


Per fare una breve relazione storica di questo Oratorio occorre ricercare le cause che spinsero gli antichi abitanti di Mignegno ad onorare San Terenziano. Le nostre ricerche avrebbero stabilito che la divozione a San Terenziano si accrebbe verso la metà del XV secolo per opera di Nicodemo Trincadini, diplomatico di Francesco I° Sforza.
Esisteva in quell’epoca un piccolo Oratorio di cernobiti. La storia ci lascia credere che l’oratorio fosse dotato di pregevoli quadri e di pitture. Fra questi, un quadro raffigurante il Martirio di San Prisco e San Terenziano.
La Casa dei Farnese ducato di Parma e di Piacenza e cioè Luigi, Ottavio, Alessandro, Ranuccio I°, Odoardo, Ranuccio II° ed Antonio, ebbe speciale predilezione per l’Oratorio di San Terenziano. Nel 1514, fu di passaggio Padre Tommaso da Opuo, Missionario Oss., Predicatore Apostolico. Questo frate albergò all’Oratorio e fece a Pontremoli 4 prediche alla presenza di grande folla. In quell’epoca, gli animi erano straziati per le divergenze fra Guelfi e Ghibellini ed anche in Pontremoli vi era una lotta tremenda. Il predicatore seppe tanto ben dire per cui il popolo rimase persuaso che il continuare la lotta era stoltezza ed il popolo stesso col Consiglio giurarono, nella chiesa dell’Annunziata, che avrebbero abbandonato gli odi da cui tanto erano torturati. Fu per questa circostanza che venne posta nella Sala del Consiglio l’immagine del Crocifisso ( anche oggi si vedono in Comune due grandi quadri raffiguranti San Geminiano e Gesù Crocifisso, con lo stemma di Pontremoli). Messe le cose a posto, il padre Tommaso salutò il popolo che lo volle accompagnare colle insegne delle confraternite fino a piè del monte vicino a Mignegno e cioè all’oratorio di San Terenziano. Qui giunto, Padre Tommaso benedì di nuovo il popolo e proseguì il viaggio per la Lombardia.
Sin da quell’epoca la festa di San Terenziano cadeva il 1° settembre. Dopo l’episodio sopra narrato, l’Oratorio passò di proprietà del Comune il quale lo cedette in custodia alla Confraternita di San Giovanni Decollato che aveva sede in Pontremoli nella chiesa di San Lorenzo, soppressa dal Duca Leopoldo nel 1577.
Detta chiesa era attigua alla attuale chiesa di Santa Cristina. Questa Confraternita prese possesso dell’Oratorio di San Terenziano mettendovi sopra lo stemma di San Giovanni Decollato con un dipinto a fresco rappresentante Gesù Cristo con due Confratelli della Buona Morte. Per la caduta della chiesa di San Lorenzo essendo scomparsa la Confraternita, l’Oratorio nel 1597 passò alla chiesa di San Giacomo d’Altopascio. In quel tempo l’Oratorio venne quasi dimenticato e, poiché non si provvedeva alle normali opere di manutenzione, l’incuria procurò gravi danni. Venuto a conoscenza di un addetto alla casa di Ranuccio II , certo Stefano Marrafeo, che l’Oratorio era in cattivo stato, questi provvide a proprie spese a restaurarlo, anzi si stabilì egli stesso all’Oratorio, nel mese di febbraio 1696, vivendo una vita eremitica e vi morì. A ricordo di questo fatto fu posta una lapide che, sebbene corrosa dal tempo, esiste tuttora nel muro esterno dell’Oratorio. Ne diamo la traduzione in italiano:
STEFANO MARRAFEO – SPINTO DALLA PIA DEVOZIONE – DALLA RELIGIONE E DALLA PIETA’ – DOPO UNA LUNGA FEDELE SERVITU’ – PRESTATA AL SERENISS. RANUCCIO – DUCA DI PARMA E DI PIACENZA – FECE RESTAURARE QUESTA CHIESA – DEL DIVO TERENZIANO – ESSA DECORO’ DI CELEBRI RELIQUIE – ORNAMENTI E PARAMENTI SACRI – QUESTE A PROPRIE SPESE CURO’ – CON LA GRAZIA DI DIO – DOPO UNA VITA ANACORETICA – 1 SETT. 1696.
Molti abitanti di Mignegno vollero che nella chiesa di San Terenziano fosse compiuto il rito del loro matrimonio. Così troviamo che nel 1774, addì 28 febbraio, celebrarono le loro nozze nell’Oratorio di San Terenziano Matteo Pinotti e Domenica, figlia di Paolo Pinotti.
Nel 1855, scoppiò l’immane flagello del colera. Da noi le vittime furono numerosissime. Tutto il popolo della città e dintorni si recò in pellegrinaggio all’Oratorio per ottenere la cessazione del terribile morbo in quanto, fra l’altro, a San Terenziano sono ricorsi, in ogni tempo, per ottenere la grazia i colpiti da morbo contagioso e febbricitanti. Si dice che, in quell’occasione, venne fatta solenne promessa di dotare la chiesa della Statua del Santo, ritraendone le sembianze dal quadro allora esistente. Infatti, nel 1862 la statua era pronta. Fu benedetta con speciale legato dal Vescovo Orlandi di Pontremoli nella chiesa di San Geminiano e, il primo settembre dello stesso anno, la bella immagine entrava nell’Oratorio.
Nel 1884 avvenne l’immane disastro della polveriera, di cui parliamo nelle notizie storiche riguardanti Mignegno. L’Oratorio subì dei danni ma, mercé l’opera volonterosa dei Mignesini, fu provveduto all’assestamento di ogni cosa in breve tempo.
La festa dell’Oratorio cade, ogni anno, il 1° settembre, anniversario del supplizio di san Terenziano.
Il concorso del pubblico fedele va aumentando ogni anno.
Tratto dal volumetto S. Terenziano V.M., l’Oratorio di San Terenziano, redatto a cura dell’Opera Parrocchiale di Mignegno, 1987