L’ISTRUZIONE NELLE ZONE DI CAMPAGNA

Una scolaresca di Torrano dei primi decenni del XX secolo

Sin dalla Unificazione lo Stato italiano aveva affrontato il problema dell’alfabetizzazione , in particolare estendendo a tutto il Paese la legge Casati che prevedeva l’obbligo dell’istruzione scolastica, elargita gratuitamente dai Comuni.

Giuseppe Cicciriello, direttore didattico a Zeri negli anni 1934/36 ritratto in occasione di una visita alle scuola della valle. Tratto dal Volume: Fotografo di paese, vita a Zeri nella immagini di Attilio Bertoni 1900-1940

Era un’ottima iniziativa, ma i risultati furono piuttosto scarsi per le borgate rurali. La sensibilità in materia era poca anche da parte delle Autorità e la leva scolastica era temuta, soprattutto dai contadini delle nostre zone, poiché sottraeva risorse importanti all’economia domestica in quanto i ragazzi erano di fatto forza lavoro. L’ostilità da parte dei proprietari terrieri era forte, era loro interesse tenere i braccianti quanto più possibile nell’ignoranza.

Occorre attendere i primi anni del XX secolo per iniziare a percepire sensibili progressi, i Comuni, Pontremoli compreso, iniziano ad investire nella scuola. I problemi erano enormi, finanziari soprattutto ma anche organizzativi con classi pollaio con 80/90 alunni affidati ad un solo maestro, in ambienti non adeguati, freddi, troppo ampi o troppo angusti.

Vecchio banco scuola – Foto tratta dalla pagina Facebook Visita la Lunigiana…..

E’ un processo lento ma proficuo, il numero dei maestri viene adeguato, viene costruito il primo edificio scolastico in città, le classi finalmente vengono organizzate anche nelle zone di campagna, nel 1908 sono presenti classi elementari a Gravagna, Valdantena, Cavezzana d’Antena, Soccisa, Vignola, Cervara, Guinadi, Bratto, Pracchiola, Montelungo, Grondola, Cavezzana Gordana, Arzengio, Bassone, Torrano e Oppilo.[1]

Le Autorità pur tra mille difficoltà tentano di affrontare il problema, ma la collaborazione delle famiglie è ancora scarsa, le classi piene d’inverno si svuotano ad inizio primavera.

Pagelle degli anni ’40

 La Costituzione della Repubblica Italiana, promulgata alla fine dell’anno 1947, all’articolo 34 sanciva il diritto allo studio per tutti i cittadini, compresi coloro che, meritevoli, non disponevano di mezzi adeguati.

Era stata anticipata di qualche mese da una legge emanata il 17.9.1947, che istituiva la scuola popolare e che all’articolo 1 prevedeva:

La pagina di un quaderno di 1a elementare di metà 1900.

 “E’ istituita una scuola popolare per combattere l’analfabetismo, per completare l’istruzione elementare e per orientare all’istruzione media o professionale. La scuola è gratuita diurna o serale, per giovani ed adulti e viene istituita presso le scuole elementari, le fabbriche, le aziende agricole, le istituzioni per emigranti, le caserme, gli ospedali, le carceri e in ogni ambiente popolare, specie in zone rurali, in cui se ne manifesti il bisogno”.

Astuccio in legno anni ‘50/60 del secolo scorso, nel quale si riponevano i pennini, le penne e le gomme per cancellare.
I pennini, con cui i bambini imparavano a scrivere, sino agli anni ’60. Foto tratta dalla pagina Facebook Visita la Lunigiana…

L’iniziativa, al contrario di quanto era accaduto nei cento anni precedenti, ha successo per due fattori , da una parte con il progressivo benessere economico i ragazzi cessano di essere importanti per la sopravvivenza del nucleo familiare e possono frequentare le lezioni con continuità, e dall’altra con il boom economico le persone avvertono la necessità di saper leggere e scrivere per tenersi al passo con i progressi tecnologici del mondo industriale, stimolate anche da una trasmissione televisiva di successo condotta dal maestro Manzi “Non è mai troppo tardi” . Era un periodo di forte emigrazione verso il nord, saper scrivere significava anche essere in grado di mantenere rapporti con il proprio paese ed i familiari. In quegli anni anche i nostri vecchi che di giorno lavorano nei campi e accudiscono mucche e pecore, di sera frequentano i corsi di recupero, l’obiettivo per la maggioranza di loro non è imparare a leggere e scrivere correttamente o conseguire la licenza elementare ma almeno di saper fare la propria firma e non essere più costretti a sottoscrivere con una croce.

Edificio scolastico di Torrano

Negli anni ’50 anche nei paesi di campagna vengono costruiti edifici scolastici (Torrano 1958, Arzelato 1959, Arzengio 1957 ecc.) e vengono istituiti corsi serali per agevolare la partecipazione degli adulti lavoratori.

E’ in questo contesto che il Servizio per l’educazione popolare del Ministero della Pubblica Istruzione, con un forte impegno finanziario, distribuisce gratuitamente e annualmente “Il Leonardo – Almanacco di cultura popolare” ricco di informazioni e sempre gratuitamente una collana di libri editi da Mondadori con scritti scelti di scrittori italiani quali Giovanni Verga, Antonio Fogazzaro; Giuseppe Giacosa, Grazia Deledda ed altri.


[1] “la scuola elementare nel circondario di Pontremoli dalla legge Casati del 1859 alla fine del secolo scorso”  di Angelo Ferdani  – Vol. primo