
Il 1855 fu un anno tremendo.
Si ripresentò l’epidemia di colera in forma virulenta, tale che le misure poste in essere dalle autorità per limitare il contagio non sortirono l’effetto sperato. Vennero chiusi i mercati e le fiere, sospese le funzioni religiose e tutte le manifestazioni che comportassero assembramento di persone. Vennero dettate anche rigide direttive in merito all’alimentazione ed ai comportamenti personali.
Nonostante tutto ciò la Lunigiana fu falcidiata dal morbo, in Toscana i decessi furono ben 26.637 su una popolazione complessiva di poco più di un milione e mezzo.
Il colera non colpì Cavezzana d’Antena, nonostante fosse zona di transito frequentatissimo per coloro che volevano valicare l’Appennino.
Non si registrarono morti, la popolazione intese celebrare l’evento innalzando una lapide in ringraziamento alla Madonna per il miracolo di cui si ritenevano essere stati oggetto.