IL CANTAMAGGIO AD ARZELATO

IL CANTAMAGGIO AD ARZELATO

Sino agli anni ‘60/70 del XX secolo gli abitanti di Arzelato hanno onorato la tradizione secolare del Cantamaggio, poi lo spopolamento dei borghi rurali ha colpito duramente anche questo paese e nella ricorrenza del 1° maggio la tradizione del Cantamaggio è caduta in disuso.

Il Cantamaggio, tradizione ancora onorata in pochi borghi dell’Alta Lunigiana (Montereggio, la vicina Rossano e una frazione del Comune di Bagnone), è la festa gioiosa che celebra la primavera, la rinascita, la vittoria della luce sulle tenebre del rigido inverno, del ritorno alla speranza di un buon raccolto.

E’ evento che affonda le radici in epoche remote, ai celto-liguri e agli etruschi e le feste pagane durante le  quali  nel mese di maggio venivano accesi falò di purificazione per gli uomini e per gli animali.

Le persone componenti il gruppo dei maggianti giravano di frazione in frazione cantando filastrocche allegre, accompagnati da fisarmoniche, chitarre e violini. Gli omaggiati ascoltavano in piedi fuori dall’uscio dell’abitazione, poi invitavano tutti in casa dove veniva servito vino in abbondanza, torte salate e salumi e vino veniva dato anche in questua, con qualche uovo e qualche pugno di farina di castagno.

Quanto raccolto nei giri della giornata era poi utilizzato alla sera per una grande festa conviviale dei maggianti, aperta alla partecipazione di tutti.

TESTO DI UNA CANZONE DEL MAGGIO ARZELATESE