LA CHIESA DI GRONDOLA NELLA VISITA PASTORALE DI MONS.LOMELLINI DEL 1768 E NELLE RISPOSTE AL QUESITO DEL 1789

Di seguito il resoconto della visita pastorale di mons. Giulio Cesare Lomellini, Vescovo della Diocesi di Luni – Sarzana, alle chiese della Vicaria di Pontremoli e le risposte dei parroci al questionario del 1789. Il testo è tratto dalla pubblicazione di Paolo Lapi, Le chiese della Vicaria di Pontremoli negli anni dell’episcopato di mons. Giulio Cesare Lomellini, Edizioni dell’Assemblea, 2014.

Grondola
Mercoledì 17 agosto 1768
Parrocchiale di S. Nicodemo martire
Rettore D. Giovanni Andrea Bellotti di Grondola ( ) anni, 2 anni di cura
Anime 240, da comunione 163
Altare maggiore
Altare della Beata Vergine Maria della Consolazione
Altare di S. Lucia
Confraternita del SS. Sacramento
Confraternita della Beata Vergine della Cintura
Cimitero


Mercoledì 17 agosto
Oratorio del SS. Corpo di Cristo in Grondola
Un solo altare
Oratorio distrutto per restaurare la chiesa parrocchiale


Mercoledì 17 agosto
Oratorio della Beata Vergine Maria “de Monte Masio”, oggi
Montemese
Cappellano D. Antonio Botti
Un solo altare
Beneficio semplice


Nel territorio di Grondola (1) vi era la chiesa parrocchiale dedicata a S. Nicomede martire, festeggiato il 15 settembre, e un oratorio “chiamato Monte Mese sotto il titolo della SS.ma Anonciata” di cui era cappellano don Antonio Botti “di Terra Rossa”. Durante recenti lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale, che avevano tolto l’umidità “più che sia stato possibile”, era stato distrutto un altro oratorio ad essa contiguo, dedicato al SS. Corpo di Cristo, dotato di un solo altare e sede della omonima Confraternita.
La Dedicazione della Parrocchiale si celebrava il 2 giugno e si riteneva consacrata.
Alla popolazione spettavano il “restauramento, ed repparazione” della chiesa, non avendo questa “veruna entrata”.
Nella chiesa vi erano tre altari: l’altar maggiore, “mantenuto a forza di questua” amministrata da appositi Massari eletti annualmente, l’altare della Beata Vergine della Cintura o della Consolazione, a cui era eretta l’omonima Confraternita, e l’altare di S. Lucia, a cui era eretta la Confraternita del SS. Sacramento, “mantenuto dalli Confratelli ma non si sa l’erezione” poiché “privi del Breveto della fondazione”.
La Confraternita della Madonna della Cintura fu fondata, con licenza del vicario generale Berni, il 2 giugno 1646, dopo che gli abitanti di Grondola avevano assunto l’obbligo di rendere i conti nelle mani del Rettore della Parrocchia. Questa la significativa supplica inviata al Vescovo per l’erezione della Confraternita nell’aprile 1646:
Ill.mo e Rev.mo Monsig. Col.mo. Prete Andrea Parasachi Rettore della Parochiale Chiesa di Grondola, e li huomini di detta Villa humilissimi, e devotissimi sudditi, et servi di V.S.
Ill.ma e Rev.ma, havendo essi nella sua chiesa una effiggie della Madonna Santissima, la quale molti anni sono la prima domenica di giugno è portata per detta Villa con gran devotione con molti Sacerdoti, e Confraternità, et con gran concorso di Popolo da tutte le parti; ma perché non è intitolata a Religione alcuna, detti oratori hanno divotione alla Religione de frati di S. Agostino della Nonciata di Pontremoli della Cintura; che perciò ricorrano all’innata cortesia di V.S. Ill.ma, e Rev.ma humilmente supplica farli gratia di potere far eregere, et intitolare detta Madona della Compagnia della Cintura, che di tal gratia ne restaranno perpetuamente obbligatissimi, ad quam Deus (2).
Non vi erano “indulgenze perpetue” “se non per li cinturanti che sono ascriti nella Cofraternita della Cintura”.
La povertà della Parrocchia faceva tollerare l’esiguità e la modestia delle suppellettili sacre. La canonica era “inabitabile”, ed il Parroco risiedeva “in casa paterna”. L’unica emergenza, dal punto di vista morale, era la presenza di “due coniugati”, Michele Musetti e Maria Fenocchi, che vivevano “separati”. Due erano i sacerdoti della Parrocchia, don Lorenzo Berti e don Giovanni Fenocchi, entrambi abitanti nella Diocesi di Cremona.
La processione del SS. Sacramento si svolgeva “nella sua festa, ed da pocco tempo in qua la terza del mese con ordine, solo accompagnato da quatro lumi al più sei”. Agli infermi il Viatico si portava “con ordine, ma soll’accompagnato con quatro, o sei lumi al più, ed s’anonciano l’indulgenze concesse”.
Il SS. Sacramento si esponeva “tutte le feste solene secondo l’uso e tutte le feste della Quaresima, ed ancora li tre giorni Carnevale, l’Ottava de defonti ed la novena del SS.mo Natale messe in uso dopo il mio possesso e si servi il Decreto”.
La dottrina ai fanciulli si teneva tutte “le feste non impedite, ma sono negligenti ad intervenire”.
Il cimitero doveva essere circondato da un muro e munito di croce nel centro. I “poveri”, affermava il Parroco, “non è dubbio che si sepeliscano gratis”.
L’oratorio della Madonna di Montemese era posto nel territorio parrocchiale di Grondola e aveva in quegli anni come cappellano titolare del Beneficio in esso costituito don Antonio Botti di Terrarossa il quale l’aveva trascurato a tal punto che l’edificio venne interdetto. Negli anni successivi, alla luce dell’inattività del detto Cappellano, la popolazione si attivò per recuperarlo, così che il Beneficio venne unito poi alla Parrocchiale. Nel 1772 Nicolò Maria Righetti, inviato dal Vescovo per conoscere l’intenzione di quella popolazione circa l’oratorio, affermava che, iniziando il suo discorso con essa, non solo “gli uomini, ed anche li picoli ragazzi, quant’anche le donne tutte” chiedevano qualche “provedimento alla povera Chiesa di Montemesio fuori d’ordine oppressa, della quale [era] in gran parte scoperto il tetto, le mura pregiudicate, decaduto l’altare, ed in specie a terra la Sacra Pietra, ruinato il pavimento, e guasta la porta”. Inoltre i campi del Benefizio erano “fuor d’ordine coltivati”, non si potavano le viti, “facendosi di continuo taglio di piante da Chiese della Vicaria di Pontremoli della Diocesi di Luni-Sarzana 240 frutto”. Il profondo attaccamento della popolazione a questo oratorio era dovuto soprattutto alla presenza in esso di “un’Immagine della B.V. tanto Miracolosa” (3).


Risposte al questionario 1789 (4)


Risposta a quesiti della Circolare datta nella Città di Sarzana
il dì 10 ottobre 1789 per Monsig. Ill.mo, e Rev.mo Giulio
Cesare Lomellini Vescovo di Luni Sarzana del sacerdote
Francesco Maria Pelliccia Rettore di Grondola sotto il titolo
di S. Nicomede.
Risposta al 1°: Tanto la Chiesa, che l’Oratorio non ha bisogno
di riattamento.
Al 2°: Essere per ora sufficientemente proveduta di sacri arredi,
e vasi sacri; e di non esservi altari indecenti. La manutenzione
presentemente spettasi al Parroco, giusto l’ordine di S.A.R.
attesa la congrua.
Al 3°: La Cura è composta di 281 anime.
4°: Sono anni 22 da che non si è tenuta la Cresima.
5°: Negative.

  1. Una donna, che fu ritrovata alla mattina morta, senza essere
    ammalata la sera. Erano però passati pochi giorni da che s’era
    confessata, e comunicata.
  2. Avere prestata la dovut’assistenza a moribondi, com’anche la
    raccomandazione dell’anima.
  3. Gli poveri si sepelliscono gratis; ed essere in forma il
    cimitero.
  4. Essersi fatto, e conservarsi.
  5. Tenersi a dovere.
  6. Abita nella canonica, e ritiene presso di sé una sua sorella in
    età d’anni 40.
  7. Mai essersi assentato dalla Cura, se non giorni sei, per essersi
    portato a codesta Città per un concorso.
  8. Di celebrare tutti gli giorni festivi la messa parrocchiale
    nella propria Cura all’ora nona, applicandola pro Populo, e
    spiegando il Vangelo.
  9. Si fa la Dottrina a fanciuli, ed il Catechismo agli adulti; la
    Dottrina avanti la messa parrocchiale, ed il Catechismo avanti i
    vesperi, servendosi del Belarmino, Ferreri, Segneri, e Cristiano
    Istruito, e Guidi.
  10. Non essere nei limiti di questa Cura alcun Sacerdote, un solo
    Chierico constituito ne’ quattro minori nominato Tommaso
    Micheli, un Sacerdote assente detto Lorenzo Berti, e niuno
    benefiziato. Il soddetto Berti abita in Cremona.
  11. Oltre la messa festiva è tenuto il Parroco celebrare altre messe
    quattro nella Chiesa Parrocchiale; ed altre messe 12 è obbligato
    celebrarle nell’Oratorio detto S.ta Maria di Montamesio, e
    tenersi la dovuta vachetta.
  12. ( )
  13. Tenersi.
  14. Pur troppo trascurasi l’adempimento de legati, e come
    meglio da notta qui acclusa, alla quale.
  15. Da Sacerdoti, che celebrano in questa Chiesa s’adopra la
    veste talare, s’osservano le rubriche, e non si precipita la messa;
    da Confessori adoprasi la veste talare, con cotta, e stola.
  16. Tenersi.
  17. Osservarsi.
  18. Negative.
  19. Affirmative.
  20. Farsi tre fonzioni, cioè portasi processionalmente la B.
    Vergine della Cintura la prima domenica di giugno e l’ultima
    di settembre, e si solennizza il Titolare. L’esposizione si fa nella
    terza domenica di cadaun mese con processione, e 20 lumi
    all’altare, la Novena del SS. Natale, il giorno pure di Natale,
    ultimo, e primo dell’anno, Pasqua, Pentecoste, Corpus Domini,
    e il giorno di tutti gli Santi; così pure i Venerdì di marzo,
    assistendovi il chierico Tommaso Micheli con la maggiore
    esemplarità.
  21. Supplisce il Parroco.
  22. Essersi introdotta la Via Crucis in cadauna ultima domenica
    del mese, così anche gli Venerdì di marzo.
  23. Affirmative.
  24. Negative.
  25. Negative.
  26. Negative.
    Chiese della Vicaria di Pontremoli della Diocesi di Luni-Sarzana
  27. Esservi la Compagnia di Carità instituita d’ordine di S.A.R.,
    governata da un Governatore, Camerlingo, 4 Buoni uomini,
    due Consiglieri, e due Scrivani.
  28. Negative: si fa però dal Parroco.
  29. Ostetrici quattro di buoni costumi, ed anche ammaestrate.
  30. Negative.
  31. Negative.
  32. Non esservene, per quanto sappiasi.
  33. Esservi un tal Giorgio Sachetti, quale sono di già anni 14
    che non coabita con Cattarina Fenochi sua moglie, ma sono in
    età avanzata e mai vi è stata maniera da indurli a coabitare dopo
    anche varie esortazioni.
  34. Avere tutti soddisfatto.
  35. Affirmative.
    Datta dalla canonica parrocchiale di S. Nicomede di Grondola
    questo giorno 16 dicembre 1789
    Per fede io Francesco Maria Pelliccia Rettore di Grondola.

(1) Cfr. AVL, Parrocchiali 49/5, doc. 11

(2) Ibidem, doc. 3

(3) Ibidem, doc. 13

(4) Ibidem, doc. 19

Tratto da: Le chiese della Vicaria di Pontremoli negli anni dell’episcopato di mons. Giulio Cesare Lomellini, di Paolo Lapi, Edizioni dell’Assemblea, 2014