COSE SCOLASTICHE

Sappiamo che gli abitanti della Pieve di Saliceto e di altre frazioni vicine intendono fare domanda per avere anch’essi una scuola, potendo, come dicono, provare con documenti, che vi sono oltre cinquanta fanciulli, nel raggio voluto dalla Legge, per l’istruzione obbligatoria.

E la domanda verrebbe ad aggiungersi alle molte altre che abitanti di altre frazioni allo stesso scopo hanno rivolto al nostro Municipio.

Questo risveglio che tocca oramai il più alto grado di interessamento nelle popolazioni della nostra Lunigiana non può che confortarci, poiché esso, a parte altre considerazioni d’indole affatto speciali e locali, è per noi l’indice sicuro del movimento che s’opera verso finalità moderne e non possiamo che appoggiare con tutto il desiderio del bene queste sue aspirazioni alla vita illuminata e cosciente. Ma non possiamo nel tempo stesso non riguardare con certa amara tristezza la sorte de’ bilanci de’ piccoli Comuni che cominciano ad essere travolti dall’onda della modernità. Noi non ci siamo mai dissimulata la sproporzionalità della resistenza dell’economia comunale contro, ci si passi la parola, l’invasione sempre crescente de’ pubblici oneri e siamo come tutti convinti che s’è oramai pervenuti al limite estremo de’ sacrifizi. Ma come fare diversamente?

La scuola primaria dovrebbe essere in Italia, come da per tutto, una funzione di Stato: ma a proclamarla tale neanche gli spiriti moderni, possono ancora dirsi maturi: e conviene quindi nell’attesa che ciò si compia che i Comuni, pur troppo, continuino sulla via de’ sacrifizi. Ma astraendo dalla questione generale, e in cui siamo entrati per dichiarare ancora una volta il pensiero nostro sulla questione, e ritornando sull’istanza che si dice sarà presto presentata, noi sentiamo di dover tornare su una proposta fatta più volte amichevolmente alle Amministrazioni succedutesi in questi ultimi anni: quella dell’istruzione di due nuove scuole miste suburbane, una con sede alla Nunziata e l’Altra in Mignegno, due scuole che, secondo noi, potrebbero servire anche a contenere l’affluenza alle scuole del centro, le quali così, salvo qualche caso,  potrebbero bastare a se stesse senza dover ricorrere a maggiori sdoppiamenti, resi, questi ultimi, oramai immancabili tutti gi anni, per il numero sempre screscente della popolazione scolastica.

Tratto dal settimanale A NOI, 5 febbraio 1905