GIOVANNA MORI IN RIBOLLA


Dagli organi donati di Giovanna nascono nuove speranze

Si è conclusa con un gesto di grande generosità l’esistenza laboriosa di Giovanna Mori in Ribolla, la 57enne commerciante pontremolese che un improvviso malore ha strappato all’affetto del marito, Paolo Ribolla, e dei figli Giovanni, Marco e Claudio, che assieme a lei collaboravano nella gestione di un avviato negozio di prodotti per l’agricoltura.

Originaria di Bassone, Giovanna Mori aveva da diversi anni intrapreso l’attività di commerciante, rilevando il negozio che la gente dei campi della Lunigiana ha sempre denominato “il Consorzio”, memore dell’origine di quella che oggi è diventata, grazie alla laboriosità dei suoi titolari, un’ autonoma attività gestita su base imprenditoriale. Ed in tale attività la figura della signora Giovanna era diventato centrale: attenta, puntuale, gentile, sempre pronta alla battuta ed al servizio dei clienti , la si vedeva quotidianamente “al pezzo” dietro il banco del negozio, che lasciava soltanto per accudire una famiglia numerosa, non solo di uomini, ma anche di animali.

Il male è arrivato improvviso e brutale domenica mattina. Un violento mal di testa, un malessere di cui si è colta subito la gravità, la corsa fino a Massa e il responso di inoperabilità venuto dal Santa Chiara di Pisa.

Poi la scelta di un’estrema generosità.

Il marito ed i figli hanno acconsentito alla donazione degli organi e, così, nel giro di pochi mesi (allora la donatrice era stata una Suora del Lieto Messaggio, suor Gesuina, al secolo Teresa Brescia, l’ospedale di Pontremoli si è allertato per un multiespianto (è questo il freddo termine tecnico), reso possibile dalla presenza di una equipe medica proveniente da Pisa, Firenze e Siena che, nel pomeriggio di lunedì, dopo che la donna era stata dichiarata clinicamente morta, hanno prelevato fegato, reni, cornee, valvole cardiache, tessuto osseo e cutaneo.

I funerali di Giovanna Mori Ribolla nella chiesa parrocchiale della sua Bassone sono stati ulteriore momento di commozione , ma anche hanno dato il senso di una vita cristiana vissuta tutta nella dedizione alla famiglia, al lavoro e agli altri, con un atteggiamento di concreta disponibilità che neppure la morte ha potuto interrompere.

Tratto da Il Corriere Apuano