
Siamo attorno al 1890 e in tutta la Lunigiana fervono i lavori per la costruzione della ferrovia Parma-La Spezia. Sono ormai dieci anni che nelle decine di cantieri aperti nei due versanti dell’Appennino migliaia di persone sono impegnate nella realizzazione dell’impresa.
Quello ritratto nell’immagine è il cantiere dell’impresa Canova per la costruzione del viadotto sul torrente Verde, a monte di Pontremoli e poco a sud della nuova stazione di Grondola-Guinadi: lungo 204 metri e alto oltre 40, il viadotto è quello di maggiori dimensioni in progetto lungo i 120 chilometri di strada ferrata destinati a collegare la Pianura Padana al Mar Tirreno. Notevole l’impegno occorso, ardite le tecniche di costruzione, imponente la quantità di materiale impiegato, per lo più calce, mattoni e grosse bozze di arenaria per quello che ancora oggi è indicato come il “ponte grande”.
L’immagine ce lo mostra già ultimato quasi a metà: tre delle otto arcate sono completate, su una quarta gli operai lavorano alla copertura della parte superiore della volta. Le restanti tre luci di grandi dimensioni hanno già le volte in mattoni che poggiano sulle apparentemente esili armature in legno. Il letto del torrente, sconvolto dai lavori, è un via vai di uomini, donne e carri; la strada di servizio realizzata nell’alveo serve infatti anche gli altri numerosi cantieri aperti da qui al Borgallo, dove il fianco del monte si apre nell’opera più difficile: la lunga galleria verso Borgotaro.
Tratto da Il Corriere Apuano