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- 739: I monaci del suddetto monastero, portandosi nelle vicine terre, castella e ville, predicando la divina parola, facevano gran frutto, singolarmente in Pontremoli; che però i pontremolesi, rimossi i sacerdoti, che già per lo spatio di 300 e più anni officiavano la chiesa di S: Giorgio fuora della Porta di Sommo Borgo, vi posero i detti monaci i quali in appresso v’edificarono un monastero col titolo di Priorato: coll’istesso titolo edificarono pure nella villa di Montelungo su l’Appennino una chiesa al loro patriarca San Benedetto, vicino alla quale fabbricarono alcune case per loro abitazione e vi acquistarono molte possessioni per il loro sostentamento; a questa chiesa vi s’annessero la cappella di San Bartolomeo di Gravagna, di S: Maria di Cavezzana d’Antena , di S. Lorenzo di Cargalla. (Bernardino Campi, in Memorie Storiche della città di Pontremoli)
- 13.8.1684: Nei libri della masseria della parrocchia di Cavezzana d’Antena la Madonna delle Grazie è ricordata per la prima volta il 13 agosto 1684 in occasione dell’offerta fatta da un certo Giovanni della Margherita, di un par di braghe da vendersi e con il ricavato fare aggiustare l’immagine della Madonna. Certamente la statua, proprio perché bisognosa di restauro, doveva già essere antica , forse di cento e più anni. ( Antonio Rosa, La Madonna dei Magnani a Cavezzana d’Antena, I Quaderni del Corriere Apuano, 1995).
- 1799: le “Memorie” della parrocchia riportano di una scorreria di truppe francesi di passaggio che, sfondata la porta della chiesa, hanno asportato tutto quanto presente, compresa la pisside con le ostie consacrate.
- 1852: Lorenzo Molossi, in La Lunigiana – Monografia inedita del 1852, racconta che Cavezzana d’Antena rappresenta una zona di un certo interesse minerario per la presenza di oro, rame, carbonati e acque solforose terapeutiche peer le malattie della pelle.
- 1872: a tale anno risale il primo tentativo di dare l’istruzione agli abitanti di Cavezzana con l’istituzione di una scuola facoltativa, don Pietro Necchi il primo insegnante. Dovranno passare ancora molti decenni prima che possa ritenersi adeguatamente compiuto il percorso formativo della popolazione.
- 14.2.1834: un violento terremoto, di magnitudo 5,8 durato dodici secondi, colpisce nel primo pomeriggio il territorio del monte Molinatico, infierendo in particolare nelle zone di Bratto, Braia, Guinadi, Cavezzana d’Antena e la Valdantena. Oltre ad ingenti danni materiali nel comprensorio si registrarono diverse vittime.
- 5.7.1895: “Il giorno 5 luglio 1895 mezz’ora circa pomeridiana cominciò ad oscurarsi il cielo, e venne quasi notte e quindi scatenò un turbine così terribile con tanta quantità di grandine e sì grossa che pesavano una mezza libra cadauna, durarono un’ora circa e vi si alzarono due palma. Distrussero tutto pienamente uva, viti, cereali e castagni melica e fagiuoli, tutto dal fil d’erba alle piante, poi seguì per tre mesi continui senza piovere e non si raccolse niente, neppure il seme. Non c’è stata famiglia che abbia raccolto un chilo di grano, un quartaro di castagne o un barile di vino. Grande flagello per questo popolo (….)L’anno 1896 in conseguenza della tremenda tempesta dell’anno precedente non si raccolse niente uva e seccarono tutte le viti, ne di castagne neppure l’assaggio, dei cereali se ne raccolse in abbondanza. Don Pietro Necchi, Rettore. ( Antonio Rosa, La Madonna dei Magnani a Cavezzana d’Antena, I quaderni de Il Corriere Apuano, 1995)
- 1913: viene portata l’acqua potabile in paese. (tratto da Spigolature del Corriere Apuano)
- 21.1.1950 – IN CORSO QUESTI LAVORI NELLA NOSTRA ZONA: Il Commissario Prefettizio Dr. Migliorini, allo scopo di alleviare la disoccupazione operaia nella cruda stagione invernale ha stabilito di dare immediato inizio ad un primo lotto di lavori da eseguirsi nell’ambito del Comune per un importo di oltre cinque milioni di lire.Tra di essi i più importanti sono: costruzione di una strada di collegamento tra le frazioni di Gravagna San Rocco e Gravagna Montale; Allargamento e sistema zione del piano stradale e rettifica di curve sulla strada per Groppodalosio; Sistemazione della strada Versola Topelecca, ivi compreso il tratto di recentecostruzione e prolungamento della medesima.Riparazioni alla Capella ed al muro di cinta del Cimitero di Cargalla e costruzione di un acquedotto per Cargalla Inferiore;Costruzione dell’acquedotto di Soccisa Pollina;Costruzione di un ponticello all’inizio della strada di Careola;Costruzione della strada di Oppilo;Riparazioni urgenti alla strada di Cervara,Sistemazione della strada di accesso al Cimitero di Bassone e riparazioni al Cimitero stesso;Costruzione di un’aula scolastica a Vignola;Costruzione della frazione di S. Giustina;Ricostruzione di due passerelle sui torrenti S. Martino e Morasco in località Lago Scuro di Guinadi;Costruzione dell’acquedotto in località Cadugo di Guinadi;Sistemazione della strada di Groppoli di Cavezzana d’Antena;Ampliamento dell’acquedotto di Teglia;Sistemazione dei marciapiedi di Via Roma nel Capoluogo.In prosiego di tempo sarà esaminata la possibilità di costruire nuovi Cimiteri nelle frazioni di Braia e di Cavezzana d’Antena.Con tali provvedimenti, tenuto conto che attualmente sono in corso i cantieri di lavoro del Bratello e di Guinadi, la costruzione di una casa popolare in Verdena che, quanto prima, inizieră la costruzione delle case del piano Fanfani, la nuova fognatura della città e la pavimentazione delle vie e piazze cittadine, la mano d’opera attualmente disoccupata potrà trovare impiego per circa due mesi. Fonte: Il Corriere Apuano
- Il venerdì Santo alcuni uomini della parrocchia, avendo indossato il camice e reggendo a vicenda una croce, si incamminavano pregando lungo le antiche strade per visitare le sette chiese della vallata: Casalina, Pracchiola, Gravagna San Bartolomeo, Gravagna San Rocco, Cavezzana d’Antena, Montelungo, Cargalla e – da qui – di nuovo a Casalina. Venivano chiamati “penitenti” o “battenti” e la loro non era una camminata da poco, perché percorrevano diversi chilometri. Lungo la strada si incrociavano con penitenti di altre parrocchie che facevano il percorso inverso. ( Tratto da Testimonianze di Pasqua di Germano Cavalli)