Di seguito il resoconto della visita pastorale di mons. Giulio Cesare Lomellini, Vescovo della Diocesi di Luni – Sarzana, alle chiese della Vicaria di Pontremoli e le risposte dei parroci al questionario del 1789. Il testo è tratto dalla pubblicazione di Paolo Lapi, Le chiese della Vicaria di Pontremoli negli anni dell’episcopato di mons. Giulio Cesare Lomellini, Edizioni dell’Assemblea, 2014.
Ceretoli
Giovedì 4 agosto 1768
Parrocchiale di S. Martino vescovo
Rettore D. Francesco Saverio Angelini di Pieve di Bagnone 55 anni,29 di cura
Anime 105, da comunione 80
Altare maggiore
Altare del SS. Sacramento e di S. Antonio
Altare della Beata Vergine delle Grazie
Confraternita della SS. Trinità
Cimitero
In Ceretoli (1) vi era la sola chiesa parrocchiale sotto il titolo di S.
Martino, festeggiato l’11 novembre, ritenuta “per tradizione” consacrata “perché v’erano le croci dipinte su muri”, ma si dubitava che fosse ancora tale perché “rinovata, parte per parte, e ristaurata, e rintonicata”.
L’anniversario della sua Dedicazione veniva celebrato l’11 luglio.
La struttura della chiesa era “decens”. Non vi era Opera (2) e la chiesa si manteneva grazie al popolo “con carità, e limosina, o tassa amministrate sotto” la “direzione” del Parroco.
Tre erano gli altari eretti nella chiesa, tutti “senza dote veruna, mantenuti di limosine, anzi uno laterale derelitto senza pietra sacrata, servendo esso per il sepolcro [del Giovedì Santo]”. Si trattava dell’altare della Beata Vergine delle Grazie, eretto per devozione dal popolo. Per questo altare, prima del 1778, venne creata un’apposita Opera “coll’onere di mantenere l’altare, e statua, e cera per le fonzioni, ed esposizioni”. Una casa di sua proprietà venne destinata “per la camera de morti”.
L’altro altare laterale era quello del SS. Sacramento e di S. Antonio, a cui era aggregata la Confratenita della SS. Trinità che svolgeva anche la funzione di Confraternita del SS. Sacramento.
Questa Confraternita era “ascritta e aggregata alla Confraternita della SS.ma Trinità eretta nella Chiesa di S. Geminiano di Pontremoli, sotto la di cui regola vive senza veruno assegnamento, dote, fondo, entrata”. Era diretta da un Priore eletto annualmente e ciascun Confratello si manteneva “del proprio la cera per le fonzioni, e processioni del SS.mo Sacramento”.
Nella chiesa era custodita la reliquia di S. Martino che si esponeva “nel giorno del suo Santo il dì 11 novembre”. Questa, munita della sua autentica rilasciata dal Vescovo di Terni il 3 aprile 1742, era stata riconosciuta in tal anno dal vicario foraneo Cortesini e poi riapprovata, nella visita del 1760, da mons. Lomellini.
La condotta morale in paese era regolare, come pure la vita liturgica-pastorale. La dottrina cristiana si insegnava in tutte le feste essendo mandati “da padri i loro figliuoli”. Non c’era neppure qui una “scuola di dottrina cristiana per il poco Populo, e tutto povero, astretto in buona parte alla mendicità, e giornale industria, e mantenimento”.
La processione “nella festa del Corpo del Signore” veniva fatta dalla Confraternita “con dodici lumi almeno avanti, e altrittanti delle donne addietro”. Ad essa competeva pure accompagnare il Viatico agli infermi “con dodici lumi, e se per tempi impropri con quattro lanterne, a spesa d’essa Confraternita, o della Casa de’ comunicandi, se non sono ascritti ad essa Confraternita”. La predica della Passione si teneva la mattina del Venerdì Santo. Nei funerali dei poveri, celebrati rigorosamente gratis, provvedeva in misura uguale il Rettore “per l’altare” e la Confraternita “per il cataletto”. Il cimitero era invaso da erba e virgulti e mancava della croce centrale.
I beni stabili della Parrocchia erano “tutti a mezzadria”, rendendo “di parte dominicale assieme alla decima considerato il fertile col sterile scudi cento da lire sette moneta di Pontremoli, dico scudi 100”, dai quali “dedotti li oneri de […] legati di messe, e le messe
festive, e le candele, e palme, il mantenimento di cera per tutte le fonzioni festive, e feriali, si riduce l’annua entrata per mantenimento del Rettore e de fondi, e stabili suddetti a scudi sessanta simili da lire 7 di Pontremoli, dico scudi 60”.
Il Parroco teneva in canonica suo nipote Daniele Angelini di Mocrone “per occasione de studii chierico, che va, e procede in abito clericale”.
Risposte al questionario 1789 (3)
Ceretolo – Nota delle risposte alli quesiti ricercati da Monsig.
re Vescovo di Sarzana secondo la lettera circolare in data del dì
16 novembre1789.
- Nella Chiesa Parochiale vi sono due finestre cadenti, non
si acomodano perché prima la Cassa Ecclesiastica aveva
principiato a fare acomodare la suddetta Chiesa, e acomodata
che fosse, era statto obligato il Parocho per aumento di congrua
a mantenerla, le fabriche sono statte sospese, la congrua più non
susiste, si che al presente non si sa a chi s’apartenga. Oratori
non essere. - La Chiesa essere sufficientemente, e decentemente provista di
sacri aredi e vasi sacri, non essere altari indecenti, la manutenzione
s’apartiene al Parocho susistendo la congrua. - La Parochia essere composta di anime n.154.
- La Cresima non esser statta tenuta 1768 in qua.
- Da due anni in qua non esser morto alcun fanciulo senza
Batesimo. - In detto tempo non esser morto alcuno adulto senza
Sacramenti. - Sono tre anni che non è morto alcuno adulto, quando sono
morti sono statti asistiti con la racomandazione del anima. - Poveri sepelirsi gratis; cimiterio essere in forma.
- Avere fatto l’inventario de stabili, e mobili, e conservarsi.
- Tenere nel suo armario con chiave i libri de Batesimi, e
Morti e Matrimoni a forma. - Il Parocho abita nella canonica, non ritiene presso di sé
alcuna femina, soltanto un uomo per suo servizio. - Non assentarsi dalla Cura se non per qualche ore portandosi
in Pontremoli per suoi affari. - Il Parocho tutti i giorni festivi celebra la messa parochiale
nella propria Cura, in tempo d’estate circa le ore sete, in tempo
d’inverno circa le ore otto, aplica la messa pro Populo, e fa la
spiegazione del Vangelo. - La Dotrina Cristiana si fa in tutte le domeniche ai fanciuli,
e il Catechismo alli adulti, il metodo è questo prima si fa la
Dotrina e dopo si fa il Catechismo, il Parocho si serve per libro
il P. Pietro Maria Ferreri, non essere alcuno adulto per quanto
posso sapere che non sapia le cose necessarie per salvarsi. - Non esservi alcuno sacerdote, soltanto un chierico per nome
Michele Angelo Mazetti ordinato alli primi due Ordini minori
è benefiziato. - Le messe da celebrarsi nella chiesa di S. Martino di Ceretolo
essere n.77 tenersi nota in sagrestia. - Oratori non essere.
- Il Parocho per non essere altro Sacerdote tiene lui registro
di dette messe. - I legati non adempiti sono primo un legato di messe dieci
annue, e questo s’apartiene a Giò Domenico Romiti, e sono
anni quatordici che non ha sodisfato essendo uomo povero, e
carico di famiglia. Secondo è di messe sei annue, e questo era
della suppressa Compagnia della SS.ma Trinità, e questo non è
sodisfato per un anno per essere obligata la Cassa Ecclesiastica.
Terzo è di messe sei annue obligate nella chiesa parochiale di
S. Martino di Ceretoli, questo è sodisfato fori di detta chiesa,
spettasi a Nicolò Pasqualeti. - I Sacerdoti celebrano la S. Messa con veste talare oservando
le Rubriche, adoprano la stola nel confessare, e celebrano la
messa con devotione. - Ne’ confessionari tenersi le tabelle de casi riservati e
scomuniche riservate. - Tanto i Sacerdoti quanto i Chierici vanno in abito, tonsura
secondo i decreti del Vescovo, e servano alla chiesa. - Non essere.
- Farsi la conferenza de casi morali.
- Le fonzioni che si fano nella suddetta chiesa sono la terza
domenica di maggio si porta in processione l’imagine della
B.ta Vergine delle Grazie, il giorno del Corpus Domini si fa la
processione col SS.mo Sacramento, la novena del S.to Natale,
tutte le prime domeniche del mese dopo il vespero si canta il
noturno de morti dopo si dà la benedizione con la piside, i tre
giorni del Carnevale, i Venerdì di marzo, la quarta domenica del
mese si fa la Via Crucis, il dì 13 giugno si porta in processione
l’imagine di S. Antonio, tutte le feste, prima della messa, e del
vespero si dice il rosario; le suddette benedizioni si dano con
dodici lumi, per non essere Sacerdoti il Parocho è asistito da un
solo chierico. - Per la predica della Quaresima, e Avento suplisce il
Parocho. - Non esservi introdota alcuna particolar divozione.
- Si sona l’Ave Maria matina, e sera col segno per sufragio de
morti. - Conventi non essere.
- Non essere Monasteri, né Conservatori.
- Esservi una monaca del suppresso Monastero di Codiponte,
non porta l’abito se non quando s’accosta a Sacramenti, il suo
vivere è di andare a zapare, vangare, e portare carichi ad uso de
contadini, in tutto altro è esemplare. - Esservi la Confraternita di Carità ereta per ordine di S.A.R.
con la pastorale del Vescovo, soto la diretione del Parocho. - Maestri non essere.
- Esservi due ostetrici di buoni costumi, e bene instruite circa
il conferire il Batesimo in caso di necesità. - Non essere.
- Non essere.
- Non essere.
- Non essere.
- Tutti avere adimpito al precetto pascale.
- Essersi adempito tutto quelo che è statto comandato nel
ultima visita.
Io P. Giò Pesella Rettore di Ceretoli
Tratto da: Le chiese della Vicaria di Pontremoli negli anni dell’episcopato di mons. Giulio Cesare Lomellini, di Paolo Lapi, Edizioni dell’Assemblea, 2014
(1) Cfr. AVL, Parrocchiali 43/6, docc. 18 e 19
(2) Nel 1778 risulta presente l’Opera parrocchiale
(3) Ibidem, doc. 23