LA CHIESA DI SUCCISA NELLA VISITA PASTORALE DI MONS. LOMELLINI DEL 1768 E NELLE RISPOSTE AL QUESTIONARIO DEL 1789

Di seguito il resoconto della visita pastorale di mons. Giulio Cesare Lomellini, Vescovo della Diocesi di Luni – Sarzana, alle chiese della Vicaria di Pontremoli e le risposte dei parroci al questionario del 1789. Il testo è tratto dalla pubblicazione di Paolo Lapi, Le chiese della Vicaria di Pontremoli negli anni dell’episcopato di mons. Giulio Cesare Lomellini, Edizioni dell’Assemblea, 2014.

Succisa
Mercoledì 17 agosto 1768
Parrocchiale delle S.S. Felicita e Perpetua martiri
Rettore D. Angelo Maria Micheli di Succisa 68 anni, 39 anni di cura
Anime 323, da comunione 233
Altare maggiore
Altare di S. Zita
Altare della Beata Vergine Maria del Suffragio
Altare di S. Antonio Abate
Altare del SS. Rosario
Confraternita del SS. Sacramento
Confraternita del SS. Rosario
Confraternita del Suffragio
Cimitero


Mercoledì 17 agosto
Oratorio di S. Giuseppe confessore – Pollina di Succisa
Eretto dal fu Francesco Ricci e mantenuto dagli eredi
Un solo altare


Nel territorio di Succisa (1) vi era la chiesa parrocchiale sotto il titolo delle S.S. Felicita e Perpetua, festeggiate il 7 marzo, e un oratorio “nella Villa di Pollina sotto titolo di S. Giuseppe mantenuto dalla Casa de Sig.ri Ricci di Pontremoli”.
La chiesa parrocchiale era consacrata e l’anniversario della Dedicazione si celebrava il 3 maggio. La sua riparazione “tocca al Popolo, et alli Massari della Chiesa, quali rendono conto della sua amministrazione al Parroco”.
Vi erano cinque altari, “cioè l’altar maggiore, l’altare del SS.mo Rosario, l’altare di S. Antonio Abbate, l’altare del Suffraggio, qual è privilegiato, e l’altare di S. Zita Vergine”. La presenza di un altare dedicato a S. Zita ed eretto dagli abitanti di Succisa nel 1655 è legata alla tradizione che vuole S. Zita di origini proprio di Succisa. Le origini pontremolesi di S. Zita sono così ricordate da p. Bernardino Campi:
Nacque ella nella villa della Colla di Succisa, giurisdizione di Pontremoli; suo padre fu Giovanni de’ Bernabovi della suddetta villa, il quale, […] si portò ad abitare nella villa di Monsagrato, dominio de’ Lucchesi, conducendo insieme seco, con la povera
famiglia, ancora la fanciulla Zita.
Lo stesso Campi precisava: “sino al presente si vedono nella predetta villa di Colla le vestigia della di Lei casa” (2). E così si legge pure in una descrizione del Pontremolese di metà ‘700: “È originaria da una villa detta Sucisa di detto Territorio S. Zitta morta in Lucca, ed in detta Villa ad inter[ces]sione di detta Santa ha operato Iddio miracoli, e continue grazie”97. Anche il Targioni Tozzetti ricorda come “nella predetta Villa di Colla, monstransi le rovine della di lei Casa paterna” (3).
Il culto di S. Zita era profondo in Succisa come dimostrano la presenza, nella chiesa, della “Reliquia di S. Zita, cioè pezzo di velo”, che si esponeva per “la festa di S. Zita, cioè li 27 aprile”, e inoltre l’indulgenza plenaria per lo stesso giorno concessa “ad septennium”.
Nella chiesa vi erano la Confraternita del SS. Sacramento eretta all’altare di S. Antonio Abate, la Confraternita del SS. Rosario e la Confraternita del Suffragio erette entrambe ai rispettivi altari. Queste erano “state erette da tempo immemorabile”, non vi erano “instrumenti, né memoria della loro fondazione, fuoriché la Compagnia del SS.mo Rosario, che fu eretta l’anno 1637 li dodici luglio”.
Ogni Confraternita tiene i libri distinti delle sue entrate, e spese, li quali si tengono dal Paroco, e da esso si scrive il dato, et il ricevuto, così pregato da detti Massari. L’entrata della
Confraternita del SS.mo Sacramento consiste in scudi sei di questa moneta, et è obligata a far celebrare una messa il mese, e messe 14 l’anno per un altro legato, le quali si sodisfano di continuo. L’entrata della Confraternita del Suffraggio consiste in sole limosine, e a l’obligo di messe due il mese, le quali di continuo si sodisfano, et a questa è annesso l’altare di S. Zita, l’entrata del quale è di scudi sei, e si esibisce l’inventario delli
beni delle dette Confraternite.
Ciò che avanzava dalle loro rendite si impiegava “in benefizio della chiesa”. Erano amministrate dai Massari, eletti “dal Paroco, e da Massari vecchi d’accordo in Chiesa coram Populo”.
Regolare la vita pastorale-liturgica. Si faceva “la processione del SS.mo Sacramento tutte le terze domeniche di ciascun mese accompagnata da questo Clero con torcie accese, e dalle Confraternite con le candele accese in mano”. Il Viatico si portava agl’infermi accompagnato “con sei lumi accesi in sei lanternini”. Il Venerdì Santo si teneva la predica della Passione “circa il mezzo giorno”.
Vi erano tre sacerdoti “commoranti in questa Parrocchia, cioè il Sig. D. Giuseppe Ferrari, il Sig. D. Lorenzo Micheli, et Sig. D. Giambattista Musetti niun confessore, e due cherici promossi alli due primi minori, cioè Pietro Francesco Micheli, et Antonio Maria Musetti”.
In Parrocchia venivano segnalati “Pietro Francesco Ferrari, e Giò figlio del fu Matteo Fanti, quali per quanto io sappia non hanno sodisfatto al precetto pasquale”.


Risposte al questionario 1789 (5)

  1. Nella Chiesa di Soccisa vi è bisogno di riattamento, ed è quasi
    interdeta, mentre per la metà fu rifata a spese delle Confraternite
    di detta Parrocchia, ed ora, che non vi sono più le Confraternite,
    la Cassa Regia non fa cosa veruna.
  2. La Chiesa è sufficientemente proveduta di sacri arredi, e vasi
    sacri, e vi sono due altari indecenti, e se la Chiesa non si termina
    non vi è maniera di renderli decenti.
  3. La Parrocchia è composta di anime 400 circa.
  4. Sono anni 23 che non si è tenuta la Cresima.
  5. In questa Parrocchia non è mai morto fanciullo senza
    Battesimo.
  6. In questa Parrocchia non è mai morto verun adulto senza
    Sacramenti da due anni in qua, né in altro tempo, eccettuata
    una donna per nome Anna Maria Fanti morta quatro anni fa, e
    questo seguì per trascuragine de domestici.
  7. Alli moribondi si è fatta la dovuta assistenza con la
    raccomandazione dell’anima.
  8. I poveri si seppelliscono gratis, e il cimitero non è in forma,
    anzi tanti contadini di questa Cura vi pasano per mezzo nel
    andare a suoi campi, e pretendono di passarvi.
  9. Il Parrocho tiene appresso di sé l’inventario de beni stabili, e
    mobili della sua Parrocchia.
  10. I libri del Battesimo, de Matrimoni, e de Morti si tengono
    a dovere.
  11. Il Parrocho abita in canonica, e tiene per serva una donna
    di anni 63.
  12. Il Parroco non si assenta dalla Cura.
  13. In tutti i giorni festivi applica la messa pro Populo a norma
    della Bolla di Benedetto 14°, e questa la celebra all’ora terza e
    fa la spiegazione.
  14. Nelle domeniche si fa sempre la Dottrina alli fanciulli, e
    il Catechismo agli adulti, e si adoprano il Penitente instruito,
    Berlamino, Turloto, Antoine, e vi sono tanti ignoranti, che
    non intervengono mai alla Dottrina, e pretendono di non esser
    interrogati, e qui bisognerebbe trovarvi ripiego.
  15. Quatro Sacerdoti sono in questa Cura, uno per nome D.
    Giuseppe Ferrari sacerdote semplice, l’altro D. Agostin Ferrari
    pure sacerdote semplice, D. Giò Batta Musetti sacerdote
    semplice, e D. Francesco Ferrari confessore assente, e abitante
    in Livorno con un Beneficio semplice.
  16. Gli obligi delle messe che si devono celebrare nella Chiesa di
    Soccisa sono molti, e di questi si tiene la nota in sagrestia, e non
    vi è obligo alcuno di messe da celebrarsi in qualche oratorio,
    mentre non vi è se non un oratorio proprietario di Casa Ricci.
  17. In detto oratorio publico si celebra la messa quasi tutte le
    feste per la distanza dalla Parrocchiale, e per i tempi cattivi,
    e torrenti difficili da passarsi, ed ivi si fa dal Celebrante la
    Dottrina.
  18. Si tiene un libro, in cui si registrano le messe perpetue, e
    manuali, e la soscrizione.
  19. Non vi è alcuno, che trascuri di adempire i legati. Messe
    in perpetuo contingenti al Rettore pro tempore 28. Messe in
    perpetuo contingenti alli Eredi di Giò Batta Tonelli 10. Messe
    in perpetuo contingenti alli Eredi di Antonio Maria Michelli
  20. Messe in perpetuo contingenti alli Eredi di Girolamo della
    Catta 11. Messe in perpetuo contingenti alli Eredi del Sig.
    Alesandro Maraffi di Pontremoli, e qui non costa che abino
    mai sodisfatto 12. Messe in perpetuo contingenti alli Eredi di
    Giacomo Ferrari 5. Messe in perpetuo contingenti alli Eredi
    di Giò Abba 4. Messe in perpetuo contingenti alli Eredi di
    Pietro Francesco Belforti 6. Messe in perpetuo contingenti alli
    Eredi di Andrea Tonelli 2. Messe in perpetuo contingenti alli
    Eredi di Domenico Antiga 3. Messe in perpetuo contingenti
    alli Eredi del Sig. Giò Pellegrino Maraffi di Pontremoli 6.
    Messe in perpetuo contingenti alli Eredi di Giacomo, e
    Pier Francesco Ferrari, e qui non costa che abino mai fatto
    sodisfare 12.
  21. Qui va tutto a dovere.
  22. Ne confessionari si tengono le tabelle de casi, e scomuniche
    riservate.
  23. Tanto i Sacerdoti, quanto i Chierici osservano i decreti del
    Vescovo circa il vestito clericale, e servizio della Chiesa.
  24. Tra essi non vi sono giocatori, bevitori, cacciatori, né che
    intervengono a balli.
  25. A suoi tempi si fanno le classi, e i semplici Sacerdoti non vi
    intervengono mai.
  26. Si fa la fonzione in tutte le feste solleni, e si dà la benedizione
    col SS.mo in detti giorni, come pure si fa l’esposizione del
    Venerabile tutte le prime domeniche del mese con lumi 17 con
    l’assistenza de Sacerdoti.
  27. Nell’Avvento il solo Parroco predica.
  28. Tutti i giorni si dice la messa alla mattina con la recita del
    rosario, e litanie.
  29. Alla mattina, e alla sera si suona il segno dell’Ave Maria.
  30. Nella Cura non vi sono Conventi de Regolari.
  31. Non vi sono Conventi di Monache.
  32. Non vi sono Conventi di Monache soppressi.
  33. Vi è solamente la Compagnia della Carità.
  34. Non vi sono maestri di scuola.
  35. Non vi sono ostetrici.
  36. Per quanto io so non vi è persona veruna, che tenga presso
    di sé libri proibiti.
  37. Non vi sono malefici.
  38. Nella Cura vi sono alcuni malviventi, come un Luigi Pizani,
    Angelo Maria figlio del q. Francesco Ferrari, Angelo Maria figlio
    del q. Domenico Ferrari.
  39. Non vi sono coniugati, che non coabitano.
  40. Tutti i Parrocchiani hanno adempito il precetto pasquale
    (eccettuato un certo Angelo Maria del q. Domenico Ferrari).
  41. Si sono adempiti i decreti fatti nell’ultima visita.
    In fede io Pietro Gussoni Rettore di Soccisa questo dì 28
    decembre 1789.

(1) Cfr. AVL, Parrocchiali 70/2, doc. 3

(2) B. Campi, Memorie Storiche della Città di Pontremoli, Pontremoli, 1975, pp. 88-89. A Colla di Succisa, nel luogo dove per tradizione era la casa della Santa, sorge una cappella con una lapide che recita: “Qui esisteva la casa di S. Zita il popolo di Succisa per sua divozione questo monumento erigeva nell’anno 1883”.

(3) Biblioteca Comunale “C. Cimati”, “Fondo Antico”, Miscellanea pontremolese e di Lunigiana, atto 121, c.n.n.

(4) Targioni Tozzetti, Relazioni di alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana per osservare le produzioni naturali e gli antichi monumenti di essa, Vol. XI, rist. anast., Sala Bolognese, 1972, p. 401

(5) AVL, Parroccchiali 70/2, doc. 9

Tratto da: Le chiese della Vicaria di Pontremoli negli anni dell’episcopato di mons. Giulio Cesare Lomellini, di Paolo Lapi, Edizioni dell’Assemblea, 2014