Durante la festa degli alpini la consegna alla famiglia della targa di Luigi Sperindè da anni disperso

La festa degli Alpini della sezione di Zeri associata a quella di Parma, il 5 agosto allo Zum, quest’anno ha avuto un momento speciale. Durante la Messa sono stati ricordati i soldati defunti del Comune, il generale Giancarlo Sperindè ha onorato gli Alpini; nel rito cerimoniale si è inserita la consegna alla nipote Maria Adele della targa matricolare di Luigi Sperindè, di cui nulla si era più saputo dopo la tragica vicenda dell’Armata italiana in Russia, uno dei 220 mila uomini mal armati che finirono per metà massacrati e fatti prigionieri. Con queste parole la nipote ricostruisce la vicenda e ringrazia. ” A noi familiari, ormai solo nipoti, ha procurato commozione molto intensa il ritrovamento di una traccia dello zio Luigi Sperindè. La sua assenza ha sempre pesato molto dolorosamente in famiglia, è sparito nell’infinito buio dei dispersi in guerra, gli irreperibili secondo la voce del foglio matricolare, ora depositato all’Archivio di Stato di Massa, che ho consultato.” In poche parole vi è riassunta una giovane vita: nato a Zeri il 1 novembre 1919 da Egisto e Reggi Elisa, sano e dai bei contrassegni personali, è chiamato alle armi a vent’anni nel reggimento Alpi battaglione Borgo San Dalmazzo e poi battaglione Saluzzo, parte per la guerra d’Albania il 15 dicembre 1940, è rimpatriato il 7 maggio 1941. La guerra lo allontana di nuovo , il 1 agosto 1942 parte per la Russia nella IV Divisione Alpina Cuneense dopo la rovinosa battaglia del 31 gennaio 1943 è dichiarato disperso. Ora sappiamo che fu fatto prigioniero dai sovietici, internato con altri 4.178 italiani nel campo di prigionieri internazionali a Miciurinski, a sudest di Mosca, dove trovò la morte. I genitori, il fratello Don Giovanni ( parroco per anni alla SS. Annunziata e Pieve di Saliceto) e le sorelle Ernesta e Angela Lina hanno vissuto il dramma dell’attesa del ritorno, ma la speranza si è andata spegnendo. “In questa Festa – continua la nipote – si è voluta comprendere anche la commemorazione del nostro congiunto Luigi (vulgo Roberto). La nostra famiglia ringrazia con molta riconoscenza gli Alpini, il sindaco di Zeri Cristian Petacchi, ma la gratitudine massima è per il dott. Antonio Respighi del gruppo Alpini di Abbiategrasso, intervenuto alla cerimonia con la sua famiglia, che da anni è instancabile nel ricercare tracce, vere e proprie “reliquie” dei tanti soldati italiani dispersi in Russia”. Infatti è stato proprio Respighi che viaggiando si è incontrato per caso con un signore di Miciurinski che gli ha consegnato alcune piastrine di riconoscimento: quella col n. 3852(83)C porta il nome di Luigi Sperindè. La sua opera di ricerca ha un valore morale e civile altissimo. ” La morte nella sua realtà fisica – ha concluso la nipote – è non avere più la vita, è così per tutti, ma ignorare la fine fatta, il non aver raccolto un’ultima parola, non avere una tomba dove deporre un fiore e fare una preghiera è tormento che non abbandona. La piastrina, prova certa della sua morte, riaccende e insieme attenua la sofferenza. Lo abbiamo aspettato tanto.”
Articolo de Il Corriere Apuano


Le foto sono tratte dalla pagina Fecebook Armir, sulle tracce di un esercito perduto