I CARBONAI

Malachina Bonfiglio intento alla preparazione di una carbonaia. a Rossano. Foto di Mauro Malachina

La nostra regione, ricca di alberi, era meta ambita dai carbonai. Il lavoro di solito iniziava in autunno e proseguiva sino a primavera; era una attività che si tramandava di padre in figlio ed i segreti per la buona riuscita della carbonaia venivano custoditi gelosamente, la piazzola era interdetta agli estranei.

Rossano, carbonai di origine pistoiese in un giorno di festa, in partenza per la caccia. Foto tratta dal volume: Fotografo di Paese. Via a Zeri nella immagini di Attilio Bertoni 1900-1940

Alcuni carbonai lavoravano da soli, assoldando degli aiutanti in loco, altri portavano con sé la famiglia, animali compresi. La prima cosa da fare, giunti nel bosco assegnato, era costruire una capanna dove ripararsi ed un forno rudimentale dove cuocere il cibo.

Per soddisfare le proprie esigenze i carbonai erano anche abili cacciatori, lepri e volatili le prede, ed ottimi cercatori di funghi.

Quindi si preparava la piazzola con la zappa ed il rastrello, doveva essere perfettamente in piano.

 Ultimata la sistemazione logistica, cominciava il lavoro vero e proprio del carbonaio con il taglio della legna. Non alberi grossi, ma rami che venivano puliti e tagliati in pezzi di uguale dimensione. L’attrezzo del carbonaio era l’accetta, che veniva custodita con attenzione e rifilata costantemente per rendere più agevole e meno faticoso il lavoro.  La legna veniva portata alla piazzola in spalla se vicina, diversamente si impiegavano i muli.

Foto tratta dalla pagina Facebook Visita la Lunigiana….

Raccolta legna a sufficienza e fatta asciugare iniziava la preparazione della carbonaia: un camino centrale, attorno al quale veniva accatastata la legna che doveva poi essere coperta di foglie e terra, per limitare l’apporto di ossigeno.  La legna doveva “cuocere” lentamente, non ardere. All’atto dell’accensione ogni carbonaio compiva riti propiziatori per la buona riuscita del lavoro.

Il processo durava dai 10 ai 15 giorni, a seconda della grandezza della carbonaia.

Foto tratta dalla pagina Facebook Visita la Lunigiana…

Durante questo tempo il carbonaio doveva valutare con attenzione ed esperienza l’andamento della combustione, praticando fori sempre controvento e dove necessitavano. Spesso doveva alzarsi più volte anche durante la notte e con qualsiasi tempo.

Iniziava quindi la fase di smontaggio della carbonaia che veniva lasciata raffreddare. Il carbone veniva raccolto e messo in sacchi che, con i muli, venivano portati a valle e venduti ai commercianti.

 Il carbone veniva utilizzato dalle famiglie per il riscaldamento delle case, dagli ospedali, conventi e scuole .

La maestra spiega agli alunni di Rossano il procedimento per ottenere il carbone. Foto tratta dalla pubblicazione: FOTOGRAFO DI PAESE – Vita a Zeri nelle immagini di Attilio Bertoni 1900 – 1940