
E uno scenario da mozzare il fiato, soprattutto a quanti attraversano la Lunigiana per la prima volta, in una giornata luminosa: brullo, bianco o colorato di un verde intenso a seconda delle stagioni, l’alto e frastagliato profilo dell’Appennino fa da corona ad una vallata che in pochi chilometri degrada fino al mare. Usciti dalla galleria della Cisa o appena passata Caprigliola diretti a nord, la catena montuosa si mostra in tutta la sua ampiezza, proprio qui dove termina la sua corsa verso settentrione, iniziata tanti chilometri prima ; I ‘ Appennino compie una svolta ad angolo retto e si dirige ad ovest e ci regala uno spettacolo di rara suggestione, dallo zerasco fino alle Apuane.
Ma è senza dubbio il versante orientale quello più emozionante, non a caso meta di migliaia di escursionisti che ogni anno scelgono i due versanti per salire alle cime che arrivano fin quasi a sfiorare i duemila metri eppure sono, tutto sommato, agevoli mete per passeggiate di non troppo impegno.
Tavola ( 1504), Fosco ( 1 683), Orsaro (1831), Braiola (1821), Marmagna (1852), Aquila (1780), Brusa ( 1796), Matto ( 1837), Paitino ( 1 815), Sillara ( 1861 Bragalata ( 1835), Bocco ( 1791), Malpasso ( 1 7 1 6), Acuto ( 1756), Buffanaro ( 1878), Alto ( 1904), fino alla Nuda ( 1895) sono le punte che si staccano dal contorno dei monti per dare alla cresta quel tormentato andamento a noi cosi familiare, eppure sempre così foriero di emozioni.
Tratto da Il Corriere Apuano