DONINI PIETRO ^^

Pietro nasce a Guinadi il 22 maggio del 1919 da Giovanni e Terroni Domenica.

Come tanti lunigianesi, Pietro gira la Pianura Padana vendendo merceria con la cassetta sulle spalle, lavoro faticoso, pesante e che prevede molti chilometri a piedi al giorno nei trasferimenti di borgo in borgo, , che sembra poco adatto ad uno come Pietro che alla visita di leva viene giudicato rivedibile e adatto ai soli servizi sedentari. Evidentemente era veramente forte la necessità di trovare ristoro alla grama vita da contadino.

La guerra rende preziose anche risorse non pienamente operative, e così Pietro viene chiamato alle armi ed il 27 gennaio 1942 aggregato alla 15a Compagnia Sussidiaria in Genova Cornigliano.

La proclamazione dell’Armistizio, 8 settembre 1943, rappresenta un momento di grande incertezza e confusione per il nostro esercito. Gli Alti Comandi, il Re e il Governo sono fuggiti al Sud, solo dopo più di un mese il Capo del Governo Badoglio rompe gli indugi e dichiara formalmente guerra alla Germania. In questo frangente però i militare devono prendere decisioni di vitale importanza “in solitudine”, sotto la pressione dei tedeschi che intimano di continuare a combattere al loro fianco, l’alternativa è essere condotti prigionieri in Germania al lavoro coatto. Pietro riesce ad uscirne indenne, abbandona la divisa e rientra in famiglia, sfuggendo alla sorveglianza dei nazisti.

L’alta Lunigiana è a ridosso della Linea Gotica ed è presidiata in forza dalle formazioni nazifasciste. Sono tanti, troppi gli episodi che coinvolgono la popolazione civile, a cominciare dai terribili rastrellamenti che comportano l’uccisione di persone inermi e la distruzione di abitazioni, continui atti di sopruso, di intimidazione, di rappresaglie, di militari e civili catturati e deportati in Germania al lavoro nelle fabbriche.

Pietro non è insensibile a quanto avviene alla sua terra, il 14 giugno 1944 rompe gli indugi e si aggrega alla Divisione Gramsci che opera in Liguria e poi, a seguito di una riorganizzazione delle forze partigiane, dal 16 ottobre 1944 sino al giorno della Liberazione, alla 2a Brigata Beretta che opera sul versante tosco-emiliano dell’Appennino, dando il suo prezioso contributo alla cacciata del nemico.

Per la compilazione dell’articolo ci si è avvalsi della consultazione del Foglio Matricolare conservato presso l’Archivio di Stato di Massa