

Una famiglia per la libertà!
Lorenzo Martinelli, nato il 29.9.1891 da Andrea ed Anastasia Musetti, giovanissimo emigrante ha lavorato come cuoco a Parigi. Rientrato, ha combattuto nella Prima Guerra Mondiale, per questo poco tempo prima di morire è stato insignito del cavalierato di Vittorio Veneto.
Successivamente era stato assunto come ferroviere a Grondola di Pontremoli (Ms), ma durante il ventennio fascista rifiutò di prendere la tessera, venne malmenato e licenziato.
Fu costretto ad andare a vivere in un bosco con la moglie Ernesta Musetti ( 1893 – 1959) e 5 figli.
Mino Tassi, partigiano e Commissario della III brigata Beretta, nel suo libro sulla Resistenza “Pagine pontremolesi” ricorda così la famiglia: “Tra le tante famiglie della nostra montagna è doveroso ricordare la famiglia Lorenzo Martinelli di Grondola. Fu una famiglia dove predominò sempre il più alto spirito antifascista e patriottico. Tre fratelli: Onelio, Giovanni e Armando furono partigiani combattenti della III Beretta”.

Il Tassi nel suo libro racconta anche un episodio accaduto il 19 settembre 1943 nel corso di un rastrellamento su Grondola e che vede coinvolto il capo-famiglia Lorenzo: “…..gli scherani della repubblicheta, appena in fasce, non intendono rientrare a Pontremoli a mani vuote e tanto per dare prova a quelli del piano della loro abilità e bravura, stabiliscono di trarre in arresto due galantuomini della zona, solamente rei di non nutrire soverchia simpatia per il resuscitato partito fascista.
Trattasi di due onesti e operosi capi famiglia: Lorenzo Martinelli di Grondola di anni 52 e Luigi Marioni di Guinadi San Rocco di anni 58. Le giustificazioni più che valide dei due e le proteste dei rispettivi familiari non servono a nulla. Ammanettati, come volgari malfattori, vengono in un primo tempo trasferiti a Pontremoli ed in seguito presso il comando tedesco di Villafranca, il solo già in grado e in diritto di deciderne le sorti. Denunciati per “palese e provata ostilità alle truppe di occupazione” al tribunale del Corpo d’Armata di Piacenza, sfuggono per puro miracolo a una sentenza che, dati i momenti, ppoteva differire di poco da quella capitale. E se miracolo vi fu, a detta delle stesse vittime e dei familiari, tutto si dovette al provvido e tempestivo intervento di Mons. Sismondo, Vescovo di Pontremoli”.
Le figlie Maria e Dina e la moglie a casa operavano come punto di riferimento delle staffette che provvedevano anche a sfamare. Maria è morta nel novembre del 2021 a 107 anni compiuti.
Terminata la Seconda Guerra Mondiale Lorenzo ha continuato a lavorare la terra sino alla sua morte avvenuta nel 1968.
Alessandra Martinelli

