
Nel 1987 Frank L. Keegan pubblicò un libro divulgativo, ricco di illustrazioni su una città californiana: San Rafael. La nascita della città – così come è avvenuto per le più famose città del territorio San Francisco, San Diego, Los Angeles, Sacramento – coincide con la nascita di una delle oltre venti missioni fondate tra Messico e California da Jumipero Serra e dai suoi collaboratori. Serra era un sacerdote francescano spagnolo di Majorca che nel sec. XVIII qui spese la sua vita per gli indigeni e si guadagnò il paradiso riconosciutogli dal Papa Giovanni Paolo II; ma è famoso in tutto il mondo perché a lui è intitolata una delle più note associazioni cattoliche a sostegno delle vocazioni sacerdotali, il Serra-Club. Il volume gli dedica giustamente largo spazio.
Legame sicuramente più esclusivo e sorprendente tra Lunigiana e California si ha con il capitoletto intitolato ” San Rafael Joe’s”, presentazione di un prestigioso ristorante nel centro della città fondato 40 anni prima da Ettore Armando Rubini emigrante zerasco di Patigno. Era nato nel 1918, e quattro anni dopo suo padre era andato per le Americhe. A vent’anni, nel 1938 parte anche lui, e dopo pochi mesi partono la mamma Carolina e la sorella Teresa che sposerà Guido Farina che in California emigrerà nel 1950; nel 1955 varcano l’Atlantico anche la seconda sorella Iolanda con il marito Pietro Bornia e i due figli Cesare e Gina. Evidentemente il ricongiungimento completo della famiglia era stato determinato anche dalle ottime condizioni economiche oramai raggiunte e dalla necessità di personale per mandare avanti il ristorante che Ettore aveva avviato nel 1947. Fino ad allora aveva i mestieri di tanti emigranti italiani, cameriere, cuoco, barista. Ma era accaduto anche un evento importante: la seconda guerra mondiale e la partecipazione degli Stati Uniti contro Giappone, Italia fascista e Germania nazista. Ettore Rubini era stato chiamato alle armi ed aveva dato il suo contributo per la libertà del suo nuovo e del suo vecchio Paese come sergente di mensa per tre anni sui fronti del Pacifico. Finita la guerra gli venne riconosciuta la cittadinanza americana.
Il ristorante è, appunto, “Joe’s”: qui i figli suoi e della lucchese Nancy Picchi, Ricky e Jiulie con i loro coniugi e cinque figli, le sorelle con i cognati e i rispettivi figli si sono passati la proprietà e la gestione fino ad oggi, dando vita ad una consistente comunità. Tre famiglie dai caratteristici soprannomi dei “Chiapon”, della “Bianca”, dei “Fareina” hanno portato un pezzo di Zeri in California, dove a 60 anni dalla fondazione nel loro ristorante si può ancora sentire parlare il dialetto e alle pareti sono affrescate gigantografie della nostalgia di Noce e della Formentara. Un ristorante-istituzione con i suoi 250 posti a sedere. Quest’anno (2005), il 12 gennaio a 87 anniEttore se n’è andato, stimato e rimpianto. Il sindaco di San Rafael lo ha ricordato così: ” Ha dato vita ad una tradizione per la nostra città, il Ristorante Joe’s è un vero e proprio luogo di riferimento per tante persone nella città e nella contea di Mari; ha lasciato un segno incancellabile nel modo di condurre la sua attività”. la nipote Cyinthia lo ricorda affettuosamente: ” Era un uomo dinamico, speciale, una forza trascinatrice, amato, rispettato, generoso. Ci stavo bene tra le sue braccia.” La moglie Nancy da un’immagine plastica dell’antico montanaro di Zeri a suo agio in uno dei posti più esclusivi della terra: ” Aveva un grande carattere, talento, humor. La gente gli voleva bene e quando parlava lo ascoltava.” Ha onorato Zeri nel mondo.
Antonio Zanni, Il Corriere Apuano,