GLI UTENSILI

IL PAIOLO

Il paiolo veniva usato per fare il formaggio, la ricotta, e per cuocere la polenta ed il minestrone, due delle principali pietanze dei nostri contadini.

Il paiolo
La pentola (ramina) che si usava in alternativa al paiolo
Foto di Giorgio Borali

IL PESTALARDO

Il pestalardo era un attrezzo in legno duro di frassino o di ulivo utilizzato dalle casalinghe per ridurre in pezzetti il lardo da usare per insaporire il minestrone oppure rendere più morbido l’arrosto. Il continuo utilizzo rendeva concava la parte centrale dell’attrezzo; era dotato di manico per appenderlo.


IL SETACCIO

Il setaccio era un attrezzo utilizzato in cucina per filtrare le farine grezze che il contadino aveva ottenuto macinando il grano, il granturco o altre granaglie. Il setaccio era costituito da una fascia in legno e il fondo in rete metallica.


TESTI DI RAME

I testi di rame servivano per cuocere cibi unti nei testi di ghisa, quali verdure ripiene e polli arrosto. Le pentole in rame compaiono nel periodo rinascimentale e restano largamente in uso sino al XIX secolo.


IL MORTAIO

L’utilizzo del mortaio risale a tempi antichissimi, già gli Etruschi, i Greci e gli Egizi lo utilizzavano per tritare droghe, erbe e radici. Erano in alabastro oppure in diaspro. Le nostre donne lo utilizzavano per fare il pesto oppure per ridurre il sale grosso in sale fino, prima che a ciò provvedesse l’evoluzione dell’industria.


CIOTTOLA DI TERRACOTTA

La ciottola veniva usata in cucina per impastare torte d’erbe, verdure ripiene, budino di riso, pattona. Veniva utilizzata anche quando si macellava il maiale per impastare salsicce, salame e cotechini.


LA GAMELLA

La gamella era il recipiente usato dai nostri vecchi per portare con sé il pranzo quando il terreno da lavorare era lontano da casa o comunque il lavoro da fare richiedeva di non perdere tempo con il ritorno a casa. Nel secondo dopo guerra, quando anche nei nostri paesi i giovani cominciarono ad abbandonare il lavoro dei campi per andare alla giornata, la gamella era il recipiente con cui portavano il pranzo da casa, nello zaino in spalla. Di solito era fatta di alluminio ed era dotata di coperchio che si avvitava per evitare perdite di cibo.


LA RAVIOLIERA

Attrezzo artigianale per fare in grande quantità i tortelli col ripieno di erbe e ricotta. Si stendeva una sfoglia di pasta, si metteva il ripieno, si copriva il tutto con un’altra sfoglia, si schiacciavano i bordi attorno al ripieno e si tagliavano con il coltello a banda larga.

Il coltello a banda larga – si fabbricava utilizzando la lama di una falce fienaia in disuso.

IL TAGLIERE

Il tagliere tondo di legno veniva utilizzato per la preparazione dei cibi da far scivolare nei testi di ghisa per la cottura. Per agevolare lo scivolamento dei cibi nei testi il tagliere doveva essere ricoperto con foglie di castagno, distribuite a spirale. Una volta cotti i cibi venivano rimessi sul tagliere, tagliati e serviti. Il tagliere era dotato di un manico con foro per essere appeso quando non veniva utilizzato.


IL MACINACAFFE’

Sin dal suo apparire nel XVI secolo, il caffè richiese la realizzazione di uno strumento che ne consentisse la macinazione dei semi, lasciandone inalterato l’aroma. Dopo i primi tentativi con l’adattamento del “macina-spezie” e successivamente l’utilizzo di un mortaio, finalmente nel 1799 un fabbro inglese di Birmingham – Richard Dearmann – creò il primo modello di macina-caffè. Il modello riportato in fotografia è stato realizzato dalla ditta Bartolomeo di Forno Canavese (Torino), società attiva dal 1878 al 1939. In quell’anno la società si trasformò in Mafem, e successivamente venne acquisita entrando a far parte del gruppo Facem, azienda tuttora attiva ed appartenente al gruppo piemontese Tre Spade.


IL TOSTA-CAFFE’/ORZO

Si tratta di cilindro con un’apertura sul bordo superiore tramite la quale venivano immessi i chicchi di orzo oppure di caffè da tostare. Il cilindro, ben chiuso, veniva fatto roteare sul fuoco tramite la manovella in legno sino a raggiungere la tostatura voluta. Occorreva molta attenzione per evitare di carbonizzare i chicchi. Durante l’operazione di tostatura nella casa si spandeva un profumo molto intenso. Terminata la tostatura si passava alla fase di macinazione.