12/13 giungo 1944. In uno scontro a fuoco nella notte, tra le case del paese, rimangono tre morti ed un ferito grave. Il ferito, un tedesco, viene portato via dai commilitoni, così come viene condotta all’ospedale la salma dell’altro militare. Sul suolo rimangono, fino alla mattina, i corpi dei due partigiani ai quali nessuno presta soccorso per timore della rabbia dei tedeschi. Le due vittime, che verranno tumulate nell’Oratorio di San Terenziano, sono Enrico Vecchi, parmigiano di 24 anni e Duilio Toma di Succisa, 20 anni.
A cominciare da luglio, da parte della popolazione viene richiesto, poichè i tedeschi nelle vicinanze della chiesetta stanno nascondendo armi, munizioni e mezzi, che la statua raffigurante San Terenziano sia traslata in altro luogo onde evitare che un bombardamento possa distruggerla; ma il rettore, che si consiglia anche con il Vescovo di Pontremoli, si oppone: il Santo deve rimanere al suo posto, impegnato a proteggere ed intercedere.
13/8/1944. Le insistenze della popolazione vengono finalmente Alle 10, il simulacro, coperto di velo, privatamente, attraverso la strada che corre in mezzo ai castagni, viene condotta alla chiesa parrocchiale dove, quat’anno, per ovvie ragioni, si svolgerà la festa che cade in giorno di venerdì. Alle celebrazioni religiose partecipa anche il Vescovo che celebra la Santa Messa alle 7 del mattino; la festa risulterà modesta e, si lamenta il parroco, magre saranno anche le offerte, solo £. 1.807.
17/9/1944. “Finalmente – come scrive don Cressano – anche Mignegno ebbe la sua prova di fuoco. Ieri, alle 13,30 circa, cacciabombardieri, dopo aver versato bombe a mitraglia su Pontremoli, colpendo e rovinando la bella chiesa parrocchiale di San Pietro, sganciarono 10 bombe qui, per colpire il ponte. Non riuscirono nel loro intento: ma si avvicinarono tanto”.
16.11.1944. 10 alpini vengono catturati dalle truppe irregolari a Verbiola, immediatamente i tedeschi prendono in ostaggio 16 persone a Grondola, dopo averle trasferite all’Oratorio di San Terenziano, tre di loro vengono immediatamente rilasciate perché ferrovieri al servizio delle truppe tedesche. Il gruppetto degli alpini fa sapere, attraverso emissari del comandante partigiano Berretta, di aver volontariamente disertato, ma la dichiarazione non convince i tedeschi che chiedono un colloquio con i partigiani. I grondolesi rimangono tranquillamente all’Oratorio per tre giorni, dopo di che, il 20 novembre, vengono rilasciati: il parroco di Grondola, nell’incontro che avviene in curia con don Cressano, vanta la liberazione all’intercessione della Madonna di Montemese, ma il rettore di Mignegno “si permette di aggiungere” che è stato fondamentale l’intervento di San Terenziano. L’incontro con il capo partigiano si farà il 28 novembre, proprio nella chiesetta di Montenese.
18/1/1945. 16 bombe vengono sganciate su Mignegno con obiettivo il vecchio ponte che, nonostante colpito da una di esse, non subisce praticamente alcun danno.
19/2/1945. Caccia bombardano a tappetto la zona di San Terenziano e l’Oratorio, dopo questa incursione, presenta segni di colpi di mitragliatrice sui muri esterni. Altri bombardamenti, che si stanno intensificando in questi giorni, provocano danni alla struttura dell’edificio; cade, ma miracolosamente senza infrangersi, il cristallo di protezione della nicchia ove veniva conservata l’immagine del Santo e la Croce dorata che sovrasta l’altare , nonostante gli spostamenti d’aria causati dalle esplosioni , rimane fiera al suo posto.
2821945. Nuova incursione nell’area ove è collocato l’Oratorio di San Terenziano. Una bomba causa l’abbattimento del platano più imponente che sorgeva a fianco della chiesetta; un’altra colpisce il porticato, mentre una terza deflagra davanti all’edificio causando gravi danni alla muratura, agli intonaci e al tetto che, squarciato, lascia indifeso l’Oratorio ai danni che la pioggia potrebbe alimentare.
7/3/945. San Giuseppe: quello che le incursioni aeree non sono riuscite ad ottenere, è stato raggiunto dall’ardire di una cinquantina di partigiani che, nella notte, con una carica di oltre un quintale e mezzo di dinamite, hanno provocato il crollo delle strutture dell’antico ponte di MIgnegno. L’esplosione, avvertita anche da notevole distanza, provoca nel borgo non pochi danni; ma ,inaspettatamente, il crollo neppure sfiora il sottostante ponticello che attraverso il paese conduce alla strada della Cisa; ed è proprio attraverso questo ponticello che i tedeschi potranno continuare indisturbati la loro ritirata con tutti i mezzi che, seppure più lentamente e disagiatamente, riescono a transitare.
27/4/1945. Arrivano anche a Mignegno i primi gruppi alleati. Grazie a Dio, anche questa guerra è finita!
Tratto dalla pubblicazione S. Terenziano V.M. – L’Oratorio di San Terenziano, a cura dell’Opera Parrocchiale di Mignegno, 1987