
Corsi Isidoro, in religione Fr. Benvenuto, è nato a Mignegno il 20.10.1862. E’ entrato nell’ordine dei Frati Cappuccini Minori come fratello laico questuante il 17.9.1888 con la Vestizione a Fidenza per iniziare l’anno di Noviziato, poi confermato con la Professione in data 17.9.1889. E’ morto a San Martino in Rio (RE) il 24.1.1931.
Segue il necrologio riportato sulla rivista Frate Francesco Vol. 9 (1931) p. 102-103:
Sorella morte è venuta a visitare il Convento di San Martino per rapirci un nostro carissimo Confratello: frate Benvenuto la mattina del 24 gennaio alle ore 8, munito di tutti i conforti religiosi, col sorriso sulle labbra passò a migliore vita.
Nacque a Mignegno il 30 ottobre 1862, e li il 16 dicembre 1888 in età di 26 anni vestì le serafiche lane, cambiando il nome di Corsi Isidoro in quello di frate Benvenuto.
Nei suoi 43 anni di religione adempì sempre con vero spirito di abnegazione il delicato ufficio di cercatore assegnatogli dall’obbidienza. Piacenza, Pontremoli, Parma, Pavullo e San Martino in Rio sono stati testimoni della sua instancabile laboriosità.
Da 15 anni si trovava a san Martino ed era da tutti conosciuto e ben voluto, dimodoché in questi ultimi mesi della sua infermità era sempre visitato ed anche da persone ragguardevoli.
Egli era affetto da un male che non perdona, da male cardiaco che da diversi anni minava la sua esistenza. Da tre mesi non andava più a letto , ma era costretto a passare le intere giornate e nottate, seduto su di una poltrona. Dalle sue labbra però non si udì mai un lamento, quantunque provasse atroci dolori agli arti inferiori. In lui era un continuo alternarsi di rosari, di giaculatorie, di atti d’amore e di rassegnazione alla volontà del Signore. Ardentemente desiderava di sciogliersi dai lacci del corpo per unirsi al suo Creatore.
Se in lui risplendevano tutte le virtù proprie del nostro Ordine, spiccava in modo veramente speciale la sua singolare devozione al SS. Sacramento. Più volte durante il giorno visitava Gesù racchiuso nel Tabernacolo, ed ivi attingeva forza e coraggio per compiere il suo dovere. Più volte durante il giorno compiva il pio esercizio della Via Crucis, e nella meditazione dei dolori ineffabili del divin Maestro ricavò quello spirito di rassegnazione e di pazienza di cui diede un si luminoso esempio nella sua lunga e penosa malattia.
Colla morte di frate Benvenuto scompare una di quelle figure caratteristiche di frate Cappuccino, che resero tanto popolare il nostro Ordine facendolo amare e stimare dal popolo tutto.
P. Dionisio Sup. Capp.