IL BATTAGLIONE INTERNAZIONALE DEL MAGGIORE GORDON LETT

Una sezione del Battaglione Internazionale. Rossano di Zeri, marzo 1944. La foto è tratta dal libro Gordon Lett, Amico dell’Italia, ISRA Pontremoli, 2018

Gordon Lett, nato nel 1910, ufficiale inglese di carriera, nominato sottotenente nel 1931, è comandante di Battaglione con il grado di maggiore allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale ed opera in territorio africano dove viene fatto prigioniero dalle forze dell’Asse nel 1942 a Tobruk.

Viene internato a Veano (PC) sino all’8 settembre 1943 quando, avendo l’Italia sciolta l’alleanza con la Germania, il comandante del Campo apre le porte liberando i prigionieri.

Gordon Lett, con altri compagni, tenta di riunirsi agli Alleati in Corsica ma, giunto nello zerasco e verificata l’impossibilità di proseguire oltre, decide di costituire un Battaglione Internazionale (nel frattempo si erano aggregati anche ex prigionieri di altre nazionalità) di appoggio alla Resistenza.

Il 15 Ottobre è ospite della famiglia De Lucchi a Rossano, in poco tempo riunì attorno a se molti soldati di diverse nazionalità, con i quali operò nella IV Zona, spina nel fianco tedesco bloccato sulla Linea Gotica.

Gli anni di convivenza con la popolazione di Rossano saranno sempre caratterizzati da rispetto da entrambi le parti, nessun tradimento, nessuna spiata da parte della popolazione che pure dovrà soffrire ritorsioni da parte dei nazi-fascisti, case e cascine incendiate, saccheggi. Da parte sua il Maggiore cerca di ricambiare offrendo un po’ del cibo in scatola che viene paracadutato, sigarette e la stoffa degli stessi paracadute sono le cose più appetite.

Di religione protestante, ha mantenuto buoni rapporti anche con i nostri parroci. Da lui salirà a piedi da Pontremoli il vescovo Giovanni Sismondo chiedendo, nei giorni immediatamente precedenti la Liberazione, il suo intervento presso il Comando Alleato per evitare bombardamenti a tappetto su Pontremoli, dove erano acquartierate le truppe tedesche in ritirata. L’intervento tempestivo del Maggiore Gordon Lett evitò alla città altri morti e altre distruzioni (dal maggio 1944 si ebbero sulla città ben 90 bombardamenti per lo più concentrati su obiettivi precisi, la linea ferroviaria e la statale della Cisa), le incursioni alleate toccarono invece alle vicine Aulla e Villafranca Lunigiana che subirono morti e ingenti danni.

Non altrettanto buoni sono stati i rapporti con i comandanti ed i commissari politici dei gruppi Partigiani; Gordon Lett era un militare di carriera, di idee conservatore, riteneva che la lotta partigiana dovesse essere scevra da fazioni e colori politici, doveva trattarsi di un puro e semplice fatto militare organizzato per portare alla sconfitta il nazi-fascismo, mentre i vari gruppi di partigiani cercavano di prendere posizioni di forza da sfruttare dopo la vittoria che si avvertiva sempre più prossima.

Con il suo gruppo ed in collaborazione con altri gruppi partigiani  ha organizzato e portato a termine decine e decine di missioni di sabotaggio, di assalto a colonne nemiche. Il 16 giugno 1944 con una ardita azione attaccarono la centrale elettrica di Teglia. Una quindicina di partigiani scesero da Rossano e colsero di sorpresa la milizia che presidiava il sito e riuscirono a trafugare viveri ed equipaggiamento militare. Pochi giorni dopo, il 19 giugno, attaccarono il castello di Calice presso il quale aveva sede un distaccamento di GNR. L’attacco non ha gli esiti sperati ma comunque l’azione costringe la GNR ha ritirare il presidio dal paese. A fine anno ottiene dal comando Alleato l’invio di una sessantina di paracadutisti Sas, soldati addestrati molto bene, con l’aiuto dei quali compie per un paio di mesi numerose azioni; sono operativi anche nella notte di Capodanno, quando, divisi in più gruppi, colpiscono contemporaneamente tre località (Carrodano, Borghetto e Padivarma).

Nel pesante rastrellamento del 20 gennaio del ’45 Gordon Lett viene sorpreso ad Arzelato mentre sta organizzando un’azione nella piana, sulla statale della Cisa tra Villafranca e Pontremoli, è costretto a sganciarsi, arretrando gli uomini sino a Rossano, proseguendo poi per Monte Picchiara e cercando di sfuggire all’accerchiamento tedesco salendo sul Monte Gottero. La neve alta, il freddo intenso e le notti trascorse all’addiaccio procurano congelamento alle dita delle mani e dei piedi a diversi uomini.

Il Maggiore, operando al di qua della linea Gotica, era l’Ufficiale di collegamento e di coordinamento con le truppe Alleate; dopo la Liberazione viene nominato Governatore di Pontremoli e successivamente Console a Bologna fino al 1950.

Gordon Lett è morto a Londra il 4.11.1989.