LA CHIESA DI CAVEZZANA GORDANA NELLA VISITA PASTORALE DI MONS. LOMELLINI DEL 1768 E NELLE RISPOSTE AL QUESTIONARIO DEL 1789

Di seguito il resoconto della visita pastorale di mons. Giulio Cesare Lomellini, Vescovo della Diocesi di Luni – Sarzana, alle chiese della Vicaria di Pontremoli e le risposte dei parroci al questionario del 1789. Il testo è tratto dalla pubblicazione di Paolo Lapi, Le chiese della Vicaria di Pontremoli negli anni dell’episcopato di mons. Giulio Cesare Lomellini, Edizioni dell’Assemblea, 2014.

Cavezzana Gordana
Sabato 6 agosto 1768
Parrocchiale dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
Rettore D. Giovanni Pasquali di Torrano 68 anni, 38 di cura
Anime 81, da comunione 63
Altare maggiore
Confraternita della SS. Concezione
Cimitero


Nella “piciola” Villa di Cavezana Gordana (1) vi era la sola chiesa parrocchiale “sotto il titolo dell’Assonzione di Maria SS. al Cielo, qual festa si celebra li 15 agosto”. Si supponeva che la chiesa fosse consacrata “perché distrugendosi l’altare, che minacia rovina, si trovò una piciola cassetta fodrata di veluto al di dentro con fagottini di ceneri, e ossa minute, qualle si tornò a colocare nell’altare nuovo, ma per trascuragine del Popolo, e de Rettori passati, è perita la memoria del giorno della Dedicazione”.
Quando la chiesa aveva “bisogno di ristorazione toca a parrochiani non possedendo fondo alcuno per la fabrica” e ciò lo facevano “a forza di tante elemosine, che si vanno questuando per la Villa”.
In quel periodo la struttura della chiesa era in pessime condizioni, per cui ne veniva disposto il restauro delle pareti, del soffitto e del pavimento, ed inoltre dovevano essere realizzate quattro sepolture, una per gli uomini, una per le donne, una per i sacerdoti e una per i bambini.
Questa chiesa “era chiesa filiale, e soggetta alla Pieve di Saliceto, ma ora per essere stata aggregata alla Prepositura di S. Maria di Pontremoli non la riconosce più e si provede d’ogli santi dove viene più commodo”, come pure per l’acqua per il fonte.
Vi era un solo altare, mantenuto dalla popolazione e amministrato da appositi Massari. Ad esso era eretta la Confraternita della SS.
Concezione, “qual fa la sua festa li 3 maggio giorno di S. Croce”.
Tale Compagnia si manteneva “della contribuzione de Confratelli e con frutti di due picioli censi” ed era amministrata da ufficiali eletti annualmente.
Il Parroco era obbligato a “celebrare messe dieci pro uno fondate sopra la canonica come anche messe 6 fondate sopra la stalla de bovi”, legati adempiuti “di malavoglia” ma in questa maniera si pagava “il fitto della Canonica”, cosa giudicata assurda dall’allora Parroco. Don Giovanni Pasquali amministrava la parrocchia da solo, “ma in avvenire, attesa la debolezza delle gambe”, si sarebbe avvalso di don Basilio Miliani, parrocchiano e confessore, come “coadiutore”, con “emolumento fra loro convenuto”.
La vita pastorale-liturgica si svolgeva regolarmente e semplicemente in conformità alla povertà della Parrocchia. La suppellettile sacra, tra l’altro, era giudicata “nimis exiguam”.
La processione del SS. Sacramento e l’accompagnamento del Viatico si svolgevano nel seguente modo:
Precede un fratello della Compagnia col crocifisso vestito di sacco con altri due colega con lanterne in aste riposte e lo seguano tutti i confratelli indi il clero con incenso e navicella e turibbile accompagnando il sacerdote vestito di veste longa, cotta, stola, e vello circondato da lumi 30 e ancora più cantando il Pange lingua gloriosi in onore del SS. Sagramento che ha nella mani accompagnandolo ancora tutto il residuo del popolo con botti di campane.
Si accompagna il Viatico agli infermi, primo col chiamare li Confratelli a suono di campane, e ragunati, il sacerdote con cotta, veste, talare, e stola in mezzo a lumi 14 cantando il Miserere porta con tutta modesta, e riverenza il Viatico al infermo, annonciando a chiunque l’ha accompagnato prima di comunicarlo le indulgenze concedute per tal funzione.
Nella Settimana Santa la predica della Passione si teneva “verso le ore 24” e successivamente si svolgeva “la processione, che dura mezza ora”. Significativa la risposta al quesito circa la sepoltura gratis dei poveri: “Circa del sepelire se si può se ne piglia e dove non ne è perde la chiesa”.
I sacerdoti della Parrocchia erano don Giovanni Miliani, don Basilio “di lui nepote confessore pro utroque sexu”, mentre i chierici erano Lorenzo altro suo “nepote constituito ne quatro minori”, Giovan Batista “altro nepote promosso alli primi due”, Giovan Batista Andreini “promosso al sacro ordine del sudiaconato”. Vi era un’ostetrica, “la Catarina Quartara […] instruta e esaminata e approvata dal Parocho circa il sacramento del Batesimo”.
Così concludeva le risposte don Pasquali nel 1768: “In tal chiesa si fa la beneditione delle ceneri, palme, e candelle a spese del Parrocho, qual Parrocho in tutto il tempo che è stato in tal offizio mai ha tenuto alcuno in canonica, ma è vissuto da povero eremita”.
Il 7 febbraio 1787 il Lomellini aggregava alla Parrocchia di Cavezzana Gordana la soppressa Parrocchia di S. Cristoforo.


Risposte al questionario 1789(2)
Risposte del Rettore di Cavezana Gordana a quesiti fategli da
Monsignore Ill.mo e Rev.mo Vescovo di Sarzana
I. Presentamente la Chiesa Parrochiale di Cavezana Gordana, e
l’Oratorio di S. Christophoro non sono al bisogno d’essere riattate,
perché alli primi anni del possesso rimediai al suo bisogno con la
mia borsa unitamente col popolo, ma è bensì però vero che ambe
le Chiese sono in cima ad una libia, che dà da temere.
II. La Chiesa è sufficientemente proveduta de arredi, e vasi sacri,
e li altari sono mediocramente mantenuti da chi si aspetta.
III. La Parrochia è composta attualmente d’anime n.150.
IV. Il Vescovo di Brugnato aministrò la Chresima in questa Cità
di Pontremoli nella sua Parrochiale l’anno 1777 14 maggio.
V. Tutti li ragazi nati da due anni a questa parte sono stati
ritamente battezati, e nesciuno è morto senza il battesimo.
VI. Tutti quelli che da due anni a questa parte sono morti in
questa Parrochia hanno ricevuto tutti li SS. Sagramenti, uno
eccetto, a cui non ho potuto aministrare altro che la penitenza
per la scarseza di tempo.
VII. Per quanto umanamente posso presto la mia assistenza alli
moribondi col racomandarle caldamente l’anima racomprata da
Christo.
VIII. Li poveri li facio sepelire gratis premesso però le esequie
come fossero richi; ed il cimiterio è ad formam, ma è vicino ad
una libia.
IX. Io tengo appresso di me un inventario de beni stabili, e
mobili, e lo custodisco, perché sono a mio carico.
X. Io tengo ben custodito un libro, in cui descrivo li batezati,
li matrimoni, e morti, e ne porto annualmente una copia al
Vicario Foraneo.
XI. Non abito in canonica, ma in casa mia dentro il distretto
della Parrochia, e più commodo al Popolo, e mi facio servire da
miei fratelli, e nepoti, e dalla serva di casa d’anni 40.
XII. Io sto quasi sempre in Parrochia per servire a bisogno
spirituali del popolo, al più mi porto in Cità per li miei bisogni
spirituali, e temporali, e circa il mezzo giorno ritorno a casa.
XIII. Io celebro alle ore 8 ed applico la messa pro populo tutti
li giorni festivi, e facio la spiegazione del Vangelo alle sole
domeniche.
XIV. Io faccio la dottrina tutti li giorni di domenica quando
non sono impedito, ma non tutti li giorni festivi, il catechismo
in forma di dialogo, e mi servo del Cardinale Bellarmino per le
dotrine de raggazi; per il catechismo delli adulti mi servo delle
dotrine di S. Tomaso, e del Catechismo Romano. Vi sono però
alcuni che non vengono mai alla Parrochia, e sono ignoranti.
XV. Li sacerdoti esistenti nel distretto della Cura sono due, e
confessori cioè il Sig. D. Lorenzo Milliani, ed il Sig. D. Antonio
Agolini cappellano di S. Christophoro. Il Sig. D. Antonio
Milliani diacono. Li assenti dalla Cura sono due cioè il Sig.
D. Batista Andreini confessore, il Sig. D. Luiggi Mariotti
benefiziato.
XVI. La Compagnia suppressa teneva obligo di celebrare messe
n.2 in questa Parrochia di Cavezana Gordana. Il Sig. D. Luiggi
Mariotti è tenuto fare celebrare nel Oratorio di S. Christophoro
messe n.12 alle qualli annualmente sodisfa e ne tengo il libro, in
cui descrivo il numero delle messe.
XVII. Nel Oratorio di S. Christophoro per la distanza dalla Cura
il Cappellano pro tempore vi dice la messa, spiega il Vangelo,
insegna la dottrina, e vi mantiene il SS.mo per li tempi cattivi
dell’inverno.
XVIII. Io tengo custodito un libro appresso di me per descrivere
tutte le messe manuali.
XIX. Il Sig. D. Luiggi Marioti sodisfa alle messe n.12, la
Compagnia suppressa non sodisfa più.
XX. Tutti li sacerdoti esistenti in Parrochia celebrano secondo la
notificazione di Monsignore Vescovo.
XXI. Vi sono nel confessionario le tabelle de casi riservati e delle
scomuniche in Bulla Coenae.
XXII. Li sacerdoti, e chierici per quanto possono servono alla
Cura ed osservano li decreti de Monsignore Vescovo.
XXIII. Nel numero de sacerdoti esistenti in Parrochia non vi
è chi attende al giocho né alla cacia contro li sagri canoni, né
intervenga alli balli, non vi è chi porta armi, né chi conduca
bestie alle fiere con disonore del stato ecclesiastico, e sono
temperati nel vino.
XXIV. Si fanno le Classi, e le Conferenze de Casi Morali, ma vi
mancano sempre molti, e non si notino.
XXV. Le benedizioni che si danno in questa Cura sono in n.25,
e si fanno due Novene, cioè quella del SS. Natale, e l’Assonta
con lumi accesi n.20 e vi assistono tutti li sacerdoti e chierici
con la cotta, e veste talare a forma della notificazione del dì 22
maggio.
XXVI. Il Parrocho pro tempore nella Quaresima, ed Avvento
supplisce alla predica con la spiegazione del Vangelo.
XXVII. Tutti li giorni di domenica e feste si recita il rosario, e
litanie ed una volta al mese si fa la Via Crucis.
XXVIII. Si suona l’Ave Maria alla matina, e alla sera dal
sagristano.
XXIX. Nulla.
XXX. Nulla.
XXXI. Vi è una Confratenita de fratelli eretta in questa Cura
per ordine di S.A.R. intitolata Compagnia di Carità regolata dal
Parrocho, e dal Governatore d’essa Compagnia.
XXXIII. Nulla.
XXXIV. Non vi sono ostetrici a questo fine, ma quando
abbisogna sono tutti li Parrochiali adulti bene instruiti su questo
ponto del modo di batezare in estrema necessità.
XXXV. Per quanto mi è noto non vi è chi tenga libri proibiti
presso di sé.
XXXVI. Nulla a me mi è noto su questo ponto.
XXXVII. In quanto a mali viventi, bestemiatori, e concubinari
non ho fondamento di potere dire cosa veruna su questo, perché
pochi si confessano da me, e ne tan poco sento che vi siano,
quanto poi alle inimicizie vi sono qualche famiglie che non
lasciano quietare gli altri, ma però in cose di poca sostanza.
XXXIX. Li Parrochiani di questa Cura hanno tutti soddisfatto
al precetto della Pasqua ma non posso poi testificare se tutti
siano resuscitati alla vita spirituale.
XXXX. Circa poi l’adempimento de decreti fatti nell’ultima
visita, non mi è ancora pervenuta la copia de tali decreti, ho
procurato bensì per quanto ho potuto di fare che la mia sposa
comparisca, e li suoi figli siano boni, sapendo quanto grande è
la mercede preparata a boni Pastori, ed il castigo preparato alli
Pastori trascurati.
In fede Basilio Milliani Rettore di Cavezana Gordana manu
propria.

Tratto da: Le chiese della Vicaria di Pontremoli negli anni dell’episcopato di mons. Giulio Cesare Lomellini, di Paolo Lapi, Edizioni dell’Assemblea, 2014

(1) Cfr. AVL, Parrocchiali 40/6, docc. 6 e 7

(2) Ibidem doc. 8