
La via detta poi Regia o Salaria dai Genovesi (1), via di crinale, che dalla Foce dei Tre Confini o Forcella del Monte Gottero, salendo da Albareto e passando per Zeri, portava sino ad Ameglia, porto romano.
Il nome potrebbe essere legato alla lunga permanenza bizantina, baselikè odos, via del demanio imperiale, in una vallata quale quella del Verde che riconosce nella toponomastica sia l’influenza romana con una serie di toponimi che si ricollegano alla Tabula Alimentaria Veleiate, che quella latino- greca come Pradonnico, Baselica, Mulpe, Castel di Margrai e di una piccola località detta Stra.
Tuttavia riteniamo che l’ importanza possa derivare dalla sua possibile funzione.
Nella TAV infatti, si può ritenere che il pagus minervius della res publica lucensium travalicasse il crinale verso la Lunigiana come sostiene anche il Formentini, che espone una sua teoria compascuale (2) e lì le tante terre lucchesi venissero affidate a coloni lucenses che le utilizzavano per la transumanza.
Il Giuliani cita una deviazione da Giovagallo che era chiamata strada lombarda, in omonimia a quelle che poi furono dette le vie sulla sinistra Magra che andavano nel Parmense.
Una via poi importante nel tempo e che utilizzò Federico I accompagnato da Obizzo Malaspina per raggiungere Pavia, salendo da Villafranca e che in tempi più recenti veniva utilizzata per il contrabbando del sale (3)
Tratto da Le “Vie Francigene” in Lunigiana, dalla Preistoria, a Sigerico, a Carlo VIII
Studio di SANDRO SANTINI
- R. Pavoni: Dalla curtis bobbiense di Turris al Borgo della Val di Taro; Borgo Val di Taro e i Fieschi,Borgo Val di Taro, 2002.
- U. Formentini in diverse occasioni segnala che laddove sia stata verificata la successione temporale di un conciliabulum ligure, pagus romano e pieve cristiana, si può teorizzare anche quella religiosa e/o amministrativa.
- R. Pavoni: Dalla curtis bobbiese…, op. cit.