CRONACHE PONTREMOLESI DEL CINQUECENTO

Sabato 17 aprile Nicola Michelotti, custode fedele e affezionato degli studi e della memoria di Nicola Zucchi Castellini, ha presentato una pubblicazione di questo “maestro” di storia locale. Si tratta delle “Cronache pontremolesi del Cinquecento”, edite nel 1980 a cura di Zucchi Castellini e per conto della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi nella serie “Fonti e studi”. Il testo contiene in testo latino gli “Annali” di Pontremoli di Giovanni Rolando Villani (Pontremoli 1510-forse 1579) e Notizie estratte dai protocolli con elenchi di notai, dottori, ecclesiastici e famiglie notabili. Il libro contiene anche “Note di cronaca pontremolese” di Giovan Paolo Ferrari e una Relazione su Pontremoli e la congiura dei Fieschi del 1547 redatta da un Parasacchi.

Nicola Zucchi Castellini con l’equanime senso critico che lo contraddistingueva nella prefazione e nelle note spiega la vicenda di queste antiche cronache, di cui sono pervenute a noi solo delle copie. I cronisti del Cinquecento a Pontremoli sono Giovan Maria Ferrari noto come ser Marione, autore del “Chronicon Pontremulense”, il figlio Giovan Paolo e Giovanni Rolando Villani, autore degli “Annales”, Giovanni Costa e Sforza Trincadini. Tra Sei e Settecento ci sono poi le “Memorie historiche” di Bernardino Campi, pubblicate a stampa nel 1975 dalla Tipografia Artigianelli di Pontremoli a cura di Vasco Bianchi, Mauro Bertocchi, Luciano Bertocchi e Nicola Zucchi Castellini.

Il manoscritto originale degli “Annali” di G.R.Villani era ancora esistente nel secolo scorso, fu acquistato da Camillo Cimati, ma non è stato più rinvenuto nel lascito che la famiglia Cimati aveva fatto alla Biblioteca Comunale. L’unica copia di quel manoscritto era posseduta da Mario Ferrari, che fu disponibile nel 1980 per l’edizione a stampa di cui qui si parla.

G.R.Villani aveva annotato “notizie incontrollabili e poco credibili” di alcuni antichi personaggi, arbitrarie le date di fondazione di molte chiese – osserva Zucchi Castellini. Maggior continuità e attendibilità, anche se non mancano errori di informazione, acquistano le notizie col secolo XIII e soprattutto per gli eventi di cui fu testimone e protagonista. Sono gli anni in cui Pontremoli era governata, per conto della Francia, da Galeazzo Pallavicino e poi da Pier Francesco Noceti ed ebbe nel 1526 una grave carestia e pestilenza insieme alla rivolta del contado contro i borghigiani. Nel 1547 venne la congiura fallita dei Fieschi e il passaggio al ducato di Milano e dal 1555 alla corona di Spagna.

Gli anni in cui vive G.R.Villani sono quelli in cui Pontremoli è decaduta demograficamente, non ha più l’importanza militare di nodo strategico e viario, ha un’agricoltura stentata. Le famiglie di qualche livello sociale non avviano i figli ad attività mercantili, che fioriranno due secoli dopo, ma li avviano alle professioni di notai, medici, giureconsulti, che vanno ad esercitare altrove in gran parte, ottenendo anche ruoli preminenti. In quel secolo Pontremoli non aveva più spazio politico e fu insanguinata da un’assurda violenza.

Il Corriere Apuano, 8.5.1999