LA SETTIMANA SANTA A ZERI


Nel giorno di Giovedì Santo la Messa veniva celebrata al mattino e la gente partecipava con grande devozione. Terminata la Messa si faceva il Sepolcro con il SS. Sacramento, con il Gesù morto e la Madonna Addolorata. Il lutto dei paesani era sentito e partecipato e in questo giorno tutte le attività venivano sospese. Le visite erano ininterrotte e molte persone si recavano al Sepolcro più volte per recitare le indulgenze.

Nel giorno di venerdì Santo si svolgevano le funzioni alla sera. Prima dell’inizio, dal Genovesato (Brugnato), venivano i venditori di ciambelle all’anice a venderle sul sagrato. La funzione si svolgeva con grande partecipazione. Al termine si faceva la processione. I fedeli uscivano dalla chiesa portando torce e ceri e si recavano in un ampio prato nei pressi della chiesa sul quale si svolgeva una particolare processione detta “La lumaga”. Infatti la processione si svolgeva girando attorno ad un palo conficcato nel centro del prato; l’andamento della processione era a spirale e per questo era detto “La lumaga”.

Nel giorno di Sabato Santo il parroco, bussando, chiedeva l’ingresso alla chiesa, veniva benedetta l’acquasanta, si scioglievano le campane e gli abitanti si lavavano gli occhi per proteggersi la vista.

Per Pasqua i i piatti più comuni erano, tagliatelle e noci tritate con un po’ d’olio,. pasta condita con il porro, agnello arrosto e legumi e baccalà.

La Domenica delle Palme era detta o “di dò ramo” (il giorno del ramo). I ramoscelli di olivo erano raccolti negli oliveti più in basso e venivano trasportati in paese con gli asini. Era in uso il canto dei salmi; per ogni salmo recitato si spegneva una candela di un candelabro che ne portava 13. Allo spegnimento dell’ultima si spengevano tutte le luci della chiesa e si cominciava a “battere” Pilato (per punirlo delle sue malefatte).

La Settimana Santa di Germano Cavalli, Studi Lunigianesi, XXXIV/XXXV, su informazioni di Elvira Tognarelli