IL FAGGIO SUL VERDESINA, MAESTOSO PRINCIPE DEGLI ALBERI LUNIGIANESI


Forse non sarà il più grande né il più alto, ma fa sempre un grande effetto trovarsi di fronte, lungo la strada per la stazione ferroviaria di Grondola-Guinadi, quel faggio dalla chioma maestosa che si innalza per oltre trenta metri sul torrente Verdesina. Cresciuto rigoglioso chissà come in un territorio che non supera i quattrocento metri sul livello del mare, il grande faggio rappresenta bene gli alberi della Lunigiana, un territorio dove l’uomo nel corso dei secoli ha progressivamente sostituito le coltivazioni domestiche alla vegetazione spontanea che ricopriva le vallate interni. Progressivi disboscamenti e l’impianto di vastissime aree a castagneto da frutto sono state la risposta con la quale si è cercato di ovviare ad una popolazione crescente. Oggi che l’esigenza di sfamarsi è da tempo superata, il bosco spontaneo recupera le posizioni perdute; l’uomo, da parte sua, contribuisce con l’abbandono e l’abbattimento di grandi alberi, così la Lunigiana torna a colorarsi di un verde dalla mille sfumature e i boschi a farsi foreste impenetrabili. L’elegante chioma di quel faggio fuori posto osserva silenziosa.

Da Il Corriere Apuano