Solfurea di Cavezzana. Il Targioni Tozzetti cita due polle d’acqua solfurea che scaturiscono nel villaggio di Cavezzana. Esse sono “di tanta attività e forza che all’altezza di dieci o dodici braccia non è possibile starvi sopra a cagione dell’odore acutissimo che tramandano. Nella parte dove escono le dette polle dalla montagna, l’acqua resta coperta da un velo bianco il quale l’accompagna per molte braccia. Alcuni pieni di scabbia o che avevano piaghe antiche, essendosi bagnati in questa acqua, in breve tempo sono stati mondi…..
Una delle due sorgenti è d’acqua termale; sgorga presso Casiola e fu visitata dal prof. Giuseppe Gazzeri e messa in uso per la medicina dal dott. Gaspero Jacopo Barbieri di Pontremoli.
“L’acqua solforosa di Cavezzana, villaggio situato a piccola distanza da questa città (Pontremoli), accennata dal T. Tozzetti nella descrizione della Lunigiana avendo fortunatamente chiamata l’attenzione del primo medico, nostro benemerito cittadino, dott. J. Barbieri, si è questi con le moltiplicate sue esperienze di due anni messo in istato di poter garantire la più giovevole medica efficacia. Le ostinate malattie sordide cutanee, le inveterate reumatologie, le piaghe scorbutiche, affezioni dell’apparto uterino, le lascorree, alcune specie di paralisi, le disposizioni rachitinose, le gracili costituzioni, hanno trovato nei bagni di quest’acqua minerale, sollievo e guarigione perfetta. E’ stata pure usata internamente con molto profitto negli infascimenti glandulari, nelle fisiche degenerazione di viscere addominali, nei catarri cronici del polmone, nell’itterizia e nelle discrasie scorbutiche; e l’applicazione dei fanghi, ha pure prodotti effetti meravigliosi nei dolori artritici, nelle sciatiche nervose, nelle rigidità dei ligamenti, negli ingorghi linfatici delle articolazioni.
Questa civica rappresentanza, per i felici successi, ha preso in considerazione tal fonte salutare, avendo di già ordinato il riattamento della strada, tanto per rendere più agevole l’accesso dei malati, quanto per il trasporto dell’acqua alla città; avendo il fatto dimostrato che si ottengono felici risultati.” (Gazzetta di Firenze, n. 129 del 26 ottobre 1822. Corrispondenza da Pontremoli)