PROLOGO A I TEDESCHI AD ARZELATO di Ferrari Marina

Lo scritto di Marina che segue fa riferimento al rastrellamento operato dalle forze tedesche, coadiuvate da brigate repubblichine, che con un dispiego di oltre 20.000 uomini chiusero a tenaglia la vallata di Zeri e Rossano, salendo dal parmense, dalla Liguria e dalla valle del pontremolese.

L’obiettivo era di neutralizzare la minaccia partigiana, in vista dell’offensiva Alleata prevista in primavera, e lasciarsi aperte le vie di comunicazione verso la Liguria e l’Emilia per il ripiegamento delle truppe e dei mezzi.

Nella zona operavano diverse formazioni partigiane, in particolare in Rossano Chiesa aveva la base il Battaglione Internazionale, comandato dal maggiore inglese Gordon Lett, nel quale erano presenti elementi provenienti da diversi Paesi, Inglesi, scozzesi, australiani, maltesi, belgi, canadesi, russi ed anche un disertore tedesco.

L’azione dei reparti tedeschi inizia nella notte del 20 gennaio 1945, convergendo contemporaneamente da tutte le direttrici e si concluderà nei giorni tra il 25 ed il 29 dello stesso mese.

Nei giorni immediatamente precedenti era nevicato abbondantemente e le temperature erano rigide.

Un gruppo di partigiani era partito da Arzelato con il compito di trasferire a Codolo alcuni armamenti e munizioni con dei muli ma non riuscirono a concludere la missione in quanto mentre scendevano a valle si imbatterono nei tedeschi che stavano salendo da Pontremoli e furono costretti a tornare indietro.

Quando i tedeschi arrivarono nelle vicinanze del paese, un partigiano di vedetta sul campanile sparò alcuni colpi uccidendo un capitano tedesco; per rappresaglia furono catturati dieci uomini e trasferiti al Convento della SS. Annunziata per essere messi al muro e fucilati. Solo l’intervento del Vescovo Giovanni Sismondo evitò l’esecuzione e gli uomini poterono tornare alle loro case.

A Zeri, che aveva già subito un rastrellamento nell’agosto del 1944, le cose non andarono altrettanto bene, caddero in combattimento diversi partigiani e furono uccisi sette civili.

Il CAMPANILE DELLA CHIESA DI ARZELATO