DA PONTREMOLI ALLA CISA IN MACCHINA ATTRAVERSO GRAVAGNA

Una nuova strada unisce Gravagna al passo della Cisa.

Da alcune settimane le prime macchine e i primi automezzi transitano per la nuova strada.

Questo è un avvenimento importante per le popolazioni di Gravagna, e non solo di Gravagna, ma per tutte quelle della Valle e dei paesi vicini. La nuova strada non è ancora perfetta nel fondo, ma quando la sarà potrà essere paragonata, per l’ampiezza delle curve, per la regolarità del tracciato, per la dolce e graduale pendenza alla consorella statale della Cisa. Dall’alto la vedi biancastra, salire tra prati e boschi, e t’accorgi che l’effetto che crea è davvero bella.

Si snoda prima tra i campi di Gravagna particolarmente belli in questa stagione, poi, lasciati i prati, si arrampica su per le pendici del monte, descrivendo ampi tornanti e designando lunghi rettilinei; qua e là sparisce inghiottita dai boschi per poi uscire a stagliarsi sui crinali dei prati: i tipici prati per la maggior parte falciabili , disseminati di cespugli di nocciolo e di biancospino.

Lo scenario è tutto da ammirare: un mare di verde e su questo mare la strada.

Il tracciato, dicevo, per ora è quello che è: malmesso e in alcuni punti simile all’alveo di un fiume, ma quando sarà sistemato e quando la vegetazione, sciupata dai lavori di apertura, tornerà a crescere lungo le scarpate , allora avrà la suggestività e la bellezza delle strade alpine.

Di questa strada ho sentito il primo vagito ed ho visto la prima picconatura (diciamo ruspata): l’ho vista crescere, irrobustirsi e diventare grandicella , tra incerti passi, tra dubbi e critiche di persone dubbiose.

Superate le prime incertezze ora la troviamo davanti a noi aperta al traffico, larga ed ampia nei tornanti e suggestiva per il verde che l’accompagna e per i boschi che per lungo tratto le fanno da scenario.

Lungo questa strada la primavera arriva un po’ più tardi che altrove, ma ora è giunta anche qui con la sua abbondante fioritura di sempre. Una fioritura semplice per gente alla buona come i montanari di qui, dai volti provati dalla fatica, ma consapevoli ed intelligenti.

Ho visto questa gente al passaggio delle prime macchine animarsi, illuminarsi, sentirsi qualcuno, dimenticare il torto o il danno subito e lasciarsi affascinare da tale avvenimento.

In questa avanzata primavera il turista ammirerà, quassù, il ricamo sottile e semplice dei fiori di campo, proverà fra questi puri e freschi prati non ancora sciupati una dolcezza riposante, rivivrà sotto le fresche frasche lontano dai rumori della città e delle fabbriche momenti di vita primitiva e infine avrà la possibilità di gustare tra la gente di qui, generosa e dolce nei modi, primizie e prodotti veramente genuini.

E allora, nell’incanto di un pomeriggio primaverile od estivo, spirito e corpo godranno momenti di vera pace, vorrei dire di estasi, qui la fresco dei boschi dove tutto è bello e primitivo, semplice ed incantevole, affascinante e riposante.

Uno di Gravagna, Il Corriere Apuano, 11 giugno 1966