

Il Corriere dei Piccoli – primo settimanale a fumetti – nasce nei primi anni del 1900 e negli anni ’30 inizia la pubblicazione Topolino.
L’analfabetismo era allora ancora largamente diffuso, le priorità erano altre, i ragazzi dovevano contribuire attivamente alla conduzione familiare, non c’era tempo per svago e divertimento; non risulta che queste pubblicazioni abbiano avuto alcuna seria diffusione nelle nostre campagne.
La svolta avviene nel secondo dopoguerra, quando anche la società rurale cambia, si aggiorna.
In quegli anni nascono diversi fumetti, di genere avventuroso, eroico: nel 1948 Tex Willer, Capitan Miki nel 1951, nel 1954 Blek Macigno, Zagor nel 1961, il Comandante Mark nel 1966.
Il successo non arride solo al genere avventuroso, incontrano il favore del pubblico anche albi del genere fantastico come Tiramolla (1953), Sodino e Nonna Abelarda (1957) e Geppo (1961).
Con la ricostruzione si aprono ovunque cantieri che fanno circolare il danaro.
Sono gli anni in cui lo Stato dà forte impulso all’ alfabetizzazione della popolazione, si aprono le scuole serali per gli adulti, si costruiscono gli edifici scolastici anche nelle borgate di campagna.
Gli sforzi dello Stato danno i risultati sperati, i ragazzi hanno finalmente la possibilità di frequentare regolarmente le aule e e di imparare a leggere e scrivere.
Anche nei nostri paesi cominciano a comparire gli albi dei fumetti ed i primi libri per ragazzi.
Quando scendono con la mamma a Pontremoli chiedono e ottengono di acquistare le strisce (allora erano così) dei fumetti da scambiare con gli amici appena lette e qualche libro; allora erano in voga libri come “I ragazzi della via Paal” di Ferenc Molnar, “il Milione” di Marco Polo e il “Il piccolo zampognaro” di De Mattia solo per citarne alcuni.

