oggetto di tentativi di demolizione da parte dei Piacentini che, alleati dei Malaspina, nel 1229 (secondo altri autori 1228) sotto il comando di Guglielmo Saporiti assediarono la fortificazione. Secondo alcune fonti le valli di Zeri furono attraversate dall’esercito di Corrado di Svevia nel 1267, sotto il comando di Federico Duca d’Austria. La collocazione geografica di Zeri spinse la comunità ad intrattenere, nel tempo, spontanei rapporti con le popolazioni di Val di Vara, con le quali giurò fedeltà, nel 1299, ad Azzo VIII d’Este.
Il rapido declino del dominio estense in Val di Vara favorì il ritorno di Zeri tra i territori pontremolesi con i quali condivise la dipendenza, agli inizi del XIV secolo, dai Fieschi e successivamente dai Visconti. Franceschino Malaspina di Mulazzo, che vantava probabilmente antichi diritti sul castello, occupò nel 1313 Zeri, Rossano e Teglia, grazie all’aiuto fornitogli da i da Correggio di Parma. L’occupazione malaspiniana fu breve e nel 1319 Franceschino dovette riconsegnare Zeri ai Pontremolesi e quindi ai Fieschi. Alla fine del secolo XIV Zeri, come altri feudi imperiali della Lunigiana, venne assegnata ai Visconti, sotto i quali rimase nel secolo XV. Per ordine di Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, fu ucciso nel 1433, nell’Appennino zerasco, il capitano dell’esercito fiorentino in Lunigiana, Niccolò da Tolentino. La documentazione scritta testimonia una certa attività nel castello di Zeri fino agli inizi del secolo XV, quando al suo interno è documentata l’esistenza del beneficio di San Marco. E’ incerto se il toponimo Zeri possa ricollegarsi al toponimo Cerri, ricordato nel 1164 tra i possedimenti assegnati dall’imperatore Federico I ad Obizzo Malaspina. Dell’antica fortificazione, indicata come rudere dai viaggiatori del Settecento, sopravvivono oggi i resti del basamento di una torre quadrangolare ed alcuni tratti di murature perimetrali. Insolita doveva apparire l’immagine del castello che, unico tra i castelli lunigianesi, si presentava con un particolare colore verde scuro dovuto alla muratura ottenuta dalla sovrapposizione di filari di pietre di serpentinite, durissima roccia locale.”

Le foto sono tratte dalla pagina Facebook Visita la Lunigiana….