
C’era, una volta, la mucca di razza pontremolese: questo, fotografato nei campi che circondavano lo sviluppo urbano, ne è un bellissimo esemplare, probabile protagonista di una delle numerose fiere che Pontremoli ospitava nel corso dell’anno.
È il 1919: l’allevatore è orgoglioso di una “pontremolese” non comune, per dimensioni e struttura; forse è ignaro che proprio in quegli anni quella razza locale, resistente ma che dava scarse produzioni sia di latte che di carne, stava per essere soppiantata dall’introduzione di capi di altre razze, prima fra tutte la “bruna” italiana. Oppure proprio questo esemplare testimonia che il processo era già in atto, con l’incrocio della razza autoctona con quella ben più produttiva che si stava diffondendo in tutta l’Italia peninsulare. Oggi ne restano ufficialmente 50 capi, la maggior parte in allevamenti protetti, ed è considerata, dalla FAO, popolazione “in pericolo”, ma da più parti si sottolinea invece come l’ultimo esemplare di vera “pontremolese” sia scomparso ormai da lungo tempo.
da Il Corriere Apuano