Il borgo di san Cristoforo è stato probabilmente l’ultimo dell’Alta Lunigiana ad essere raggiunto dall’elettrificazione.
Come ricorda il Liber Chronicus, la prima cosa che gli abitanti chiesero al nuovo parroco, Don Renato Beccari, che il 29 marzo 1953 prendeva possesso della parrocchia era il suo interessamento presso le autorità affinché anche San Cristoforo potesse beneficiare dell’illuminazione elettrica.
Nel 1955 don Renato riuscì finalmente a costituire il Consorzio tra le famiglie, come previsto dalla legge del 22 maggio 1952, ma vi era da superare il pesante ostacolo della spesa. Il preventivo, predisposto dal geom. Attilio Bergamaschi di Pontremoli, prevedeva sei milioni di costi dei quali il 50% a carico dello Stato; i rimanenti tre milioni suddivisi per famiglia portavano ad un onere ancora troppo alto, 150.000 a testa. Decisivo l’intervento del Comune che nella persona del Sindaco Luigi Serni deliberò l’intervento riducendo il costo a 42.000a famiglia.
La strada era spianata, nel giro di pochi mesi ogni casa di San Cristoforo sarebbe stata illuminata a dovere.
L’evento venne celebrato con grande partecipazione di popolo e autorità, con la benedizione del Vescovo Giuseppe Fenocchio, come ci ricordo “un frazionista” in un articolo pubblicato sul Corriere Apuano dell’epoca:
“Le nostre veglie da una settimana a questa parte ricevono una nota di particolare serenità ed allegria, non ci si accorge del tempo che passa e il vino, bevuto in sana compagnia, meglio che ma dà fiato ai canti serali e prolunga sino alle ore piccole le partite a carte. È tutta un’altra cosa: non più lucignoli, candele steariche, carburo, ma la luce elettrica rallegra la nostra casa e rischiara a giorno anche nei più reconditi ripostigli.
Lenta ed incerta è stata per noi l’attesa di un tanto caro beneficio, ma altrettanto bella e solenne è stata la realizzazione, grandiosa l’inaugurazione. Che giornata quella del 15 dicembre u.s.! Mai avremo più l’onore di ospitare tante Onorevoli Personalità nella nostra frazione come allora! Una giornata che rimarrà viva nella memoria dell’adulto e del bambino. Chi potrà gustare di nuovo quello stupendo momento in cui, con il giro di un interruttore, si è visto per la prima volta rischiarare tutta la casa! Da oltre vent’anni la popolazione di San Cristoforo attendeva e si studiava per trovare la via giusta da poter riuscire in questo lavoro troppo difficile per le poche famiglie, troppo costoso perché troppo sparso il paese. Molto ha fatto il paese, ma bisogna pur convenire che, senza l’intervento e l’aiuto della Amministrazione Comunale a cui va il nostro ringraziamento vivo e cordiale ed il nostro incoraggiamento a far di ogni tappa una conquista, ancor oggi saremmo allo stato di partenza.
E come chi non riesce a credere ai propri occhi ripensandovi, così ora che, nella nostra casa, beati e pacifici ci godiamo tanto splendore non possiamo fare a meno di meditare fra noi: “Venti mesi orsono il Sindaco ci promise il Suo aiuto….lo credevamo uno sfogo elettorale ed invece….” E quell’incertezza la sentiamo ancor oggi chiusa nel nostro cuore, perché tanta realtà ci pare un sogno. Grazie quindi al Sindaco di Pontremoli; alla Sua Giunta, a tutti i consiglieri che ci hanno aiutato: in modo particolare al nostro caro Angella. Da loro molto ancora speriamo e attendiamo.
Siamo vivamente grati e riconoscenti al nostro Ecc.mo Vescovo che, onorandoci della Sua ambita presenza , ha impartita la Sua benedizione ai nuovi impianti e ci ha incoraggiato con belle parole a vivere da cristiani usando dei mezzi che la tecnica ed il progresso mettono a nostra disposizione. Vogliamo ricordare Mons. A. Corradini Vicario generale, che con la sua benedizione ha dato inizio ai lavori dell’elettrificazione nel settembre come all’On. Negrari che per la prima volta abbiamo avuto l’onore di ospitare, a cui tanta gratitudine ci lega, porgiamo i nostri ringraziamenti e ci auguriamo che anche in altre circostante sia fra noi.
Intendiamo porgere il nostro ringraziamento pure a tutte le altre Autorità civili e militari, a tutti gli ospiti che hanno voluto partecipare alla nostra gioia aumentando la medesima colla loro presenza.”
Un frazionista.