
Nel marzo del 1948 Guerino Talamini stava lavorando un campo vicino a casa, nella piana di San Cristoforo, per trasformarlo da castagneto a campo per la semina, quando vede affiorare dal terreno una pietra.
La pietra è di forma rettangolare, di arenaria “macigno” di coloro gialliccio, su un lato sono presenti, ben visibili, due braccia che scendono lungo i lati per poi convergere verso il centro e terminare in due larghe mani a spatola con le dita in rilievo. Le mani e le braccia sono state ottenute abbassando in modo uniforme il resto della stele.
E’ sicuramente ciò che resta di una statua stele ed è il ritrovamento più a settentrione, ben lontano dai siti di ricorrenti ritrovamenti ma se ricordiamo che San Cristoforo era sulla via di passaggio proveniente dal Borgallo e diretta alla Pieve di Saliceto, la cosiddetta “via di Annibale” e sulla strada di collegamento con il genovesato, la collocazione della stele appare meno fuori luogo.
La mancanza della testa non consente una datazione precisa; non sono disegnate armi per cui si potrebbe pensare ad una statua femminile, ma senza certezza, esistono infatti stele maschili senza armi.
La Lunigiana è un territorio abitato sin dall’antichità dai Liguri Apuani, popolazione forte e bellicosa, che praticava la pastorizia nomade ed in misura minore l’agricoltura lavorando una terra ostile o poco produttiva e adorando le espressioni forti della natura. Fieri della loro indipendenza – che difesero tenacemente contro l’avanzare della grande Roma – furono infine sottomessi e trasferiti nel Sannio solo grazie all’inganno. Gli Apuani abitavano in capanne, costruiti con rami ed argilla e tetti di paglia, raccolte in villaggi e che il tempo ha cancellato; di loro rimangono solo alcuni muri a secco dei castellari, luoghi di difesa posti in alto dove la popolazione era usa radunarsi nei momenti di pericolo, ed alcuni sepolcreti contenti ossa combuste dei defunti deposte in vasi di terracotta. La Lunigiana deve, secondo alcune fonti, il suo nome alla città di Luni, colonia fondata da Roma nel 177 a.c. e sede di un importante porto, commerciale prima e militare poi ma altri studiosi mettono in discussione tale indicazione, facendo riferimento alle recenti scoperte delle incisioni del Parco Lunigianese delle Incisioni Rupestri nel quale la luna viene incisa in tutte le sue fasi (mezzaluna crescente, luna calante e nera).
tratto dal libro Torrano, il paese, Monte Burello e i Liguri Apuani

