L’IMPONENZA DEL CANTIERE PER LA DIGA SUL TEGLIA

Ancora pochi mesi di lavoro e la diga della Rocchetta sarà pronta: il cantiere per la costruzione del grande muro di sbarramento tra le due sponde del torrente Teglia volge ormai al termine e tra breve a monte di esso si formerà un bacino di 5 milioni di metri cubi di acqua.

E’ il 1937 quando il fotografo della FALCK fissa questa immagine: per un attimo gli operai sospendono il frenetico lavoro alla sommità del muro che ci appare realizzato con tecniche ardite quanto rischiose. A sbalzo sul vuoto, ad alcune decine di metri dal suolo, le maestranze costruiscono metro dopo metro, un getto di calcestruzzo dopo l’altro, il poderoso sbarramento. Mentre a terra le opere previste sono ormai finite, l’attività del cantiere è concentrata proprio sulla sua ultimazione.

La prospettiva che ci offe la foto ci mostra il lato di monte dello sbarramento, quello contro il quale di lì a poco di adagerà il nuovo lago della Rocchetta, destinato a sommergere il paesaggio, dalle opere di captazione che porteranno le acque alle due centrali idroelettriche (prima a quella della Rocchetta, poi a quella di Teglia) alla ragnatela di percorsi che si notano designati sui fianchi della collina.

Il ferro, il legname, il cemento sono, con l’uomo, i grandi protagonisti del cantiere: sui binari, stesi lungo l’ardito camminamento sospeso sul muro in costruzione, si susseguono i carrelli che trasportano l’impasto; sotto, seminascosta nella penombra, una squadra di operai è addetta alla sistemazione del calcestruzzo. Sullo sfondo, il fianco della collina sulla sponda opposta dove ripidissime scale dai mille scalini assicurano le comunicazioni con il fondo valle.

Tratto da Il Corriere Apuano