CAVEZZANA D’ANTENA IN “LUNIGIANA IGNOTA” DI CARLO CASELLI

Lasciata Gravagna, la mulattiera scende di nuovo fino ad un ponticello sopra il canale di Calamacco, dove a pochi metri v’è una polla d’acqua sulfurea, come quella che sgorga da due polle presso il villaggio di Cavezzana d’Antena, che sorge alla destra del torrente Civasola, alle falde del monte Cuchero. La sorgente di Calamacco è povera d’acqua , mentre quella di Cavezzana è abbondante e ben nota fin dal secolo XVIII. Una polla di questa, che si trova nella località di Casiola, fu visitata in antico dal prof. Giuseppe Gazzeri e l’acqua messa in uso per la medicina dal dott. Gasparo Jacopo Barbieri di Pontremoli. Con essa, si legge sulla Gazzetta di Firenze del 18 ottobre 1822, il Barbieri fece moltiplicate esperienze, colle quali potè garantire la sua giovevole efficacia medica. Le ostinate malattie sordide cutanee, le inveterate reumatalgie, le piaghe croniche scorbutiche, le affezioni all’apparato uterino, le leucorreè, i prolassi stessi, alcune specie di paralisi, le disposizioni rachitinose, le gracili costituzioni, hanno trovato nei bagni di quest’acqua minerale sollievo e guarigione perfetta. E’ stata pure usata internamente con molto profitto nei rifacimenti glandulari, nelle fisiche degenerazioni dei visceri addominali, nei catarri cronici del polmone, nell’itterizia, nelle discrasie scorbutiche: a l’applicazione dei fanghi a pure prodotto effetti meravigliosi nei dolori artritici, nelle sciatiche nervose, e nelle rigidità dei ligamenti, negli ingorghi linfatici delle articolazioni. A pochi passi dalla sorgente di Calamacco, la mulattiera muore al ponte sul Civasola, da dove ha capo la nuova ed ottima strada carrozzabile che, tortuosa, lasciando a destra il casale di Groppoli, con qualche vigneto attorno, lentamente scende a Campiccione, alla destra della Magra. Questo casale, frazione della parrocchia di Cargalla, si presenta con bell’aspetto; esso è il centro della vallata, vi sono botteghe, un’osteria con alloggio e persino un comodo servizio d’auto per Pontremoli, da cui dista non più di otto chilometri. Campiccione guarda in faccia il Molinello, altro casale, ma più antico, aggruppato al di là del fiume e che par messo a far da portiere a Valdantena.