
A dispetto di quanto oggi sembra relegarla ad una realtà povera, la Pieve di Urceola-Saliceto ha un passato importante , una storia straordinaria durante la quale ha svolto un ruolo che oggi diremmo “strategico” per lo sviluppo sociale, economico e, soprattutto, della fede cristiana in alta Lunigiana in generale e nel Pontremolese in particolare.
Nell’VIII secolo (752) muore Leodegar che da Sorano si era impegnato nell’opera di cristianizzazione del territorio. Nell’elenco delle chiese da lui fondate Urceola non è menzionata; dunque è ipotizzabile che sia stata fondata in anni successivi.
Al contrario la Pieve viene viene citata per la prima volta sul finire del X secolo, in due documenti distinti. Il primo risale al 981 ed è l’editto nel quale l’imperatore Ottone , su preghiera del vescovo di Luni Gottifredo, ordina che cessino le oppressioni contro la chiesa di Luni alla quale inoltre dona numerosi beni, tra i quali anche il “mercatum in plebe S.i Cassiani”. Un mercato, cioè un vero e proprio centro di contrattazione, fonte irrinunciabile di entrate tributarie; un luogo importante dunque, che esisteva nei pressi della Pieve di San Cassiano di Urceola.

L’altro documento risale al 998 ed è la promessa con la quale il marchese Obertosi impegna a non intromettersi più negli affari di quattro pievi della Lunigiana: Vico di Castevoli, Venelia, Soliera e “Sancti Cassiani de Urciola”.
Possiamo dunque dire che la Pieve di Urceola sia stata fondata tra il 752 (anno della morte a Sorano di Loedegar ) e il 981 (anno del primo documento).
7La Pieve di Urceola-Saliceto aveva un’ampia giurisdizione che si estendeva sull’alta valle del Magra e del Gordana fino ad oltrepassare l’Appennino; comprendeva dunque anche Pontremoli. Troppo lungo sarebbe analizzare i rapporti tra la Pieve e il suo ormai consolidato sistema di agglomerati abitativi ed il nascente borgo urbano. Ma è indubbia l’importanza avuta da Urceola nell’epoca in cui Pontremoli era ancora poca cosa; scrive lo storico Giovanni Sforza: ” Essa serba il vanto di essere il più antico villaggio del pontremolese, l’unico di cui ci sia la certezza che fosse un vico al tempo dei Romani, anzi quello principale, il capoluogo del pago. Appunto per questo fu dalla Chiesa di Cristo scelta a Pieve Matrice”.

le pievi erano, infatti, il centro della vita religiosa di tutto il piviere a loro sottoposto: nelle pievi si battezzava, all’esterno di esse si seppellivano i morti prima che entrasse nella consuetudine la sepoltura all’interno delle chiese. I rettori delle singole parrocchie dipendevano dall’arciprete della Pieve. Questa supremazia di Urceola-Saliceto durò a lungo, nonostante le tensioni crescenti con Pontremoli.
Nel 1474 nel territorio avvenne un fatto straordinario: l’inizio della costruzione della chiesa dell’Annunziata. Dovette essere quello un giorno di grande festa per tutta la comunità di Saliceto, ma nel breve volgere di pochi decenni il rapido sviluppo del santuario, del convento e del borgo divennero un altro elemento di crisi per l’antica pieve. All’Annunziata si spostò infatti il centro del territorio della Pieve.
A Saliceto restavano solo gli adempimenti formali: il suo Arciprete aveva ancora un posto di preminenza nel clero, ma contro questo stato di cose cresceva l’avversione del potente clero urbano pontremolese che non poteva continuare a riconoscere come “matrice” una piccola chiesa di campagna rimasta ormai isolata fuori dalle nuove vie di comunicazione.

Anche l’attività religiosa andava ormai scemando, nonostante i suoi confini parrocchiali fossero vastissimi. A nord arrivavano fino a San Pietro; a est fino ai colli di Vaia e di Viceto, a sud fino al canale della Gozzola, a ovest fino al Canale dei Morti, confine con San Cristoforo. Confini che rimasero inalterati sino al 1804 quando venne istituita la parrocchia della SS. Annunziata comprendendo nella sua giurisdizione tutti i territori alla sinistra del Magra.
Saliceto si impoverì definitivamente ma ormai ben poco restava dell’antica importanza, anche perchè da qualche anno l’istituzione della Diocesi di Pontremoli aveva sancito un nuovo ordinamento territoriale. Pontremoli era sede vescovile, la grande chiesa eretta nel XVII secolo ne era la Cattedrale.
Il Corriere Apuano, in occasione del Giubileo anno 2000